Scontro tra Titani… ma quali?!?

Ecco un vero segnale dei tempi che cambiano… che i budget delle pellicole hollywoodiane, per essere definiti stratosferici, ormai devono essere “avatariani”. Scontro Tra Titani è un film che solo 3 anni fa al cinema avrebbe riempito le sale per settimane. Gli ingredienti ci sono tutti: una trama lineare e semplice, effetti speciali a gogo, mostrazzi praticamente in ogni fotogramma ed un protagonista che fa un figurone, a cavallo di un “innovativo” pegaso nero e con la sua spada di luce in pugno.

   

Eppure: sala mezza vuota al sabato sera, gente che non salta dalle sedie e che, osservata durante la visione, non sembra scomporsi di fronte a scorpioni giganti, alle streghe di stigia e al mostruoso Kraken. I motivi sono sicuramente due: il primo sono i videogames, questo film, infatti, sembra il montaggio delle scene animate di un videogioco; il secondo, invece, è avatar, il quale ha ormai settato un livello così alto nelle attese e nelle aspettative di chi guarda questo genere di pellicole (i monster movie da popcorn e applausi finali) che niente sembra più stupirci… al punto che addirittura la visione della pellicola in 3D non regge il confronto con il sopracitato film di James Cameron.

Al di là del problema riscontrato al Movie Planet di Bellinzago, dove erano arrivate soltanto copie del film in 3d (la qual cosa ha praticamente obbligato chi voleva vedere il film a spendersi 10 euro invece dei canonici 7!), va detto che effettivamente il rendering a 3 dimensioni di Scontro tra Titani è davvero pessimo, in alcuni punti quasi ridicolo con i nasoni dei protagonisti che escono dallo schermo ed i loro capelli che sembrano un vago ricordo sfocato appiccicato sullo sfondo, in lontananza. Inoltre la pellicola risulta piuttosto scura (lo scuro da sempre agevola i creatori degli effetti speciali, perchè alla luce si vedono le magane, al buio no) quindi in definitiva ne sconsiglio la visione con gli occhialini. Anzi… mi viene quasi da dire che ne sconsiglio IN TUTTI I SENSI la visione.

Atteso da mesi dagli appassionati di fantasy e di cinema epico, questo Scontro tra Titani lascia un qual retrogusto amarognolo in bocca. Non lo so… devo ancora capire effettivamente cosa non mi abbia convinto del tutto, se Perseo era troppo ”perseoso”, a volare sul suo pegasu nero, o il kraken era troppo “kraken”, o ancora Medusa era troppo “medusa”. Ecco… forse è questo ciò che non ho apprezzato di questo film: che è tutto “troppo”, è eccessivo.

Medusa all'attacco.

Medusa all'attacco

Segnalo, invece, per gli amanti dei creature movie: Medusa, realizzata con estrema cura, anche se avrebbero potuto dare al personaggio un maggiore spessore facendola parlare almeno una volta prima di “perdere la testa per Perseo”, e Caronte, traghettatore infernale, reso fantasticamente. Bruttine, invece, le streghe di stigia, una sorta di commistione tra le parche di Hercules della Disney e i mostri senza volto tratti dal bestiario di Guillermo del Toro (HellBoy 2, il Labirinto del Fauno) e ridicoli i Djinn, gli uomini dalla pelle di legno.

Ma veniamo al vero succo del discorso: il Kraken, in assoluto la creatura più grande mai realizzata. Credevo che dopo Cloverfield nessuno sarebbe riuscito a dare forma ad un mostro tanto grande e spaventoso ed invece la produzione di Scontro tra Titani ha tirato fuori dal “cappellone” un Kraken con i controfiocchi, una bestia così grossa e così potente che… schiatta dopo 30 secondi dal suo arrivo diventando di pietra grazie allo sguardo della medusa di cui sopra! E qui scatta il detto: tantopiù sono grossi, tanto più casino fanno quando cadono!

Un discorso a parte, infine, voglio spenderlo sugli dei, e specialmente su Liam “Zeus” Neeson e su Ralph “Ade” Fiennes (voldemort). Passino le armature luccicanti in stile excalibur, passino gli dei macchietta, passi anche il fatto che li vediamo sempre stare in una stanza circolare quando invece hanno un intero monte da abitare (ma forse costava troppo ricreare l’ Olimpo al computer?), però, scusatemi, ma Zeus che si fa muovere dai sentimenti e prima decide di punire gli uomini e poi si ravvede e li aiuta a salvarsi fa ridere, per non dire pena! Per non parlare di Ade che poco ci manca che abbia ai suoi piedi i due simpatici aiutanti dell’ade disneyano, Pena e Panico.

In definitiva: se volete assistere a due ore di combattimenti e di scontatezze, il tutto condito con rumori assordanti e mostri piuttosto decenti accomodatevi. Io, dal canto mio, rimango in salotto e depenno il blu ray di Scontro tra Titani alla mia wishlist per l’home video. Fate vobis. 

Fabrizio Francato

PREview: Robin Hood

Russel “GLADIATORE” Crow torna alla ribalta con un nuovo film di cappa e spada… anzi: in questo caso si tratterebbe, per dirla tutta, di cappa e arco… si perchè Russel Crow interpreterà nientepopodimeno che Robin Hood, mitico arciere di Sherwood impegnato nel dare ai poveri rubando ai ricchi. Niente ammiccamenti, però, stavolta a storiche pellicole del genere come Robin Hood Principe dei ladri con Kevin Costner; stavolta Robin fa sul serio ed infatti, nei trailer divulgati dalla casa produttrice, le ambientazioni “sognanti” (passatemi il termine!) della pellicola sopracitata sono state rimpiazzate da atmosfere cupe e battaglie cruente e selvagge.

   

Poco spazio per l’amore, quindi, in questa nuova impresa cinematografica di Russel Crow (in cui una bellissima Cate Blanchett interpreta Marion), e tanta azione… ma la domanda a questo punto sorge spontanea: questa nuova “visione robinhoodiana” piacerà a chi tanto amò Costner? La risposta all’esito delle sale. Io, dal canto mio, mi sbilancio e dico: vedere Russel Crow nei panni di Robin Hood è come vedere un carroarmato nel folto della foresta di Sherwood. C’entra un po’ come i cavoli a merenda. Speriamo che sia tanto bravo da “scrostarsi” di dosso la sua corazza di duro e di gladiatore e di costruire un Robin Hood credibile. E dopo il bellissimo beautiful mind possiamo anche pensare che questo possa davvero accadere!

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PREview: Eclipse

la locandina del film

la locandina del film

Tornano i vampiri e i lupi mannari di Twilight; Bella ed Edward sono alle prese con il loro amore senza confini e con il “terzo incomodoJacob. Bella, in questo nuovo capitolo, dovrà rendere conto ai Volturi, i vampiri toscani comparsi nel secondo capitolo della saga “New Moon“. Da queste poche immagini, che hanno fatto in poche ore il giro del mondo, si evince che questo nuovo film sarà estremamente più sexy dei primi due. Alle miriadi di fans di Robert Pattinson (Edward Cullen) e Kristen Stewart (Bella Swan) l’ardua sentenza… noi tutti, intanto, aspettiamo il 2 luglio. Data ufficiale della relaese italiana della pellicola in tutte le sale!

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Preview: Tron Legacy

Sam Flynn è il protagonista del sequel più atteso di sempre da tutti i geek del mondo: TRON LEGACY (nelle americane alla fine dell’anno!), seguito di quel grande capolavoro di fantascienza visionario/computerizzata che fu il primo, grande TRON.
Erano gli anni ‘80 e in tutto il mondo si stavano imponendo le prime consolle videoludiche; in quegli anni si vedeva al futuro con una sorta di religioso rispetto, ma anche con timore, un timore tutto legato al dramma “dei mondi virtuali” in cui il computer poteva imprigionarti.

Uno dei vettori di trasporto di Tron

Oggi gli “incubi futuribili” sono altri, per esempio il binomio “uomo/macchina” insieme alla sua interazione; ma -ancora- il dramma dell’isolamento mentale all’interno di un universo computerizzato spaventa, specie quando la cronaca si tinge di nero, raccontando storie di giocatori di MMORPG (massive online multiplayer games) che, immersi nel gioco online, dimenticano si sfamare la figliola di pochi mesi che muore.

Essere prigionieri di un mondo virtuale è un po’ il sogno ed un po’ la più grande paura di tutti i fans di Tron, il primo blockbuster disneyano in cui comparve in maniera massicia l’uso del computer e delle prime avvisaglie di “realtà virtuale”.

Di Tron parlarono tutti i giornali e i periodici del mondo per molti mesi, sia prima dell’uscita della pellicola, sia dopo, facendo diventare questo “piccolo” film, un vero e proprio “cult movie” di un genere.

la locandina del film

la locandina del film

 

Tron Legacy è il seguito ideale di Tron; in cui un giovanissimo Jeff Bridges alle prime armi finiva suo malgrado intrappolato nel mondo di Tron, un videogioco da bar (anche quella ormai una “cosa” estintasi col tempo!) presente nella sala giochi da lui gestita.
Oggi Sam, figlio 27enne di Jeff Bridges, deciso a capire come sia scomparso il padre, torna alla vecchia sala giochi, ormai in disuso, gestita dal genitore, riaccende tutto e… finisce pure lui intrappolato nel mondo di Tron… un mondo diverso da quello di tanti anni fa solo nella “definizione” dei dettagli, ma molto simile nelle regole. Il mondo di Tron, infatti, è il mondo del videogioco omonimo, in cui valorosi gladiatori digitali combattono tra loro con armi futuristiche per vincere duelli ai limiti dell’incredibile.

La qualità di questa pellicola, che sarà presentata in Disney 3D e iMAX 3D, sarà senza dubbio impressionante e dalle immagini e dal trailer già si evince che Tron Legacy sarà un filmone di quelli da vedere al massimo…. pagando quei maledetti 10 euro per la visione in 3D. 

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PREview: A-Team

If you need, you can hire… the A-Team. Inutile dire quanto noi ragazzini durante gli anni ‘80 fummo traviati da questo grandissimo telefilm, oggi storia della televisione. 

Questi sono anni di 3d e di remake; quindi, riecco che P.E. Baracus, Templeton Peck (detto Sberla) e compagni tornano alla ribalta in un film che sa… un po’ di presa in giro e un po’ di grande cult movie. 

Ecco la locandina del film

Ecco la locandina del film

Sulla falsariga di “Starsky e Hutch“, di qualche anno fa con Ben Stiller, ecco che un’altra serie di culto approda sul grande schermo per la gioia di chi era ragazzino trenta anni fa (mio dio, quanti sono!!!) e che ancora ricorda con affetto le strategie per aerotrasportare Mr.T, le stupende ragazze di Templeton Peck, o i sigarazzi di George Peppard, interpretato in questa pellicola da un umprobabile Liam Neeson (?!?). Alla domanda se riuscirà questo film a far rivivere -anche solo per un paio d’ore- i fasti del grande A-Team non so proprio cosa rispondervi… la risposta ai fans che avranno il coraggio di riaccendere il cuore in sala e “beccarsi” quello che potrebbe essere SIA un bel viaggio nel tempo, SIA una tremenda boiata!

 

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PREview: The Wolfman

Il cinema dell’orrore, nello specifico il genere “monsterhorror“, sta vivendo un periodo davvero strano: da un lato imperversano sul grande e sul piccolo schermo i vampiri e licantropi per adolescenti, in produzioni spesso ambientate in improbabili scuole letteralmente infestate di strane creature, dall’altro il cinema orrorifico più classico non trova nuove strade e si getta a capofitto sui remake e sulle rivisitazioni di classiche storie di paura come Nightmare, oppure questo nuovo Wolfman, che altro non è se non la nuova versione dello storico “L’Uomo Lupo” della Universal

La locandina del film

La locandina del film

Benicio del Toro, protagonista della vicenda, è colui che alla luce della luna piena si trasforma in licantropo, o per meglio dire “uomo lupo”. Nulla a che vedere quindi con i lupi di Twilight, tanto per essere chiari! Qui l’atmosfera è ben più dark e ricorda per molti versi il Dracula Bramstokeriano. In questo film compaiono anche Hugo Weaving, già agente Smith di Matrix, la bella Emily Blunt, ed Anthony Hopkins nei panni del magnate della storia.

La storia dell’uomo lupo, si sa, è quello di un essere che vive alla mercè dei propri istinti e della propria brutalità, e che per questo viene braccato in lunghe ed estenuanti cacce notturne dal vago sapore “rambesco”.

Il film sembra bello, gli effetti davvero incredibili e la trasformazione in uomo lupo incredibilmente dolorosa… un bel ritorno, quindi, al classico monsterhorror che piace ai quarantenni e ai cinquantenni. Riuscirà questo genere a far breccia anche nelle nuove generazioni?

Fabrizio Francato

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PREview: The Karate Kid

la locandina del filmla locandina del film

La pratica del remake è ormai una consuetudine di Hollywood; ma quando i film che ti hanno visto adolescente iniziano ad uscire in maniera “rivistata” ti rendi davvero conto che inizi ad essere un vecchietto e capisci perchè le ragazzine, quando sei al Mac Donald ti fanno passare davanti e ti chiamano “signore”,… Per dirla “alla Coliandro”: mminchia!

E’ un segno dei tempi che cambiano e dei giovanissimi che sono sempre svegli, anche però, il fatto che questo “nuovo” Karate Kid sia poco più di un bimbo; quando “ai miei tempi” ci voleva un 16enne Ralph Macchio a provare il colpo della Gru. I ragazzini, si sa, oggi la sanno lunga, ed è per questo che un 16enne sarebbe stato poco credibile… noi eravamo tonti e Ralph Macchio, con la sua eterna sfiga e la sua faccia da ebete di allora (anche se oggi in Ugly Betty gioca la parte interessante del politico navigato!), ben ci rappresentava. 

In questo remake a interpretare il ruolo di Pat Morita, mancato alcuni anni or sono, maestro di Karate e di vita, è un vecchio Jackie Chan; mentre per i panni di Daniel San è stato scelto un giovanissimo karateka dalle buone capacità, il cui taglio di capelli pare uscito da una famosa e famigerata striscia a fumetti americana.

Che abbiate amato od odiato a suo tempo la saga di Karate Kid, però, sappiate due cose: 1 - che questo film con tutta probabilità non riuscirà più ad eguagliare la grinta e la grande carica dell’originale, compresa la bella colonna sonora che culminava col brano finale “you’re the best!” 2 - che comunque si parla di remake solo per via del titolo, in realtà la storia, gli attori e i loro ruoli, nonchè le ambientazioni sono molto diverse!

il nuovo "colpo segreto"

 

E se poi volete un altro segno dei tempi che cambiano e che nel cinema americano le cose se non le si fanno sempre più grosse non vanno bene… andate a vedere il trailer, dove Jackie Chan allena il giovane allievo e provate a ricordare i bei tempi in cui Ralph Macchio tentava il colpo della gru in bilico su di un palo in spiaggia!

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Avatar

E’ arrivato il giorno fatidico! Finalmente nei cinema di tutto il mondo il 15 gennaio 2010 (Usa esclusi, dove la pellicola è disponibile da circa un mese!) sbarca AVATAR, quella che a detta degli esperti è la pellicola di fantascienza più attesa di sempre. Ebbene, come ogni redazione che si rispetti, abbiamo preso l’aereo durante le vacanze e siamo andati a vederlo in anteprima. Ovviamente non è nostra intenzione rivelare la trama (anche se il trailer ufficiale in pratica poco manca che racconti anche il finale del film!!), ma spendere due parole ed avvisare chi andrà al cinema a vederlo che non si tratta, come inizialmente si poteva immaginare, di una saga fantascientifica, ma di una pellicola che ha molti più aspetti caratteristici del film “fantasy“. Anzi, per dirla tutta potremmo immaginare Avatar come la versione “pandoriana” di Balla coi Lupi, il famoso film con Kevin Costner

Pandora è un pianeta che si trova nel sistema a noi più vicino, Alpha Centauri; ha diverse lune ed orbita intorno alla sua stella primaria e ad un grande pianeta gassoso, Poliphemus, che domina i suoi paesaggi notturni, coprendo gran parte della volta celeste.

http://www.apple.com/trailers/fox/avatar/hd/ a questo link trovate la pagina dei due filmati disponibili in alta definizione di Avatar, tutti rigorosamente in inglese, ma molto affascinanti, specialmente la featurette, in cui la voce narrante illustra la biologia di Pandora, la sua posizione spaziale e ne presenta le creature.

 

Il mondo Pandora, Umani contro Na'Vi

Il mondo di Pandora, Umani contro la natura di un mondo selvaggio in un'immagine del videogame che è il prequel della pellicola cinematografica.

James Cameron ha fatto, con Avatar, il film dei suoi sogni (così ha detto nelle ultime, recenti interviste), il film che da oltre 30 anni sperava di realizzare. Se ce l’ha fatta oppure no, però, spetterà a voi deciderlo… di sciuro posso anticiparvi che Avatar è il film più incredibile che si possa vedere: interamente girato in digitale e con nuovissime telecamere 3d studiate e create appositamente per il film, Avatar è un viaggio allucinante nel mondo psichedelico di un pianeta diverso dal nostro, in cui la specie dominante si è evoluta all’interno del ciclo naturale (non uscendone, come ha fatto l’uomo). Quello che tanti hanno definito il “sogno naturalista di Cameron”, quindi, setta nuovi parametri di qualità per tutti i film a venire e rappresenta, a suo modo, l’ennesimo “step” tecnologico nel mondo del cinema, una pietra di paragone che da oggi in poi tutti i registi che vorranno fare della “buona fantascienza” dovranno prendere in considerazione. Uno step tecnologico come lo sono stati film culto come Titanic, Matrix, Highlander, Il Signore degli Anelli, e 3 Metri sopra il cielo qui da noi.

Fabrizio Francato

Corti ma grandi:
L’Audace Viaggiatore

Ci chiamano “giovani della Generazione X“, siamo milioni in tutto il mondo e siamo cresciuti a cavallo di un’epoca strana: un’epoca di grandi valori e di sogni infranti; di immani speranze e vane illusioni; di grandi passioni e di tristi realtà. E capita spesso ci sentirci, a oltre 30 anni, come bimbi davanti ad una scatola di cioccolatini quando scoviamo una cosa che ancora ha il potere di appassionarci, di farci vibrare il cuore.

Per Marco Paracchini, nostro amico e collaboratore nonchè autore del cortometraggio di cui parliamo oggi, è il cinema la sua scatola di cioccolatini; si sente, quando Marco è dietro alla cinepresa; si percepisce il suo cuore sorridere, e dietro ad un volto serio e riflessivo esplode l’animo appassionato di un giovane con la X, di un ragazzo della generazione X, cresciuto in quel trentennio che separa gli anni Settanta da questo nuovo millennio e che riassume in sè la dicotomia di un’epoca, intesa nei suoi aspetti più positivi. 

Immagine di Alberto Alpozzi

Marco Paracchini si distingue nel panorama cinematografico novarese per la grande tenacia che ha sempre dimostrato, per la sua capacità di condividere; Marco ha creato negli anni rapporti solidi con i suoi collaboratori e le sue fatiche sono state finalmente premiate nel suo nuovo, ultimo cortometraggio, L’Audace Viaggiatore, in cui la maturità sua di regista e dei suoi attori, come protagonisti, viene finalmente rivelata.

L’Audace Viaggiatore dura solo 18 minuti, ma sono minuti di grande intensità narrativa ed interpretativa; minuti che conducono inesorabilmente lo spettacolo verso il climax del finale a sorpresa, che è una delle armi più efficaci dei cortometraggi di questi ultimi anni. Per quei “semplici” 18 minuti ho lavorato dei mesi, ci ha rivelato Marco. Ebbene: dopo aver visto in anteprima il suo nuovo corto possiamo con piacere affermare che è stato tempo speso davvero bene!

Immagine di Alberto Alpozzi

La trama è semplice, ma allo stesso tempo complessa e narra di un “what if“, che in gergo americano sta ad indicare quel genere di racconti in cui si immagina “cosa sarebbe successo se…”. Il what if dell’Audace Viaggiatore immagina che  un uomo dei nostri anni, uno scienziato un po’ schizzato in realtà, scopra la macchina del tempo e che la utilizzi per informare un “certo” grande leader del passato di ciò che gli sarebbe accaduto nell’immediato futuro.

Non so se questo cortometraggio, nel futuro, vedrà importanti palcoscenici. La fede proclamata dal protagonista del cortometraggio, infatti, rende questo film un “argomento un po’ delicato” che presentare nelle sale o nei circuiti televisivi potrebbe fomentare sterili polemiche, sicuramente lontane dalle vere intenzioni di chi ha prodotto il cortometraggio. Noi, comunque, siamo riusciti a vedere oltre la politica, siamo riusciti a “scindere” la fantasia dalla realtà; ed è questa la chiave di lettura per vedere questo corto.

Un bravo, in definitiva, al nostro Marco, che ha confezionato un prodotto davvero ben fatto; professionale tanto a livello registico, quanto a livello interpretativo.

Fabrizio Francato

 AREA VIDEO:

PREview:
La Principessa e il Ranocchio

la locandina del filmla locandina del film

Disney torna questo Natale finalmente alle favole “disegnate a mano”, anche se detta così può sembrare un eufemismo, perchè di computer ce n’è sempre tantissimo anche in questo genere di film ormai. Abbandonate alcuni anni or sono, tornano le grandi favole Disney destinate a diventare dei classici dell’animazione tradizionale. Stavolta ad essere passata al tritacarne è la popolare fiaba della Principessa e il Ranocchio, che, nel più classico “stilema disneyano” viene presa, rivoltata come un guanto e fatta propria. 

Al di là del fatto che non è corretto che le fiabe tradizionali possano essere “modificate” in questo modo, in quanto si ha la sensazione che l’autore di questi scempi se ne freghi bellamente della cultura popolare di cui tali storie sono il bagaglio, è gradita la notizia del ritorno di Disney sui suoi passi. Solo 5 anni or sono, però, gli animatori Disney dicevano di abbandonare per sempre il mondo dell’animazione tradizionale… si saranno resi conto, forse, che se non si è “davvero” bravi a fare animazione 3D meglio fare altro.

Lasciamo alla Pixar quel che è della Pixar (loro sì che sanno fare i cartoni animati in 3D!), e riprendiamo la vecchia e fortunata strada che tanti piaceri ci ha dato in passato… e se sul nostro percorso troviamo qualche sassolino… beh, poco importa, lo si può comprare e mettere in un cassetto, per controllarlo, per evitare che ci faccia incespicare sul cammino, per impedirgli di darci fastidio e di regalare al mondo la “buona concorrenza” che porta alla varietà del mercato e ci allontana dai pericolosi monopoli dei grandi brand!

Vi ricordate di quel genio che è Hayao Miyazaki, ebbene: allo scopo di “ostacolare” la diffusione all’estero dei suoi classici e meravigliosi film (vincitori di diversi Oscar e premi internazionali), Disney alcuni anni or sono ne acquistò in blocco i diritti per la distribuzione extra-Giappone; è successo anche alla Pixar di essere acquisita e incorporata dalla Disney, timorosa della crescita di un competitor nel campo dell’animazione del futuro; e della Marvel cosa mi dite? Acquisita per un semplice e banale “calcolo di mercato”. Oggi, infatti, Disney ha praticamente il monopolio di tutta la comunicazione destinata ai giovani. Fin dalla tenera età, infatti, i bambini vengono bombardati dal marchio Disney, con gadget, film e quant’altro; questi diventano ragazzini ed allora ecco i supereroi per i maschietti, oggi nelle loro mani, e le centomila eroine scolastiche che Disney ha creato a tavolino per monopolizzare anche il segmento delle scuole elementari, medie e superiori, destinate alle ragazzine.

clicca per vedere il trailer, anche in HD, ed una featurette del film.

Fabrizio Francato

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