Cuccioloni in cerca d’affetto: appello della Lida Novara

NOVARA, 18 GIU - Sono tanti i cagnolini di cui ogni giorno si occupa a Novara la Lida, Lega italiana per i diritti degli animali. Le loro storie sono tutte diverse e tutte uguali, tutti sono alla ricerca di una nuova famiglia da cui ricevere e a cui dare tanto affetto e simpatia. Ecco allora alcuni amici a quattro zampe in cerca di adozione. Ci sono Cleo e Trilly, due dolcissime lupotte, mamma e figlia, rispettivamente di due anni e mezzo e 10 mesi. Come tanti loro simili, sono arrivate dal sud Italia con la speranza di riscatto da una vita di stenti ed umiliazioni. Vanno al guinzaglio e sono compatibili con altri cani maschi e femmine (non dominanti per Cleo). Sono sane, vaccinate , microchippate, sterilizzate. Per informazioni e per andare a trovarle si può chiamare Sandra al 347 7121595. Oppure c’è Billy, 5 anni, definito dai volontari “sanissimo, simpatico, coccolone” (per informazioni telefonare al 347 7121595). Pablo, 2 anni, arriva anche lui dalle strade del sud dove viveva randagio. Dei volontari lo hanno strappato da quel triste destino facendolo adottare da una famiglia al nord: tutto filava liscio all’inizio ma poi Pablo è diventato un peso ed è ritornato dalle volontarie che lo hanno sistemato in una pensione. Questo soluzione però è molto costosa e ora Pablo, cane educato ed affidabile, sta cercando una nuova famiglia (chi fosse interessato può contattare sempre Sandra o Romina tel. 393 2283062).

Invece Diana è una splendida cagnolona di circa 4 anni affetta da una grave forma di dermatite, chi la teneva non le ha dato le giuste cure quindi la sua malattia si è aggravata. L’associazione Lida se l’è presa a carico per cercare di salvarla e ha aperto una raccolta fondi per le spese dei medicinali. “Se volete aiutarci con le spese potete fare delle donazioni anche minime, anche 5 euro possono fare la differenza – dicono le volontarie - Per informazioni potete contattare Alice al 3394940027”.

Ricordiamo che le donazioni effettuate tramite bonifico bancario, si possono dedurre dalla dichiarazione dei redditi (Codice Iban della Lida: IT59 U033 5901 6001 0000 0018 004).

Valentina Sarmenghi

Gattina di 3 anni percorre 35 km per tornare a casa

(ANSA) - PIACENZA, 26 OTT - Una gattina di tre anni ha percorso 35 km per arrivare alla casa in cui il padrone, di Piacenza, la portava d’ estate, a Ca’ Monte in Val Luretta. A raccontare la storia di ‘Micia’, dal manto nero, e’ stato il padrone Giorgio Verniaghi che, al quotidiano Liberta’, ha spiegato di avere tenuto la gattina, in estate, a Ca’ Monte e poi di averla riportata a Piacenza, presso sua figlia. Una decina di giorni fa pero’ il gatto e’ scomparso e il padrone ormai l’aveva dato per disperso. Poi pero’ si e’ ritrovato l’ animale davanti alla porta di casa a Ca’ Monte. (ANSA).

Novara, rapito un cagnolino di 18 anni. L’appello del padrone: “Vi prego, ridatemi il mio Lillo”

Lillo sdraiato nel cortile della casa da cui è stato sottratto

Lillo sdraiato nel cortile della casa da cui è stato sottratto

NOVARA, 4 SET - Per 18 anni ha vissuto nel cortile di una casa d’epoca a Novara, ma da martedì scorso non si hanno più sue notizie: Lillo, un cagnolino ormai anziano e un po’ claudicante, è stato rubato. O meglio rapito, come racconta il suo padrone Marco Franchi nella lettera-appello che ci ha inviato e che pubblichiamo qui di seguito.

Tramite i vigili, che avevano svolto dei sopralluoghi prima della sua scomparsa, abbiamo appurato che Lillo non era né abbandonato né oggetto di maltrattamento. “Semplicemente è un cane di una certa età - spiegano gli agenti della municipale - E i suoi padroni hanno scelto di farlo vivere, con tutti i comfort possibili, nella casa in cui è sempre vissuto; un luogo a lui familiare, dove veniva regolarmente accudito”.

La speranza di Marco è di poterlo riabbracciare al più presto: “Non cerco colpevoli in questa storia - ci ha detto al telefono - Sarei felice se chi l’ha prelevato qualche sera fa lo riportasse indietro e me lo facesse trovare dove l’ho lasciato l’ultima volta che l’ho visto”.

Egregio Direttore, mi chiamo Marco. La scorsa settimana qualcuno si è introdotto nel giardino della mia casa di famiglia e ha rapito, vai a capire, Lillo, il mio cane. Perché un gesto del genere? La domanda sorge spontanea ma quello che più mi importa è capire che fine abbia fatto il mio cane. Lillo, poverino, ha ben diciotto anni ed è cieco, sordo e…”traballante”; ci siamo conosciuti per strada dove l’ho raccolto ferito, l’ho curato e da allora ha sempre fatto parte della famiglia, accudito soprattutto da mia zia e, con la sua morte, dal sottoscritto, da mio padre e da una cara amica di famiglia.  Negli ultimi anni è stato un bel sacrificio prenderci cura di lui ma ogni giorno, più volte al giorno, non è mancata la presenza per il cibo e l’acqua, per scaldare una stanza che lo accogliesse nelle fredde giornate invernali e, naturalmente, per fargli sentire la presenza e l’affetto del suo padrone. Da due mesi a questa parte sono iniziati i lavori di ristrutturazione della casa e così l’ho spostato nel posto per lui più sicuro, fuori dal cantiere insomma. Lillo aveva suscitato l’attenzione dei passanti, preoccupati del suo incedere incerto; evidentemente, vista l’età, non è che un cane possa salterellare come un cucciolo! Io onestamente non avrei saputo cosa fare se non garantirgli gli ultimi anni di vita in un luogo conosciuto palmo a palmo, oltretutto con un giardino a disposizione ed un riparo caldo per l’inverno. A breve avrei trasferito il mio studio e gli sarei stato ancora più vicino ma così probabilmente non sarà. Ringrazio chi si è preoccupato di lui e si è informato sulla sua salute ma se c’è tra questi qualcuno che ha ben pensato di offrirgli una nuova casa rompendo la recinzione, intrufolandosi in una proprietà privata e rapendolo, dubito gli abbia fatto del bene. Ora, ogni mattina, controllo se per caso il misterioso rapitore sia ritornato sui suoi passi; spero di ritrovare Lillo, ancora una volta, a casa sua. Spero di cuore che si tratti di un eccesso di amore per gli animali e non di una azione crudele; visto il dubbio, può bene immaginare come mi senta. Un saluto Lillo e grazie per quanto mi hai dato in tutti questi anni. Ciao. Il tuo padrone

Marco Franchi

Marea Nera: a rischio il pellicano bruno, protagonista del legal-thriller “”Il rapporto Pelican”

La copertina del celebre romanzo di Grisham, da cui fu tratto il film con Julia Roberts e Denzel Washington

La copertina del celebre romanzo di Grisham, da cui fu tratto il film con Julia Roberts e Denzel Washington

(ANSA) - ROMA, 31 MAG - Tra le specie messe a rischio dalla marea nera seguita allo scoppio della piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico c’e’ il pellicano bruno. Questo volatile marino, simbolo della Louisiana gia’ colpito dall’uragano Katrina, e’ uscito dalle specie in via di estinzione solo lo scorso anno, ma rischia di rientrarci subito a seguito della catastrofe ambientale che sta avvelenando le coste dove in questo periodo dell’anno va a nidificare e che, secondo alcuni rapporti, ne ha gia’ uccisi centinaia di esemplari adulti.
Proprio il pellicano bruno fu centro di un ‘legal-thriller’ scritto da John Grisham nel 1992: ‘The Pelican Brief’, tradotto in italiano con il titolo ‘Il rapporto pelican’. Nel libro, da cui fu tratto anche un film di successo con Julia Roberts e Denzel Washington, si dipana la vicenda di due giudici uccisi in circostanze molto diverse. Una studentessa in legge arriva a intuire che quegli omicidi sono stati fatti su commissione di un tycoon del petrolio, Victor Mattiece, che vedeva nei giudici un ostacolo a trivellare nelle paludi della Louisiana, il principale habitat riproduttivo di una particolare specie di pellicano: il pellicano bruno. Nel racconto, per impedire una decisione della corte che autorizzi quei pozzi petroliferi, la giovane scrive un rapporto, chiamato appunto ‘rapporto pelican’. rischia la vita per difenderlo contro i ‘nemici’ dell’ambiente, ma alla fine, con l’aiuto di un reporter del Washington Post, la verita’ trionfa e i ‘cattivi’ sono messi in condizione di non nuocere piu’.
Ora, ad avvelenare le aree salmastre della Louisiana, ci ha pensato la Bp, con la sua discussa piattaforma petrolifera, e il ‘Rapporto pelican’, non e’ piu’ un thriller scritto da un autore preveggente, ma una disastrosa realta’. (ANSA).

Marea nera: i danni per gli animali

La marea nera nel Golfo del Messico (foto AP)

(ANSA) - ROMA, 2 MAG - La coltre nera di petrolio che si va allargando nel Golfo del Messico funziona da ‘tappo’ a tutta la vita marina, soffocando alghe e organismi che vivono sotto la superficie. Crostacei, molluschi e pesci muoiono per l’alta tossicità sia degli idrocarburi che dei solventi utilizzati per la dispersione. Per quanto riguarda gli uccelli, per pulirsi il piumaggio ingeriscono il petrolio che provoca gravi alterazioni agli organi interni. Uno sconvolgimento che per arrivare a un primissimo squarcio di ripristino ha bisogno di almeno dieci anni, che possono arrivare anche a 30-50 anni. Fino a mezzo secolo, dunque, per gli animali che vivono in un ecosistema di acqua marina o dolce dopo uno sversamento da petrolio e idrocarburi. Un tempo che varia a seconda delle specie, del loro ciclo di riproduzione, dell’entità del danno e dell’ambiente dove si trovano.

A fare il punto sono alcuni esperti. ”Quella - ha detto l’ecologo marino Giuseppe Notarbartolo di Sciara, dell’Istituto Tethys, un’organizzazione non governativa che si occupa dello studio e la tutela del mare - è una zona dove i delfini, i tursiopi in modo particolare, sono abbastanza abbondanti ed è chiaro che quando il loro habitat viene investito da una marea nera come questa ne soffrono inevitabilmente per tanti motivi. Il primo è che per respirare devono venire in superficie dove c’è la massa di greggio, si imbrattano e inalano sostanze irritanti per gli occhi, per la gola e per tutto l’apparato respiratorio”. Inoltre se viene distrutto il loro habitat vengono distrutte anche le loro prede”. A rischio non sono solo i delfini, visto che, ha riferito Notarbartolo, sono 31 le specie di mammiferi marini che popolano quella zona.

Gli effetti che possono subire gli animali, spiega Eva Alessi, tossicologa del Wwf, sono la morte per tossicità, l’aumento del rischio di cancro, mutazioni del dna, sterilità, apparato digerente troppo grande o troppo piccolo. ”Gli uccelli marini sono le vittime più conosciute - precisa - un effetto macroscopico è la perdita di idrorepellenza del piumaggio, che non consente più l’isolamento termico e provoca la morte per ipotermia. Per ripulirsi col becco ingeriscono il petrolio, che provoca gravi alterazioni agli organi interni”.

Ma a rimanere danneggiati sono anche crostacei, molluschi e pesci, molti dei quali muoiono per tossicità acuta degli idrocarburi e dei solventi utilizzati per la dispersione. Colpite anche le larve e le uova; figli sterili o con altre gravi malformazioni genetiche, con le pinne che non funzionano più, l’apparato digerente che diventa più piccolo o grande. Il petrolio riduce inoltre la quantità di luce che penetra nell’acqua, necessaria alla vita di alghe e altri organismi acquatici. In generale, secondo Ennio Marsella, geologo marino del Cnr, ‘’se gli interventi di arginamento, pulitura e ripristino ambientale vengono fatti tempestivamente, i danni provocati da petrolio e idrocarburi a flora e fauna marina si recuperano nel giro di una-due generazioni per ciascuna specie. I tempi variano a seconda del ciclo vitale e riproduttivo dell’animale”. (ANSA)

Caccia senza limiti

la caccia

la caccia

PARMA, 15 APR 2010 - “Una norma insostenibile sotto il profilo amministrativo e gestionale e molto dannosa sotto quello naturalistico. Creerà problemi e lacerazioni”.
Lo dichiara la LIPU-BirdLife Italia tornando sulla norma dell’articolo 43 della legge Comunitaria, approvata ieri in Commissione Agricoltura della Camera, che permette l’estensione regionale della stagione venatoria e che sarà martedì prossimo nell’aula di Montecitorio.
“Siamo pronti a scommettere che se il comma 2 b dell’articolo 43 dovesse diventare legge, i prossimi anni “venatori” saranno, in Italia, insostenibili. Accadrà – prosegue la LIPU - che i cacciatori chiederanno alle regioni di estendere la stagione di caccia. Che aumenteranno le pressioni sull’ISPRA perché rilasci pareri positivi. Che le associazioni ambientaliste e animaliste procederanno ad una ridda di ricorsi ovunque, impugnando ogni atto possibile e immaginabile.
Il risultato sarà un vero e proprio tumulto giuridico e gestionale, con regioni limitrofe che si ritroveranno norme gestionali diverse e in certi casi contrarie, e un inevitabile acuirsi delle tensioni tra le parti.
Non solo: ma i calendari venatori di tutta Italia potrebbero subire un vero stravolgimento. Per alcune specie di uccelli la caccia chiuderà prima. Il Germano reale al 31 dicembre, il merlo, gli altri turdidi (per esempio i tordi)  e la beccaccia il 10 gennaio, l’Alzavola, il Codone, la Canapiglia il 20 gennaio.
Ma per altre specie verrà chiesta l’estensione a febbraio (Marzaiola, Fischione, Porciglione, Gallinella d’acqua), nonostante i gravissimi danni e il disturbo che la caccia comporterebbe in quel periodo dell’anno, biologicamente molto delicato.
Dunque saranno scontenti tutti: i cacciatori, gli ambientalisti, i cittadini che vivono in campagna e che già oggi lamentano i fastidi della lunga stagione venatoria. Per non parlare delle regioni, dell’ISPRA e del Ministero dell’Ambiente, che si ritroveranno continue e complicatissime matasse da sbrogliare.
Allora, ci chiediamo: si tratta di un’operazione sensata? E’ di questo che l’Italia ha bisogno? Oppure, sul tema della tutela della natura e della disciplina della caccia, serve una prospettiva di chiarezza che permetta di abbassare il livello dello scontro e migliorare la governance della materia, la certezza del diritto?
Al Governo diciamo questo: ci pensi bene. Decida responsabilmente e non ceda a soluzioni pasticciate. Salvi il resto dell’articolo 43, molto migliorato, e cancelli questa norma. Approvarla sarebbe un errore molto grave che, come già avvenuto per l’articolo 19 bis sulle deroghe, sconteremmo per lunghissimo tempo. 

(FONTE:comunicato Stampa LIPU - BirdLife Italia)

Inseparabili compagni, due lontre muoiono d’infarto a poche ore di distanza l’una dall’altra

Daz e Chip hanno vissuto assieme, ed assieme hanno detto addio a questo mondo

Daz e Chip hanno vissuto assieme, ed assieme hanno detto addio a questo mondo

NOVARA, 7 APR 2010 - Ci sono notizie, in apparenza piccole, che in realtà dicono molto e meriterebbero un’esposizione mediatica maggiore. Perchè fanno riflettere. Sono notizie che parlano degli animali, dei loro sentimenti, di come possano avvertire gioia e dolore, al pari degli esseri umani. Con i quali non condividono certo l’interesse per l’ultimo ritrovato tecnologico o l’ultima auto sportiva, ma hanno in comune la straordinaria capacità di provare emozioni.
Una di queste notizie riguarda quanto recentemente successo allo zoo “Natureland” di Nelson, cittadina della Nuova Zelanda. Qui, due lontre, legate da un legame indissolubile e frutto di un’intera vita trascorsa assieme, sono morte d’infarto a poche ore di distanza l’una dall’altra.
Le due lontre, Daz e Chip di 19 e di 16 anni, sono morte nella stessa notte dopo aver vissuto fianco a fianco per 15 anni; i veterinari dello zoo ritengono che il secondo animale non abbia retto al dolore di vedere morire il suo amico, inseparabile compagno di vita.
La coppia era stata sottoposta a cure nelle ultime settimane, terminate le quali era stata riportata nel proprio recinto; i due animaletti erano molto anziani, considerando che le lontre in media vivono dai 13 ai 15 anni.
“L’unica consolazione - ha dichiarato la responsabile dello zoo Gail Sutton - è che se ne sono andati insieme, se così non fosse stato, se solo uno dei due se ne fosse andato senza l’altro, l’esemplare sopravvissuto sarebbe stato davvero perso”.

Stefano Bellesi

Cani in condominio, ecco il decalogo del buon padrone

Le regole per ridurre al minimo le liti derivanti dalla presenza dei nostri amici a 4 zampe

Le regole per ridurre al minimo le liti derivanti dalla presenza dei nostri amici a 4 zampe

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - Dieci regole per ridurre le liti legate alla presenza di animali in condominio. Le ha elaborate l’associazione Aidaa, che sottolinea come anche quest’anno con l’arrivo della bella stagione si stanno moltiplicando le segnalazioni all’associazione ”per le presunte marachelle che sarebbero compiute dai cani di proprieta’ che vivono con i loro amici umani nei condomini”. ”Questo piccolo decalogo - sottolinea Lorenzo Croce, presidente nazionale Aidaa - nasce dall’esperienza delle decine di migliaia di consulenze date ogni anno dal tribunale. Se rispettato, ridurrebbe di almeno il 50% le liti condominiali legate alla presenza degli animali in condominio, e soprattutto darebbe meno da fare agli amministratori di condominio”. Regola numero 1 e’ ”portare sempre il cane al guinzaglio corto (mt. 1,50) e con la museruola al seguito quando si attraversano o si sosta negli spazi comuni e nel giardino condominiale”, e anche quando si prende l’ascensore (n.2). La regola numero 4 invita a ”raccogliere sempre e con gli appositi sacchettini le deiezioni dei propri cani”, mentre la 6 chiede di non ”lasciare in giro negli spazi comuni ciotole contenenti cibo o acqua per il proprio cane”. Se poi il cane abbaia in casa negli orari del riposo (regola numero 7) ”provvedere ad insonorizzare la zona dove vive il cane”. Infine ”portare il cane a passeggio almeno due volte al giorno” (n.9) ed ”evitare di lasciare solo in appartamento il proprio cane per piu’ di sei-sette ore al giorno”. (ANSA)

Salsa di mele per rottweiler

NOVARA, 25 FEB 2010 - Una bella notizia sfogliando il Daily Mail, riportata anche da siti di notizie animaliste.

Salsa di Mele coi fratellini

Salsa di Mele coi fratellini

Apple Souce (’Salsa di Mele’) è un maialino di razza Belgian Blue: era più piccolo della cucciolata e la mamma l’ha respinto. Heidi Rhiann, la padrona della fattoria gallese dove è nato Apple Sauce, non si è arresa, e ha affidato il maialino a Sasha, la sua Rottweiler di 18 mesi. Sasha, è una neo mamma, e in qualche modo deve essere scattata una intesa tutta femminile e materna: la cagna ha accettato il piccolo immediatamente e ha cominciato ad allattarlo insieme ai suoi sette cuccioli. “Il maialino era spacciato e deve la vita a Sasha. Adesso sta meglio, ha preso peso sta cominciando a ingrassare un po’“, ha dichiarato Heidi. Apple Souce, però, è molto delicato e cagionevole. “Sasha sembra accorgersene e bada a lui in modo particolare, l’istinto le dice che deve proteggerlo più degli altri piccoli“.

Giovanni Savoini

L’asinello di Pero Palo

NOVARA, 3 FEB 2010 - OIPA propone molte campagne in difesa dei diritti degli animali, di denuncia di abusi, maltrattamenti e pratiche a loro nocive. Feste e sagre popolari sono spesso al centro di azioni di divulgazione e sensibilizzazione. L’asinello di Pero Palo, in Spagna è al centro dell’omonima campagna, nella quale si legge:

un asinello a Pero Palo, Spagna

un asinello a Pero Palo, Spagna

“Ogni anno un asinello, in nome della tradizione e dell’intrattenimento, è vittima di maltrattamenti nelle strade di un villaggio della Spagna. Martedì 23 febbraio a Villanueva de la Vera, l’animale verrà portato lungo le vie, dove sarà incitato dalla gente, durante un percorso di circa un’ora, in cui viene accompagnato da spari, rumore di campanacci e durante il quale l’animale rischierà di collassare più volte.
Il festival di Pero Palo affonda le sue radici nei secoli bui dell’inquisizione quando il linciaggio veniva perpetrato ogni anno su un bandito accusato di reati o eresia.
Nella Regione della Extremadura vige la legge 5/2002 per la protezione degli animali, la quale vieta l’uso di animali nelle feste e in spettacoli pubblici quando l’animale viene maltrattamento, ma ogni anno il festival di Pero Palo viene celebrato e la legge ignorata.
Villanueva de La Vera è un paesino di poco più di 2000 abitanti diventato tristemente famoso per questa atrocità. Questa festa vede protagonista l’asinello: deve portare sulla groppa l’uomo più pesante del villaggio, fra maltrattamenti di ogni genere. Fino al 1986 l’animale veniva accoltellato, gli venivano cavati gli occhi e spezzate le ossa. In passato “la festa finiva quando finiva l’asino”. Oggi l’animale riesce a resistere a questa infinita crudeltà, ma dobbiamo continuare a fare sentire le nostre voci per chiedere la cessazione definitiva dell’uso di animali durante questa rievocazione storica.”

Si può inviare una lettera di appello .

Giovanni Savoini

Attenzione ai botti di Capodanno

cani in allarme per i botti

cani in allarme per i botti

NOVARA, 30 DIC 2009 - Ogni anno i botti dei fuochi d’artificio sparati nella nottata di San Silvestro, procurano grandi guai agli animali. L’ Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), consiglia: “Per festeggiare serenamente il 2010 attenzione ai ‘botti di Capodanno’. Gli animali hanno un udito più sensibile di quello umano e possono essere spaventati dal boato della deflagrazione e reagire con comportamenti istintivi, fuggendo in preda al panico e rischiando di essere investiti da automobili di passaggio, oppure provando l’impulso a scappare dall’abitazione scavalcando il balcone o la finestra”. Per la serata di fine anno tenete il cane al guinzaglio ed evitate di uscire a passeggio nell’ora critica. Ricordate che anche nelle aree per cani, alcuni di loro saltano dalle recinzioni, abbassano con le zampe le maniglie del cancelletto di ingresso o fuggono da buche preesistenti sotto la recinzione. ENPA consiglia ancora ”di tenere chiusi temporaneamente in un luogo comodo e rassicurante gli animali, anche quelli che normalmente vivono all’esterno; di assicurarsi che l’eventuale tatuaggio identificativo sia leggibile, che il microchip sia registrato all’anagrafe canina, che l’animale indossi la medaglietta identificativa, con indirizzo e telefoni validi”. Questi elementi, in caso di fuga, faciliteranno e accelereranno il momento del riconoscimento e del ritorno a casa, con reciproco sollievo. Continua: “mantenete un atteggiamento sereno e non premiate manifestazioni di paura del cane con carezze rassicurative che l’animale potrebbe tradurre come una legittimazione del suo stato di paura”. Se poi rimangono da soli potrete lasciare la radio o la televisione accesi per distrarli dai rumori esterni; E’ inoltre possibile prevenire gli stati di ansia, rivolgendosi in anticipo al veterinario che potrà prescrivere anche rimedi omeopatici, fitoterapici o farmaci in grado di abbassare il livello di reazione e limitare l’ansia. Se qualcuno dovesse avvistare in un cane smarrito, “cerchi di avvicinarlo con attenzione, senza compiere gesti bruschi (potrebbe manifestare ancora paura), provi a rassicurarlo, magari offrendogli del cibo e chiami il Servizio Veterinario della Asl. Una volta raccolto e portato al canile sarà molto semplice risalire al proprietario tramite il microchip e, qualora non l’avesse, sarà comunque il luogo dove i proprietari potranno andare a riprenderlo. Diventare proprietari responsabili significa anche e soprattutto prevenire ogni possibile rischio per gli animali con i quali abbiamo scelto di condividere ogni momento della nostra vita”. Molti sindaci di tanti comuni italiani in questi anni, emanano o hanno emanato ordinanze anti-botti, anche in previsione dei rischi che corrono gli animali oltre che l’incolumità delle persone. Gli animali domestici infatti possono anche arrivare a gettarsi da finestre aperte o balconi o strozzarsi con la catena se tenuti legati. Tutti gli anni, i canili si riempiano di cani fuggiti dal proprio giardino per paura. Spiega Marco Bravi, responsabile provinciale Enpa di Cuneo, città che ha emesso un’ordinanza anti-botti:“Lo scoppio dei fuochi artificiali, specie in piena notte, causa agli animali danni inimmaginabili; negli uccelli un botto causa uno spavento tale che li induce a fuggire dai dormitori, volando al buio anche per chilometri, andando a morire sfracellati addosso a qualche muro, albero o cavi elettrici; quelli che riescono ad atterrare o a posarsi in qualche albero spesso muoiono assiderati a causa delle rigide temperature invernali ed alla mancanza di un riparo. Nei gatti e nei cani, un botto crea forte stress e spavento tali da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore a loro insopportabile, finendo spesso vittime del traffico con il risultato di gravi danni per loro e pericolo per la circolazione; ciò è dovuto in particolare alla loro soglia uditiva infinitamente più sviluppata e sensibile di quella umana. Negli animali degli allevamenti come mucche, cavalli e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l’aborto da spavento”. Propone Raffaela Millonig portavoce di Animali Persi e Ritrovati. “Sons et Lumières  sono scenografie spettacolari allestite per esempio da decenni in Francia. I botti sono banditi per lasciare spazio a voci, narrazioni e coreografie musicali che raccontino la storia dei luoghi. Il rumore si può escludere facilmente, lasciando spazio a ritmo. musica. In questo modo si tutelano anche gli edifici storici”.

Giovanni Savoini

La collina dei conigli

NOVARA, 23 DIC 2009 - Alzi la mano chi non ha mai almeno sentito parlare dell’omonimo romanzo di Richard Adams.
Questa epica e lunghissima storia di ‘avventure lapine’, fu un successo letterario negli Anni ‘70, ispirò racconti, serie Tv e film di animazione.
Scommettiamo che entrò anche nell’immaginario di tutti i suoi lettori, e tra essi ci sono sicuramente le persone che hanno immaginato e creato l’associazione Onlus ‘La Collina dei Conigli’ .
La Collina dei Conigli ONLUS è una libera associazione senza fini di lucro che si occupa del recupero da situazioni critiche di conigli, porcellini d’india, criceti e altri piccoli animali, con lo scopo di offrire loro una vita migliore affidandoli a chi possa garantire alimentazione, cure e spazi adeguati per ogni tipologia di animale.
Uno dei principali obiettivi dell’associazione consiste nel recupero, la riabilitazione e la ricollocazione di animali provenienti da laboratori di sperimentazione.
L’associazione inoltre mette a disposizione articoli e informazioni utili per comprendere le esigenze, le abitudini e i comportamenti naturali di ogni singola specie, al fine di rendere possibile una migliore integrazione e convivenza tra gli umani e i loro compagni non-umani.
Dopo anni di lavoro, ricerche, sforzi e sogni, La Collina dei Conigli ha ottenuto dal Comune di Monza la concessione di uno spazio in cui allestire il Centro di recupero per animali da laboratorio e per i piccoli animali selvatici del Parco di Monza. Sul sito è possibile conoscerne le caratteristiche, visitarlo virtualmente, vedere tutti gli animali ospitati e capire come e cosa si può fare per sostenere questo sogno realizzato…

Giovanni Savoini

Ritratto di signora, dialogo con Carla Rocchi, Presidente Nazionale ENPA

Carla Rocchi e Giovanni Pallotti

Carla Rocchi e Giovanni Pallotti

NOVARA, 22 NOV 2009 - Venerdì 20 novembre giornata da ricordare per il canile ENPA di Via del Gazzurlo, a Novara: la presidente nazionale, l’onorevole Carla Rocchi, ha fatto visita al rifugio.

Una chiaccherata molto schietta, ha ’svelato’ la personalità di Carla Rocchi che, dopo la fondatrice, l’inglese Anna Winter, è la seconda donna a diventare presidente dell’ENPA.

“Se sono diventata animalista, lo devo a un micino che mia sorella portò in casa tanti anni fa. Si chiamava Giacù e l’amore che mia sorella, la più piccola della famiglia, provava per lui, è risalito fino a me”. Come molti amori tardivi, questo di Carla Rocchi per gli animali, è diventato invincibile e ha segnato l’inizio di un lungo percorso di vita e di impegno.

“Non potevo non diventare vegetariana, si trattava di una evoluzione naturale del mio comportamento, dopo che avevo cominciato a ragionare su certe cose che riguardano i rapporti tra gli umani e gli altri animali”. Era il 1986, all’epoca non esistevano leggi che tutelassero gli animali. “Intuii che solo attraverso la politica si poteva cambiare questo stato di cose. Mi rivolsi ai Verdi e fui… ‘arruolata’ non appena mi presentai”. Carla Rocchi è arrivata in Parlamento nel 1992 . In quella sede, insieme a Annamaria Procacci e a Carla Nespolo, diede la svolta. “Fummo le madri della Legge 281/91, uno spartiacque che cambiò il concetto del rapporto con gli animali: il maltrattamento non era più solo ciò che può suscitare ribrezzo in pubblico, ma un attentato contro l’animale in quanto tale”. Con questa legge e con altre successive, venne abolita la soppressione d’ufficio nei canili, venne introdotta l’obiezione di coscienza nei confronti della sperimentazione animale (la vivisezione) (L.413/1993), per altro non molto divulgata dagli enti che invece sarebbero tenuti a farlo. “Questa legge, è proprio mia, è diventata un riferimento a livello europeo”.

Più di recente, la L.189 ha definito come reato penale l’attività dei combattimenti clandestini di cani. Altri risultati: “dal 1996 al 2001, come sottosegretario all’istruzione, impostai i primi corsi di aggiornamento animalista per gli insegnanti. Nel 2001 diventai sottosegretario alla Sanità, col Ministro Veronesi”. Stabilì che le strutture dei canili fossero affidate in gestione alle associazioni protezioniste e animaliste. A lei si deve inoltre il recepimento di direttive europee in tema di trasporti di animali e di allevamento a terra, il divieto di spiumaggio e il divieto di ingozzamento. “La mia linea è stata sempre quella di fare le cose che mi piacevano, legate alla tutela degli animali. La passione nell’impegno di questo lavoro, mi gratifica: è un antidoto contro la vitaccia di tutti i giorni!”.

Nel futuro? “Allargare il campo delle competenze, lavorare con altre associazioni, ampliare gli orizzonti geografici del nostro impegno e dei nostri interventi, proprio grazie al ‘gemellaggio’ con altre organizzazioni simili all’ENPA”.

Giovanni Savoini

Le serate di Quark

da sinistra: Giorgio Farinetti, Cristiana Zanella, Roberto Vanzi, Alessandra Boccalate

Soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori delle serate

 NOVARA, 20 NOV 2009 - Pubblico presente e divertito, giovedì 19 novembre, grazie al fascino affabulatorio del racconto di Roberto Vanzi sul Monte Fenera, il Piano Rosa e le baragge, argomento del suo ultimo omonimo libro. I presenti si sono lasciati cullare, nella penombra, dalle bellissime immagini di natura, lune piene, fiumi, tantissimi animali, che popolano queste zone protette.
Un ‘cera una volta’ con un pizzico di tecnologia: il naturalista ha parlato anche della storia e delle leggende di questi luoghi, è tornato all’epoca in cui in questa zona c’erano vulcani, e poi mari, e poi dinosauri, e poi rinoceronti e leoni e - infine – uomini di Neandertal e di Cro-Magnon.
Chiusura in bellezza, quindi, del trittico di serate del Rifugio ENPA Giardino di Quark, organizzate collaborando con la Biblioteca di Fara e il mensile ‘Periodico Novarese’. I precedenti appuntamenti erano stati coi relatori Edi Accornero (sulla ‘pet-as-therapy) e il veterinario Enio Marelli (sulla omeopatia unicista in veterinaria).
“Siamo soddisfatti”, dichiara Cristiana Zanella, volontaria ENPA che si occupa di organizzare questi eventi. “Lo scopo di queste serate è quello di sensibilizzare le persone verso gli animali e l’ambiente che ci circonda. Le serate avranno un seguito, nel 2010”.
Giorgio Farinetti, bibliotecario, aggiunge che “il compito non facile della biblioteca di Fara è quello di spaziare in tutti gli ambiti della cultura. Ci siamo impegnati per il successo di queste serate, per far crescere la sensibilità verso gli animali, che meritano di essere conosciuti e rispettati”.

Giovanni Savoini

I… frutti del ‘Giardino di Quark’

NOVARA, 13 NOV 2009 - Cambia (e cresce) la realtà legata all’attività dei volontari ENPA in forze al rifugio ‘Giardino di Quark’ a Gattinara… e cambia (e cresce) anche la sua ‘versione digitale’ su Internet.

Negli anni più recenti, gli attuali 31 volontari attivi dentro e fuori al Rifugio, hanno  continuato  ad occuparsi delle attività di mantenimento e tutela  delle colonie feline sul territorio circostante, di accadimento e cura di animali abbandonati o maltrattati, di attività informative e divulgative come banchetti, serate, incontri e passeggiate didattiche con educatori.
In più: la gran parte di loro ha frequentato corsi di formazione e dispone di abilità certificate.
Il rifugio stesso ha oggi una struttura più articolata e attrezzata, con l’obiettivo del benessere dei cani ospitati e dell’accoglienza dei visitatori.
Di queste e di altre caratteristiche si parla diffusamente sul nuovo sito del giardino di quark.it, che le rispecchia e rinforza.
Il webmaster Giorgio Zaccheddu ha implementato tantissime funzioni interattive, ha alzato il livello dei servizi on line e a evidenziato quelle che possono definirsi come le eccellenze del Rifugio.
Navigare per credere!

La sezione S.O.S. Carrellini, autentico fiore all’occhiello tra gli impegni pro animali del Rifugio, è stata potenziata e articolata. Ci sono ‘Appelli’ per controllare gli annunci presenti o inserire il proprio annuncio per offrire o cercare un carrellino.  Ricordiamo infatti che questa iniziativa vuole aiutare i privati o le associazioni che si ritrovano con un animale disabile, fornendo consigli e suggerimenti utili.
Ci sono infatti numerose F.A.Q. di orientamento, i Link a Siti utili e a Risorse per conoscere dove e come attrezzarsi per affrontare la disabilità del proprio animale. Informazioni preziosissime, soprattutto per chi si trova per la prima volta di fronte a questa sfida, ma anche per chi ne ha già familiarità, poiché si può dire che ogni animale disabile è unico, il suo vissuto è assolutamente individuale e irripetibile. 

Maggiori informazioni si trovano correndo a S.O.S Carrellini

Giovanni Savoini

I nostri amici: Hamish

Hamish, da Giusy

Hamish, da Giusy

I nostri amici: Chicco

Chicco, da Loredana

Chicco, da Loredana

Piccole Cucce crescono…

Valeria e Chicco
Valeria e Chicco

Valeria Del Carlo, l’anima delle ‘Piccole Cucce’, inizia a raccontarsi, a partire dalla foto…

“mi ritrae in un momento tenero e delicato della mia esperienza, forse il più toccante.

Il cucciolo che vedi fu l’unico sopravvissuto di una cucciolata di 8 neonati, la mattina che li trovai tutti morti dopo ore di agonia, quasi racchiudevo tutta la cucciolata nel panno… per sempre… lui iniziò ad urlare… aveva 5 giorni… l’ho dato in adozione a 52 giorni bello come il sole…”

 

Come è nato il tuo amore per gli animali?
Beh, da quando ero piccola… vivo in aperta campagna, in giro per casa c’erano sempre cani e gatti nel cortile, galline, uccellini, di fronte a casa mia una mucca, il gregge delle pecore…

 

Quanti animali hai in casa?
In totale… 5 (se non ho sbagliato a contare…) ma se fanno numero anche i pesciolini allora… 12-13…se poi mi conti anche gli ospiti… 15! Sì, esatto, adesso 15.

Viviamo con Tigo e Camilla, i nostri cani, Siberia la micia, Pigo e Pigo i due pappagalli, un acquario con 7 pesci e al momento 2 micetti di un mese in stallo!

Come e perché è nato il progetto delle Piccole Cucce?
Piccole Cucce è nata nel 2004, ma già dall’inizio del 2003, insieme a Chiara, una cara amica, ho iniziato a occuparmi di animali abbandonati. Portavamo semplicemente a spasso i cani del Canile di Lucca.

All’inizio una, due volte alla settimana. Poi era bello pensare di poter fare qualcosa in più e quindi ci siamo date da fare con foto e volantini e proposte per le adozioni.

Poi, mentre eravamo lì al canile, capitava che si trovassero dei micetti oppure segnalavano dei cuccioli e, per via di un istinto particolare di protezione verso i ‘piccoli’, non resistevamo e portavamo a casa gli scriccioli. Da quel momento eravamo diventate un po’ il punto di riferimento proprio per i micetti (era estate e se ne potevano contare a decine!), ci eravamo organizzate per fare dei banchetti alle sagre alla sera, tanti volantini, un buon passaparola: il 2003 passò così, con veramente diverse decine di gattini dati in felice adozione.

 

Poi nel 2004 ci fu la storia di Tito che ha dato poi avvio (e nome) al Titoraduno. Tito arrivò da una collega volontaria a febbraio del 2004. La sua storia è proseguita fino a maggio-giugno, poi lei ha deciso di tenerlo con sé, ma per molto tempo è rimasto la mascotte del gruppo e del raduno.

L’idea del raduno nacque da lui, dall’esigenza e dalla necessità, per chi si trova nella stessa nostra difficoltà – e cioè: reperire informazioni, indirizzi, dettagli – di sapere che non è solo, che ci sono persone disposte a dare consigli e dire come e dove li ha trovati.

Il raduno, il primo Titoraduno, venne fatto sempre a Tassignano, a settembre del 2004.

Poi, sempre nel 2004, ci prendemmo cura della prima cucciolata ‘da cassonetto’, cagnolini neonati di pochi giorni. Erano sei e tutti e sei, oggi, godono di ottima salute, Uno è Tigo, che è rimasto con me. Affinando la tecnica lo abbiamo fatto molte altre volte, mettendo in piedi tutte quelle manovre particolari che servono quando devi allattare una cucciolata neonata. Da li abbiamo pensato che il nostro è un piccolo grande lavoro, che ci costringe a creare cucce e giacigli caldi e accoglienti per i cuccioli; piccolo, perché l’età media degli ospiti che accogliamo è molto bassa; ma grande, perché c’è sempre tanto da fare; e le cucce, perché sono un po’ il simbolo della nostra opera. Da lì il nome PiccoleCucce. Abbiamo formalizzato poi l’associazione a settembre del 2005, in occasione del secondo raduno.

Di che cosa si occupa il sito? Ci parli delle iniziative? (raduni, libri, ecc)
Il sito innanzitutto deve essere una fonte di informazioni per i visitatori. Lo gestisco in prima persona, cerco di mettere gli appelli per le adozioni, ma anche di arricchirlo con tante informazioni utili per chi semplicemente cerca aiuto, consigli, storie da leggere o esperienze da condividere. Siamo molto legati al tema della disabilità animale in tutte le sue sfaccettature, ma cerchiamo anche di occuparci di animali a 360°. Sul sito si trovano vademecum per l’adozione o per la cura e l’accoglienza di un disabile, elaborati sulla sterilizzazione o sull’accoglienza di un neonato; si trovano foto e schede dei gatti ospiti (e non), che abbiamo raccolto in una sezione chiamata ‘il gattile virtuale’. Inoltre, si trovano dettagli in generale sulle nostre iniziative e sulle nostre partecipazioni. Il raduno AN.DI.  ad esempio è una nostra iniziativa, il libro Amicizie Speciali, una nostra partecipazione.

Cosa ne pensi di una rete informativa di siti animalisti?
Può essere utile: conta che ce ne sono veramente tanti di siti che si occupano di animali, è un mare immenso. Se non fossi volontaria e volessi avvicinarmi al mondo animalista, beh, farei fatica a capire da dove iniziare.

Ci sono le organizzazioni istituzionalizzate come ENPA, LAV, ma poi attorno a queste, una marea di altre piccole organizzazioni, ognuna delle quali ben organizzata, con il proprio spazio, le proprie risorse, i propri volontari… Devo dire la verità: un po’ di abbiamo provato a mettere insieme un qualcosa di più organizzato, ma non è facile, il mondo del volontariato (l’ho sempre detto) è molto più complesso di quanto si pensi, ha un’utilità immensa, ma a volte pensare di creare dei raggruppamenti, una rete, un’organizzazione… forse non è la cosa migliore…

Giovanni Savoini

Un premio… ‘A Capofitto’

la copertina del libro

la copertina del libro

Il piccolo libro ‘A Capofitto’, di Giovanni Savoini, verrà premiato domenica 17 maggio, a Milano, in occasione della manifestazione ‘Ludobaubau 2009″.

La manifestazione è organizzata dall’Accademia del gioco dimenticato; si terrà presso il Parco Marinai d’Italia  (Area cani lato  Viale Umbria/22 marzo), in Collaborazione con il garante degli animali Dr Gianluca Comazzi.
Calendario: sabato 16 maggio e domenica  17 maggio dalle ore 10 a sera.
Programma:  Mostra delle poesie dedicate dai bambini agli animali
(oltre ad altre scelte fra quelle piu’ belle e pubblicate nei libri).
Giochi a tema  (caccia al tesoro in tandem) puzzle,  costruzione di
cagnettini con lattine o cartoncino mostra di libri sugli animali,  favole ecc.).

 Premiazione della poesia più bella alle ore 17 del 17 maggio.
info 328/9065684

Il libro è una raccolta di poesie haiku (brevissime poesie giapponesi, ispirate dalla filosofia zen) e di altre poesie (filastrocche e liriche), con tante illustrazioni, foto e disegni.
Pubblicato nel 2005, col contributo del CSV di Vercelli, è proposto al pubblico su iniziativa del Rifugio ENPA ‘Il Giardino di Quark’ di Gattinara.

Nel 2008, Savoini ha pubblicato la raccolta haiku ‘Lontano nemmeno un giorno’, edita da Ennepilibri.

L’amica di Greta…

Renata con un amico

Renata con un amico

Renata Pasquetto è la blogger milanese che -  con dolcezza, ottimismo, energia e praticità -  ha dato vita al blog di amicidigreta (una dolcissima micia), dedicato agli animali a 360°.

Appelli, storie, informazioni utili e pratiche, contatti e reti di aiuto sono i risultati di questa realtà internettiana molto promettente nel vivace mondo del volontariato a favore degli animali. E le promesse, anzi, vengono mantenute.

 

Come è nato il tuo amore per gli animali?

E’ nato con me. Sapevo appena parlare e già chiedevo di “andare bu”, cioè a vedere i miao-miao bu-bu-bu, gatti e cani… I miei genitori hanno conosciuto la fame del tempo di guerra, soprattutto mio padre, Internato Militare prima nel campo di concentramento di Leopoli e poi in quello di Wietzendorf, e non hanno mai tollerato che altri, persone o animali, dovessero patire la fame. Sono quindi cresciuta in mezzo agli animali, tutti trovatelli.

 

Quanti animali hai in casa?

Attualmente ho un cane che ama la folla, le bancarelle, la banda e gli sbandieratori. Dieci gatti tra cui uno sordo a causa di un maltrattamento, una sorda dalla nascita a cui manca anche un occhio per incuria dell’allevatore che la deteneva prima, una micia del gattile incidentata a cui devo svuotare manualmente la vescica ed una splendida folletta nera col pannolino che non si regge in piedi con le zampe posteriori a causa di un incidente che le ha spezzato la colonna vertebrale. A quest’ultima per sette mesi ho dovuto svuotare manualmente la vescica, poi si è innamorata di un persianotto di dieci anni, probabile scarto di allevatore, e, visto che quando si emoziona le scappa la pipì, da quel giorno non ha avuto più bisogno dello svuotamento manuale, ma semplicemente di cambiarle il pannolino… più spesso… Ho poi quattro coniglietti nani, tra cui una che non ci vede da un occhietto, ed un criceto dorato piuttosto pasticcione.

 

Come e perché è nato il sito “Amici di Greta”?

E’ dedicato alla mia splendida micia paralizzata Miss Greta Dal Pannolino ed è nato in seguito all’antologia “Animali speciali - storie vere di animali disabili ma FELICI” all’inizio con l’idea di seguire nel tempo i protagonisti e le associazioni coinvolte nel libro. Poi è andato via via arricchendosi di vari temi.

 

Di che cosa si occupa il sito?

E’ principalmente un punto di riferimento per chi cerca informazioni, consigli e testimonianze legati al mondo degli animali disabili. Vi si trovano anche appelli e informazioni sugli eventi, come il raduno nazionale animali disabili di Tassignano (LU). Ad amicidigreta si è affiancato quest’anno il blog vademecumanimalidisabili.splinder.com che vuole raccogliere in vari vademecum quanto reperibile in internet e i consigli di chi vive quotidianamente con un animale disabile. Si è pensato ad un blog per tenerlo in continuo aggiornamento e permettere un carattere multimediale con foto e anche filmati esplicativi.

 

Cosa ne pensi di una rete informativa di siti animalisti?

Le informazioni, quelle concrete intendo, sono la cosa più difficile da reperire in internet: benvenuta quindi ad una rete informativa!

 

Ci parli dei vademecum sul blog?

Per il vademecum posso dirti in aggiunta che intendiamo renderlo più possibile multimediale con video che mostrino ad esempio come si svuota manualmente la vescica o si cambia il pannolino a un gatto o come si mette un cane sul carrello, tutte cose che ci sono state chieste direttamente e potrebbe avere un senso mettere a disposizione anche di chi non abita vicino a noi.

Per i gatti, in particolare quelli paralizzati, da anni collaboriamo in team col sito di gatti2zampe per mettere l’esperienza di vari ”genitori” di mici disabili a disposizione degli altri tramite risposte private alle e-mail. Da pochi giorni stiamo costituendo un team simile per i cani, in particolare quelli paralizzati o ciechi, che farà capo a oscardog .

Sul blog dei vademecum arricchiremo sempre più le sezioni già pubblicate inserendo di volta in volte gli eventuali nuovi consigli emersi anche grazie alle domande e aggiungendo altri argomenti di comune utilità.

 

Giovanni Savoini

I nostri amici:
Mister Baghino

Mister Baghino, da Osvaldo e Elena.

Mister Baghino, da Osvaldo e Elena.

Il Giardino di Quark

NOVARA, 28 FEB 2009 - Restyling e grandi novità per il sito del rifugio Enpa di Gattinara ‘Giardino di Quark’, www.ilgiardinodiquark.it .

Il sito - sviluppato da Piergiorgio Zaccheddu di Campidano.Net - era nato da un’idea di Marta Barbano e Fausto Montibelli.
Conserva le ispirazioni iniziali, fondate sull’amore e il rispetto degli animali, con le attività di tutela e sensibilizzazione, e le rende più dinamiche, navigabili e interattive.
Prima di fare un mini tour alla scoperta del sito, scopriamo la realtà del Rifugio ‘Giardino di Quark’. Il nome è dedicato al cane Quark, che l’11 febbraio 2000 rimase completamente paralizzato alle zampe posteriori per una embolia fibro-cartilaginea. Inguaribile. La sua storia completa – che trovate sul sito - ha insegnato ai volontari, a cominciare da Alessandra Boccalate, presidente della sezione Enpa di Borgosesia, che si è occupata di lui, un modo nuovo di vivere con gli animali e di prendersi cura di loro: “Quark ci ha insegnato che nella vita siamo diversi solo se vogliamo sentirci tali. Lui è il simbolo di come la vediamo noi; di quanto è importante per noi la vita degli altri (umani e non); di quanto siamo disposti a fare per loro; del rispetto che abbiamo della loro dignità”, scrive Alessandra. “Il 31 agosto 2006 Quark ci ha lasciato, dopo 6 anni di carrellini. La sua disabilità è stata per lui la cosa più bella di tutta la vita. E’ stato un grande maestro per tutti noi. Non ci lascia un vuoto ma una grande ricchezza”. Ecco perché il Rifugio si chiama col suo nome.

Questo rifugio Enpa è attivo da decenni sul territorio di Gattinara: all’inizio e per molto tempo, con una ristrettezza di risorse, con grandi sacrifici e dedizione di un gruppo di volontari molto determinati. Con tanto lavoro, impegno e costanza, si arriva alla situazione attuale: il rifugio diventa ‘Cuccia Serena - casa di ospitalità e sostegno per la terza età canina’, con numerose aree verdi, l’infermeria, la cucina; vede una maggiore affluenza di volontari, sviluppa contatti con altre realtà simili su e giù per l’Italia (Progetto Piccole Cucce) e l’Europa (Lamento Rumeno), organizza corsi di preparazione cinofila per i volontari e passeggiate didattiche e pomeriggi di gioco per tutti quelli che hanno un cane e vogliono conoscerlo meglio – con l’aiuto di operatori e consulenti cinofili accreditati (Dogs’ People). Il tutto, senza dimenticare le ‘normali’ attività di tutti i giorni: la pulizia dei box, la cura degli ospiti (sono circa 40 i cani, senza contare i gatti abbandonati), con pappe speciali quando serve, cure veterinarie, esami, aiuti omeopatici con veterinari specializzati.
Tra le molte attività del rifugio, importantissimo è SOS Carrellini, che mette in contatto associazioni animaliste o proprietari di animali disabili con possessori di carrellini ortopedici o persone che li realizzano – a costo zero. Vengono inoltre forniti consigli per la gestione dell’animale disabile. Dall’inizio di questo servizio, sono già 260 i contatti avvenuti.
C’è poi l’inserimento graduale: l’attività di mutua assistenza pro cane e pro potenziale famiglia, che agevola una conoscenza graduale tra cane e futura famiglia, attraverso incontri assistiti da personale esperto, con lo scopo di conoscere le reciproche esigenze, favorire la reciproca conoscenza, per creare un rapporto di fiducia e responsabilizzando le persone che adottano. Il processo ha durata variabile e prevede una serie di incontri, durante i quali il cane man mano si stacca gradualmente dal Rifugio per inserirsi sempre più profondamente nel nuovo ambiente familiare, fino all’adozione definitiva.
Infine, ultima ma non ultima, sul versante della sensibilizzazione e della cultura animalista, c’è la Biblioteca del Centro di Documentazione Animalista, istituita nel 2006: raccoglie pubblicazioni - libri, riviste e opuscoli - e materiale documentario - DVD, VHS, CD ROM, fotografie - focalizzate sugli animali, divise per aree tematiche generali (scienza, narrativa, ragazzi, etica e filosofia, movimento vegetariano, manualistica).

Tutto questo, trova ampia illustrazione all’interno del sito, navigabile con bottoni che aprono via via le varie sezioni: si possono così conoscere e vedere tutti gli ospiti, si può essere aggiornati sui progressi e le attività svolte e – attraverso numerosi link – si possono scoprire realtà animaliste molto articolate, per approfondire il discorso, che può portare molto, molto lontano, alle frontiere di una nuova etica e di un nuovo modo di convivere con gli animali non umani e umani…

Giovanni Savoini

I nostri amici: Tayson e Doracchia

Tayson (il coniglio) e Doracchia (la micia), da Paolo

Tayson (il coniglio) e Doracchia (la micia), da Paolo

I nostri amici: Obi

Obi, da Paola

Obi, da Paola

Obi, da Paola

Obi, da Paola

I nostri amici: Lothar

Lothar, da Stefano

Lothar, da Stefano

I nostri amici: Rocky

Rocky, da Stefano

Rocky, da Stefano

I nostri amici: Cleo

Cleo, da Cristiano

Cleo, da Cristiano

Cleo, da Cristiano
Cleo, da Cristiano

I nostri amici: Eros

Eros, da Grazia

Eros, da Grazia

Eros, da Grazia

Eros, da Grazia

I nostri amici: Niche

Niche, da Mariangela

Niche, da Mariangela

I nostri amici: Kira

Kira, da Mariangela

Kira, da Mariangela

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