Ciaspolando con il CAI

Non è necessario salire a grandi quote per godere della bellezza di un ambiente, di un paesaggio, di un bosco ammantati di bianco. Basta avere il desiderio di vivere la montagna d’inverno e aver voglia di camminare, anche in luoghi di mezza montagna. Basta partecipare allo spettacolo di candore che la natura ci offre.
Sulla neve si va o con gli sci o con le racchette da neve, dette anche ciaspole o ciaspe.
Le ciaspole, questi “zatteroni”, che messi ai piedi permettono di camminare senza sprofondare nella neve, sono originarie del profondo nord americano e venivano già usate, in tempi lontani, dalle popolazioni della zona Artica.

Oltre al grande impiego da parte degli Alpini nella Prima guerra mondiale, a farne uso nelle nostre valli, fino a quando non avvenne l’abbandono delle attività montane, erano i contadini e i cacciatori per spostarsi lungo le zone coperte dalle coltri nevose e non percorse da strade.
Non è, quindi, un modo nuovo di muoversi sulla neve, più semplice che con gli sci, una “novità” nata dall’attuale crisi economica, che propone di continuare a divertirsi in montagna “risparmiando i costi dello sci”.
In queste ultime stagioni, il fascino dell’escursionismo invernale è un richiamo forte per molte persone.
A coloro che affrontano, senza l’ausilio di una guida, escursioni serie, magari in alta quota, va ricordato il pericolo delle valanghe. E’ bene adattare la gita alle proprie capacità, studiare il percorso in anticipo, informarsi sulle condizioni meteorologiche e possedere e saper usare l’Arva, l’apparecchio ricetrasmittente che facilita la ricerca, se travolti dalla neve. E’ utile poi il corredo di una pala e di una sonda cerca persona, strumenti ora costruiti in materiali leggerissimi,smontabili o ripiegabili, che possono essere portati nello zaino.
La vecchia ciaspola era costituita da un cerchio in legno con strisce di cuoio legate tra di loro e con una cinghia che fermava il tutto alla scarpa. Oggi, l’utilizzo della plastica ha permesso di avere racchette più leggere ed affidabili e dal costo contenuto. E’ possibile anche noleggiarle.

IL Cai - Sezione di Novara offre la possibilità di affittare le ciaspole a coloro che partecipano alle escursioni. Gli interessati devono avere i bastoncini e scarponi adatti, che siano impermeabili. Inoltre consigliamo l’uso delle ghette.
La prossima uscita, in programma domenica 21 febbraio, non è particolarmente impegnativa. In calce, la scheda di presentazione.
La montagna, specie in inverno, va rispettata e, quindi, è bene andarci accompagnati da chi già conosce il percorso. In tema di rispetto, va detto che con le ciaspole non si va sulle piste da sci, lasciamo ad ogni attività il proprio spazio.

Domenica 21 febbraio 2010
Saint Barthélemy - Nus (Aosta).

Partenza: fraz. Lignan 1635 m. nota per la presenza di un osservatorio astronomico -
Arrivo: conca dell’alpeggio Tsa Fontaney 2307 m.

Dislivello: 700 m. 

Difficoltà: escursionistica.

L’escursione inizia dal centro della frazione di Lignan,

Partenza da Novara in autopullman da Piazzale Valentino (Via Alcarottti)
Le iscrizioni si ricevono direttamente in Sede -Vicolo S.Spirito 4 (laterale di C.so Italia, di fronte ingresso Galleria) nei pomeriggi di martedì e giovedì dalle ore 17,30 alle 18,30 e giovedì sera dopo le 21
Tel. 0321 625775 - www.cainovara.it

Corsi di Alpinismo e di Arrampicata Libera 2010

La Scuola di Alpinismo del CAI di Novara, nonchè gli istruttori di Muroduro, hanno steso il programma dei corsi per l’anno corrente. 

Le lezioni teoriche si svolgeranno presso la sede del CAI Novara Vicolo S. Spirito 4, le esercitazioni pratiche presso la palestra Muroduro, - Trecate Corso Roma, 58/A


Il corso di alpinismo, diretto da Maurizio Zara, si svolgerà da aprile a giugno, con 8 giornate in ambiente e 11 lezioni indoor.
Il corso si rivolge a coloro che desiderano approfondire la conoscenza della montagna nei suoi vari aspetti ed acquisire le tecniche di progressione per poter affrontare in autonomia e sicurezza salite su neve, ghiaccio e roccia. Il corso comprende: lezioni teoriche supportate da materiale multimediale in sede, esercitazioni pratiche in palestra ed uscite in ambiente di media e alta montagna.

LEZIONI INDOOR
Le lezioni teoriche si svolgeranno presso la sede del CAI, alle ore 21.00; le esercitazioni pratiche presso la palestra Muroduro, alle ore 20.30.

07/04 sede Presentazione del Corso
12/04 palestra Nodi e manovre di corda
19/04 palestra Calata in corda doppia
26/04 palestra Tecnica di movimento
05/05 sede Catena di sicurezza
12/05 sede Preparazione salita
19/05 sede Pericoli della montagna
26/05 sede Glaciologia - Geomorfologia
09/06 sede BLS, pronto soccorso
16/06 sede Topografia
23/06 sede Ambiente alpino
USCITE

- sa 24/04 Pietra Groana (arrampicata con scarponi)
- sa 08/05 Piani di Bobbio (arrampicata su vie lunghe)
- sa 22/05 Sempione (tecnica individuale su neve)
- sa 29/05 Grigna (arrampicata in ambiente)
- 12-13/06 Dolomiti (vie lunghe in ambiente)
- 26-27/06 Trient - Monte Bianco (ascensione finale in quota)


Il corso di arrampicata libera, diretto da Luca Ceresoli,  prevede 7 uscite in falesia e e 8 lezioni indoor, nel periodo da settembre a novembre.
Il corso è rivolto a chi vuole avvicinarsi al mondo dell’arrampicata, scoprendone i plurimi aspetti (monotiro, vielunghe, pratica del bouldering), ma anche a chi desidera migliorare la propria gestualità per scalare con maggiore appagamento ed acquisire le conoscenze tecniche per affrontare itinerari di arrampicata in sicurezza.Il corso comprende: lezioni teoriche supportate da materiale multimediale in sede, esercitazioni pratiche in palestra ed uscite in falesie con rocce di natura differente.

LEZIONI INDOOR
Le lezioni teoriche si svolgeranno presso la sede del CAI, alle ore 21.00; quelle pratiche a Muroduro,
alle ore 20.00.

08/09 sede Presentazione del Corso
14/09 palestra Manovre di corda e nodi
16/09 palestra Tecnica movimento I
20/09 palestra Tecnica movimento II
23/09 palestra Tecnica movimento III
28/09 palestra Calata in corda doppia
06/10 sede Catena di sicurezza
18/10 palestra Allenamento

USCITE
- do 26/09 Verbano (monotiri)
- 2-3/10 Briançonnes - (vie lunghe)
- do 10/10 Val d’Ossola (monotiri)
- do 24/10 Val di Susa (boulder)
- 6-7/11 Liguria - (monotiri)

CORSO DI ARRAMPICATA
Le domande di iscrizione si ricevono contattando telefonicamente (anche via sms) la segretaria (tel.3280217842 / 0321624933).

Per ulteriori informazioni nel siti www.muroduro.it o www.cainovara.it.
Possono iscriversi ai corsi tutti i soci C.A.I., qualunque sia la sezione di appartenenza, purché in regola con il tesseramento dell’anno in corso. Non sono ammessi i soci di età inferiore ai 16 anni. Coloro che non abbiano ancora raggiunto la maggiore età devono presentare un’autorizzazione firmata da entrambi i genitori.

I posti disponibili sono limitati, pertanto si invita ad iscriversi subito

MURODURO
PALESTRA DI ARRAMPICATA

CAI SEZIONE DI NOVARA
Corso Roma, 58/A - Trecate
info@muroduro.it -
Apertura da ottobre a giugno
martedì e giovedì - ore 20,30 / 23,00

Quando la solidarietà scala le montagne

E’ stata una serata di successo quella tenutasi martedì 19 gennaio 2010, presso la sede CAI di Novara in vicolo S. Spirito, 4.

Tema dell’incontro: SPEDIZIONE ALL’HUASCARAN SUD E TREKKING ALL’ALTA VIA DON BOSCO (nelle Ande del Perù) sotto il patrocinio della Scuola di Sci Alpinismo “Massimo Lagostina”.

Il racconto della spedizione/trekking, svoltasi dal 08 al 22 agosto 2009, è stato affidato a Roberto De Micheli e a Mario Molina, rispettivamente direttore e istruttore I.S.A. della Scuola “Massimo Lagostina”.
Spiegazioni dettagliate, ricordi, commenti e la proiezione di splendide immagini con un felicissimo accompagnamento musicale, hanno suscitato negli spettatori tanta ammirazione rivolta all’impresa degli alpinisti e alla straordinaria bellezza delle montagne andine. Altrettanta attenzione hanno destato le immagini che parlavano dei campesinos e della loro dura vita quotidiana.
Ancora oggi si ara con l’antico aratro a mano; i ragazzi, per divertirsi, giocano a pallone a 3500 metri di altitudine.
In una sala gremita, erano presenti anche gli altri componenti il gruppo, che elenchiamo riportando a fianco i percorsi e le mete raggiunte.

Mario Molina (salite Ishinca e Huascaran + trekking) 

Cagnoli Manuela (trekking con salita al bivacco Longoni 5.000 valle Ishinca e rifugio. Pisco 4.900)

Michela Molina (13 anni trekking + bivacco Longoni + Rif. Pisco)

Silvia Gallotti (trekking con salita al bivacco Longoni 5.000 valle Ishinca e rifugio .Pisco 4.900) 

Roberto De Micheli (salite Urus, Ishinca, Huascaran Sud + trekking)

Paolo Meda (salite Urus, Ishinca, Huascaran e trekking)
Massimo De Gregori (salite Ishinca + Trekking) 

Matteo Piazza (salite Huascaran + trekking)

La Cordillera Blanca: larga circa 20 Km e lunga 180 km è all’interno del Parque Nacional Huascaran.
Ricca di vette dentellate e creste affilate, laghi d’acqua verde e valli lussureggianti di vegetazione, fiancheggiate dai ghiacciai; in questa zona esistono più di 50 montagne che superano i 5700 mt, tra cui lo Huascaran (6768 mt) la vetta più alta del Perù.

La spedizione/trekking nella Cordillera Blanca, organizzata dalla Scuola Naz. di Sci/Alpinismo “M.Lagostina” in collaborazione con l’Organizzazione Mato Grosso (O.M.G.) e la società delle guide andine “Don Bosco en los Andes” è durata una quindicina di giorni e ha offerto un’opzione alpinistica e un’opzione di trekking .

Il gruppo è partito da Milano Linate per Lima , via Amsterdam. Dalla capitale peruviana ha raggiunto poi in autobus Huaraz - città di 90.000 abitanti a 3.091 mt s.l.m - nel dipartimento Ancash, il cui territorio venne, il 31 maggio 1970, colpito dal terremoto che rase al suolo diverse città del Callejón de Huaylas provocando circa 30.000 vittime e mobilitò la solidarietà di diversi paesi stranieri.

Da Huaraz il gruppo si è trasferito a Marcarà- paese agricolo a 2700 mt - presso il Centro Renato Casarotto, intitolato al grande alpinista vicentino, che tracciò per primo una via sulla parete nord dello Huascaràn.

Per i primi giorni il gruppo ha camminato insieme, arrivando al rifugio Ishinca 4350 per proseguire per Quequepampa e raggiungere Copa Chico, dove sono state visitate le rovine archeologiche preincaiche. Tappa suggestiva a Shonquil, località nota per le sue pitture rupestri e, infine, il gruppo ha raggiunto il rifugio Huascaran a 4670 mt , dove alpinisti e camminatori si sono separati per proseguire verso le loro mete e ricongiungersi qualche giorno dopo.

La parte Trekking/Alpinistica è durata circa 15 giorni durante i quali sono stati saliti: L’Urus(valle Ishinca) 5.400 mt.; L’Ishinca 5.535 mt. e il 19/agosto è stata conquistata la vetta del Huascaran Sud 6.768 mt. con un’ascensione di tre giorni partita dal Rifugio Huascaran, con tappe intermedie al campo base 1 e al campo base 2.

Il trekking di base si è svolto lungo l’alta via Don Bosco, un cammino sulle pendici della Cordillera Blanca con quote variabili tra i 3.500 mt. e i 4.700 mt. con circa 6/7 ore di cammino il giorno

Roberto De Micheli e Mario Molina, sottolineando quanto confortevoli e veramente ben tenuti sono i rifugi gestiti dall’O.M.G, hanno dato risalto anche alla calda accoglienza sempre ricevuta e che Mario ha cosi sintetizzato. ” Andare in montagna coccolati e accompagnati da guide ad alto livello professionale “. 

Le guide sono i ragazzi dell’oratorio salesiano di Marcarà. Hanno frequentato la scuola di alta montagna,che grazie all’apporto di volontari dell’Operazione e di guide italiane, ha rappresentato una sfida alla povertà e alla emarginazione dei giovani campesinos, spesso costretti ad andare lontano per potersi costruire un futuro e rifugiarsi nelle città.
La società delle guide “Don Bosco e los Andes” è un’organizzazione sorta all’interno dei programmi di aiuto alle popolazioni andine, un’iniziativa nata nell’ambito del progetto di formazione e sostegno dell’Operazione Mato Grosso creata da Don Ugo De Censi, padre salesiano e missionario in Perù.

Testo a cura di Tiziana Delsale

Per informazioni contattare Mario Molina:
Cell. 335 6133534
Mail. mario.molina@gigimolina.com

Il Decalogo dello Sciatore

Alla luce delle nuove direttive sciistiche in relazione all’assicurazione obbligatoria per tutti gli sciatori praticanti, riportiamo un utile ed istruttivo decalogo che definisce i dettami di comportamento sulle piste, una sorta “galateo sugli sci”.

 IL DECALOGO DELLO SCIATORE

1.Rispetto per gli altri
Ogni sciatore deve comportarsi in modo da non mettere in pericolo altre persone o provocare danni.

2. Padronanza della velocità e del comportamento
Ogni sciatore deve tenere una velocità e un comportamento adeguati alla propria capacità nonché alle condizioni generali della pista, della libera visuale, del tempo e all’intensità del traffico.

3. Scelta della direzione
Lo sciatore a monte che ha la possibilità di scegliere il percorso deve tenere una direzione che eviti il pericolo di collisione con lo sciatore a valle.

4. Sorpasso
Il sorpasso può essere effettuato (con sufficiente spazio e visibilità), tanto a monte quanto a valle, sulla destra o sulla sinistra, ma sempre ad una distanza tale da evitare intralci allo sciatore sorpassato.

5. Immissione ed incrocio
Lo sciatore che si immette su una pista o che riparte dopo una sosta, deve assicurarsi di poterlo fare senza pericolo per sé o per gli altri; negli incroci deve dare la precedenza a chi proviene da destra o secondo indicazioni.

6. Sosta
Lo sciatore deve evitare di fermarsi, se non in caso di necessità, nei passaggi obbligati o senza visibilità. La sosta deve avvenire ai bordi della pista. In caso di caduta lo sciatore deve
sgomberare la pista al più presto possibile.

7. Salita
In caso di urgente necessità lo sciatore che risale la pista, o la discende a piedi, deve procedere soltanto ai bordi della stessa.

8. Rispetto della segnaletica
Tutti gli sciatori devono rispettare la segnaletica prevista per le piste da sci ed in particolare l’obbligo del casco per i minori di 14 anni.

9. Soccorso
Chiunque deve prestarsi per il soccorso in caso di incidente.

10. Identificazione
Chiunque sia coinvolto in un incidente o ne e’ testimone e’ tenuto a dare le proprie generalità.

Sciare assicurati

Con l’apertura della nuova stagione sciistica, arriva in Piemonte l’obbligo di assicurazione per gli sciatori. Entra, infatti, in vigore la legge regionale del Piemonte n 2/2009 approvata nel mese di febbraio, il cui art. 18 stabilisce che: ”l’utilizzo delle piste è subordinato alla stipula di un contratto di assicurazione per la responsabilità civile da parte dell’utente per danni o infortuni che questi può causare a terzi”. La violazione a  tale disposizione è soggetta alla sanzione amministrativa da € 40,00 a € 250,00.

E’ questa la novità, che saluta la riapertura delle piste piemontesi, trovando un ampio consenso tra i responsabili del Gruppo Sci del Cai Novara.

Carlo Muscarello, accompagnatore storico del gruppo fondato nel lontano 1971 da alcuni soci volenterosi della Sezione, ne sottolinea l’importanza e informa che: «da anni i nostri iscritti sono assicurati contro gli infortuni e con assicurazione di Responsabilità Civile quale dimostrazione che il CAI istituzionalmente è sempre stato attento alla sicurezza dei propri iscritti. Anche quest’anno il contributo per l’ assicurazione ammonta a 9 euro che, attenti, tutela i nostri iscritti in tutte le stazioni sciistiche europee anche quando sciano singolarmente. »

«Noi, siamo del Cai -prosegue Muscarello- e pensiamo che la nostra Associazione sia ancora il sodalizio meglio specializzato e organizzato per far conoscere e frequentare la montagna, sia in inverno che in estate, in tutta sicurezza. Crediamo anche che il nostro Gruppo Sci da discesa si sia distinto nel passato, e continui a farlo nel presente, per la serietà e la qualità delle attività proposte.»

In queste settimane, siamo impegnati nella raccolta delle iscrizioni alla nostra trentanovesima stagione, che  porterà a conoscere i migliori comprensori delle Alpi Occidentali  con i  nostri accompagnatori, che non solo sono sciatori  esperti ma sono anche disponibili per rendere l’ambiente divertente e cordiale.

Auspichiamo di trasferire sui campi di sci, la simpatica atmosfera  che si crea  durante le lezioni  di ginnastica presciistica, che vengono  tenute da un istruttore ISEF  presso la  palestra del Liceo Carlo Alberto, due volte la settimana: il martedì e il giovedì.

Andare sulle piste con alle spalle  un’adeguata preparazione fisica, aiuta senz’altro a sciare meglio, stancandosi di meno e  riducendo il rischio di  infortunio.
Ricordiamo che per divertirsi sugli sci con un discreto margine di sicurezza, occorre rispettare vicendevolmente  regole di correttezza e buona educazione civica.

Con la legge  24 dicembre 2003. n.363,  il legislatore, per favorire il  miglior utilizzo delle piste da sci, ha stabilito le norme di comportamento, il cosiddetto “Decalogo dello sciatore” che riportiamo in calce. E non dimentichiamoci mai che, la maggioranza degli infortuni in montagna, è dovuta a un comportamento umano errato.»

Il programma del Gruppo Sci Cai di Novara : “8 domeniche sugli sci” inizierà a Courmayeur  il 10 gennaio e si concluderà  a Cesana  il 14 marzo
E’ possibile l’abbonamento a tutte le gite, o l’adesione alle singole gite.
Forti sconti sugli skipass,
Partenza da Novara in pullman,
Iscrizioni presso la sede di V.lo S. Spirito 4-  il sabato dalle ore 15 alle 16.
Tel 0321  625775- www.cainovara.it

Immagini di Carlo Muscarello

Trekking 20° anno:
A. G. C. A. I. Novara

Rebecca e Pietro hanno partecipato al corso dell’Alpinismo Giovanile. E la loro prima esperienza di  trekking  sulle mitiche Dolomiti, l’hanno scritta e ce la raccontano cosi :

Pietro L’Alpinismo Giovanile a Novara compie vent’anni; e noi l’ abbiamo celebrato nel migliore dei modi, niente feste, dolci e bibite ma un trekking di cinque giorni.

Rebecca  Abbiamo passato cinque giorni  sulle Dolomiti, in un trekking, percorrendo l’Alta Via n.

 Pietro Il  percorso dell’Alta Via n.1, che  in dodici giorni  porta da Braies a Belluno, noi ne abbiamo percorso una sola parte scendendo comunque a Belluno.

Un trekking su quelle che probabilmente sono le montagne più belle d’ Italia: le Dolomiti. Con un sano spirito C A I, per noi ragazzi è stato un premio per l’ assidua e longeva presenza al corso ma anche un esperienza nuova per vedere un ambiente totalmente diverso a quello delle alpi occidentali che siamo abituati a vedere nelle nostre uscite della domenica. Dal 24 al 28 agosto siamo stati impegnati in questa a dir poco fantastica avventura.

Dopo una serata organizzativa a luglio durante la quale ci è stato spiegato il percorso e sono state date direttive ai genitori; il 24 agosto ci siamo ritrovati tutti 

Rebecca  alla stazione di Novara  alla cinque e mezza del mattino, ci sono stati distribuiti caschetti, imbragature e kit da ferrata. Eravamo cinque ragazzi e quattro accompagnatori.

Pietro Dopo la consegna dell’ attrezzatura e i saluti ai genitori alle 6:03 siamo saliti sul treno direzione Milano: l’avventura era iniziata.

A Milano abbiamo preso il treno per Fortezza dove siamo arrivati circa alle undici e trenta. Da qui abbiamo viaggiato su un comodissimo treno Regionale  che ci ha portato a Brunico meta del nostro viaggio in treno. Qui abbiamo mangiato in un piccolo spazio verde in fronte alla stazione 

Rebecca Poi prendendo da Brunico un pullmino, siamo arrivati sino al rifugio Pederù, dopo il lago di Braies. Da lì ci siamo incamminati verso il rifugio Fanes, primo nostro alloggio…

E’ un bel posto, davanti al rifugio c’è quello che chiamano “parlamento delle marmotte”, a causa della conformazione delle rocce e del terreno, disposto appunto a banchi, come un parlamento. 

Pietro La prima notte l’abbiamo passata al Rifugio Fanes che più che rifugio sapeva d’albergo, letti comodi, corridoi in cui erano in mostra i più svariati oggetti, dalle antiche macchine per cucire agli ermellini imbalsamati. La cucina però era ottima.

Rebecca  Il giorno seguente impieghiamo sette ore; lungo il percorso, specie l’ultima salita prima di raggiungere il rifugio, incontriamo testimonianze della Grande Guerra, trincee che talvolta italiani e austriaci si scambiavano, grotte scavate e comunicanti dove passavano mesi, magari bloccati dalla neve….. Le Dolomiti, a differenza delle Alpi a cui siamo abituati, hanno una conformazione fisica particolare…. “sfasciumi”, come dicono gli accompagnatori, la dolomia infatti è una roccia che si sgretola facilmente, e le Dolomiti sono costituite da percorsi ghiaiosi, è facile scivolarvi, o faticare nella salita. Arriviamo stanchi, ma la vista da sopra è spettacolare. 

Il rifugio Lagazuoi è rialzato su un basamento, affiancato dalla seggiovia. 

Dalla cima si vedono le Tofane, e tutta la vallata.

Pietro abbiamo raggiunto il Rifugio Lagazuoi di 2752 metri s.l.m. da cui abbiamo potuto godere di una vista mozzafiato sulle montagne dolomitiche circostanti; partiti presto dal Fanes dopo quattro chilometri in piano tra i verdi pascoli siamo saliti per 300 metri fino alla “Forcella del Lago” dalla quale un lungo canalone con alte pareti rocciose ci ho portato ad un laghetto dal quale abbiamo imboccato il sentiero per il nostro rifugio. Una volta arrivati, dopo la sistemazione, lezione su comportamento, uso dei materiali sulle vie ferrate e storia della Grande Guerra nella zona da noi attraversata.

Museo di Guerra all'aperto - Rifugio Lagazuoi

Museo di Guerra all'aperto - Rifugio Lagazuoi

Il terzo giorno prevedeva una discesa rapida dal rifugio,passaggio nella galleria del Castelletto (galleria scavata durante la Prima Guerra Mondiale) arrivo a Falzarego e risalita al rifugio Averau.

Rebecca La mattina, svegliatici di buon’ora, dopo un falsopiano e una salita, raggiungiamo la ferrata, che parte all’esterno, imboccandosi poi in una grotta, buia fredda e umida. Le pareti sono basse, e a terra è scivoloso: ci incamminiamo lentamente con le torce accese, uno dietro l’altro. Sbagliando percorso, continuiamo la ferrata all’esterno, accorgendoci solo alla fine che un’altra imboccatura portava all’uscita: nonostante tutto, la vista da sopra è incantevole, e ci ripaga dell’errore.

Pietro alcune inesattezze della cartina e la scarsa segnalazione con dei cartelli ci ha reso difficoltoso il raggiungimento dell’ imbocco della galleria. Dopo varie ricerche e con l’aiuto di alcuni viandanti siamo arrivati all’ ingresso e assicurati con imbrago e kit da ferrata ci siamo addentrati nella galleria all’uscita ci siamo ritrovati su una via ferrata che con qualche difficoltà siamo riusciti a superare e scendere per il pranzo. Al momento della discesa dalla parte opposta ci siamo accorti che il sentiero era franato in alcuni punti e rendeva impossibile la discesa in sicurezza . Quindi siamo risaliti e 

Rebecca Dunque ripercorriamo la grotta inversamente, e usciti ci incamminiamo al rifugio Averau. Percorrendo sul finire il tratto di una seggiovia e passando per il rifugio Scoiattoli, si fa sera.. arriviamo in rifugio, scortati sull’ultimo tratto da una generosa jeep, siamo in cammino da dieci ore.

Pietro Siamo tutti molto stanchi ma la seggiovia per il rifugio Scoiattoli, che ci avrebbe in parte limitato la fatica, era già chiusa quindi tra lamentele di stanchezza di noi ragazzi e le parole di incoraggiamento dei nostri accompagnatori siamo saliti un po’, dopo la metà abbiamo fortunatamente incontrato la cuoca del nostro rifugio che ha caricato sulla sua jeep gli zaini  i ragazzi più stanchi e due accompagnatori. I rimasti hanno comunque raggiunto il rifugio in poco tempo. Dopo aver sistemato i nostri zaini in camera siamo scesi per cena ,cena che è stata degna di un ristorante per la bontà dei suoi piatti. Poi stanchissimi siamo andati a letto.

Rebecca Il quarto giorno saliamo opzionalmente la vetta del Nuvolau,

Pietro dopo colazione un gruppo di ragazzi è salito al vicino monte Nuvolau e alla loro discesa tutto il gruppo si è messo in moto per scendere al Passo Giau e da qui 

Rebecca  poi ci dirigiamo verso l’ultima tappa, il rifugio Città di Fiume. A poco tempo dall’arrivo in rifugio percorriamo un tratto boschivo, dove incontriamo la prima manifestazione di pioggia, che non reca dispiacere, rifocillandoci, mentre camminiamo circondati da pino mugo che espande profumo con l’umidità. Da lì vediamo il Pelmo.

Arrivati in rifugio, con quattro giorni sulle spalle, ci riposiamo e troviamo tempo, come tutte le sere, per scherzare, mentre scriviamo le cartoline e ripercorriamo i giorni trascorsi

Gli accompagnatori  (Fabio, Maria Fiore, Mauro e Joseph)

Gli accompagnatori (Fabio, Maria Fiore, Mauro e Joseph)

Pietro Dopo la doccia, momento di relax  in camera, foto di gruppo e cena . Dopo abbiamo scritto varie cartoline, qualche chiacchiera e poi a nanna.

Rebecca L’indomani, l’ultimo giorno 

Pietro in circa un ora raggiungiamo la Forcella Staulanza da qui in attesa dell’ arrivo del taxi per Belluno siamo saliti al Monte Crot da cui abbiamo goduto una bella vista del Pelmo proprio lì di fronte.

Discesa a Belluno in taxi poi treno per Padova e successivamente per Milano e

Rebecca e per tornare Novara. soddisfatti di aver trascorso cinque giorni particolari e ricchi di esperienze, che ci auguriamo di poter ripetere.

Pietro Per me è stata un esperienza fantastica un po’ oltre la solita gita in montagna e spero che la pensino così anche i miei compagni d’avventura; un ringraziamento ai nostri accompagnatori Giuseppe, Mauro e Maria Fiore; al direttore del Corso Fabio Galli al nostro tesoriere Matteo che si è sempre tenuto aggiornato sulla situazione economica del viaggio e che forse avrebbe voluto essere con noi come tutti gli altri  accompagnatori del Corso che  vigilano e ci insegnano ad andare in montagna ,la nostra passione comune, ogni domenica. 

 

Una menzione speciale di ringraziamento all’ ex direttore del corso Alberto Mazzone e al gruppo degli “anziani “ che da qualche anno non ci accompagnano più alla domenica ma che lo hanno fatto per molti anni con grande simpatia, esperienza e voglia di stare con noi giovani.
Siamo comunque pronti per i prossimi vent’anni e ricordate che se avete dai nove ai diciassette anni e avete voglia di venire in montagna venite col CAI,ci sarà da divertirsi. Buona montagna a tutti e W il CAI

Benvenuti a Muroduro

 

Dal 1997 il Club Alpino Italiano Sezione di Novara possiede una struttura attrezzata per l’arrampicata indoor, che negli anni è stata ampliata negli anni grazie alla collaborazione con il Comune di Trecate, che ha messo a disposizione i locali ove è ubicata, in corso Roma 58/a e all’attività di volontariato del Gruppo Arrampicata Libera, dei suoi collaboratori e degli utenti stessi della palestra.

    

Si compone di una paretina verticale, che permette di eseguire un corretto  riscaldamento e di studiare la gestualità del movimento, ma anche e soprattutto di avvicinare bambini e principianti alla dimensione dell’arrampicata. Accanto ad essa si trova una struttura alta otto metri per chi preferisce esprimersi su un “terreno” più complesso ed una grande struttura boulder, in grado di soddisfare le aspirazioni sia di audaci principianti che di provetti arrampicatori

 

I Prossimi Appuntamenti:

22 settembre 2009

Martedì 22 settembre avrà inizio il corso di Arrampicata Libera del CAI di Novara, alle ore 21.00, presso la sede, con un gruppo numerosissimo di allievi e un’altissima percentuale femminile.
Dispiace non aver potuto accogliere, per problemi numerici, tutte le richieste pervenuteci

15 ottobre 2009

La sala di arrampicata Muroduro- Cai di Novara, sita nella  palestra comunale di Trecate , corso Roma 58/a, riaprirà giovedì 15 ottobre, dopo l’annuale manutenzione.

Per maggiori informazioni: www.muroduro.it

Riccardo Cassin, “uomo rupe”

Con una malia di gioco intrigante, talvolta le coincidenze della vita regalano ai miti, alle leggende umane, il mistero del loro verificarsi.

Cassin durante una scalata

E così è accaduto a Riccardo Cassin, uno fra i più grandi alpinisti di sempre,  l’uomo che ha scalato fino a 85 anni, di chiudere gli occhi e partire  per la Grande Ascesa nello stesso giorno, il 6 agosto, che si celebra la sua impresa: più importante, pietra miliare dell’alpinismo, la conquista, dello sperone Walker – parete Nord delle Grandes Jorasses (massiccio del Monte Bianco) avvenuta  esattamente settantun anni prima, il 6 agosto 1938.

Con lui, che era solito dire :“La montagna non è fatta per uomini soli. Io amo la compagnia per carattere e gusto; quindi in parete amo la cordata”, c’erano i compagni Gino Esposito e Ugo Tizzoni.

Riccardo Cassin, che lo scrittore Fosco Maraini, suo amico e compagno di spedizione al Gasherbrum IV nel 1958,  in un suo racconto immaginò nascesse  da una roccia  e lo chiamò  “uomo rupe,”  si è spento serenamente a Piani Resinelli (Lecco), ai piedi delle sue adorate Grigne, le “amanti “che lo  formarono all’alpinismo negli anni attorno al 1930.

 

Le adorate Grigne

Per gli appassionati di montagna di tutto il mondo, Riccardo Cassin evoca l’alpinismo pionieristico, quello che indossava scarponi di cuoio, calzettoni di lana, con un grande sorriso sotto il cappellaccio e la corda a tracolla.

Domenica 7 agosto 1938, di ritorno dallo sperone Walker - parete Nord, dopo 82 ore di parete

Cassin è stato la guida dell’alpinismo moderno, uno degli scalatori più importanti di tutti i tempi e le sue 2500 vette scalate lo hanno consegnato alla storia dell’esplorazione delle cime  più alte del pianeta.

 La sua notorietà non ha confini.

Riccardo Cassin, l’operario delle vette,  ci ha lasciati nell’anno che ha tagliato il traguardo dei cento anni compiuti il 2 gennaio e  festeggiati anche con l’uscita del libro a cura di Alessandro Gogna, Laura Melesi e Daniele Redaelli  “Riccardo Cassin: Cento volti di un grande alpinista” edito da Bellavite. Duecentoquaranta  sono le pagine che raccontano storie di scalate,  raccolgono foto inedite e riportano le testimonianze  di personaggi che lo hanno conosciuto.

Anche la città di Lecco  partecipò al compleanno con una serie di iniziative in suo omaggio. 

Riccardo Cassin

L’Assemblea dei delegati del Cai, (Club Alpino Italiano) tenutasi quest’anno proprio a Lecco nel mese di maggio, venne aperta con un film sulla sua vita e le sue imprese. 

Sabato 8 agosto, nella chiesa di S. Andrea di Maggianico, il saluto si è celebrato nel rispetto del suo stile alpino, con una cerimonia semplice conclusasi con il classico canto “ Il Signore delle Cime”.

Sulla bara chiara, insieme con un cuscino di stelle alpine, è stato posato il maglione rosso di “Ragno della Grignetta”. 

Molta la partecipazione e tante sono state le espressioni di cordoglio. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricordato il < Protagonista di imprese che hanno segnato la storia dell’alpinismo> , mentre il Presidente Annibale Salsa del Cai, (Cassin era socio onorario del Cai e dei club alpini di Francia, Gran Bretagna, Spagna, Stati Uniti e Svizzera.) ha sottolineato che  <il suo messaggio era di umanità prima ancora che di eccellenza tecnica>.

Ne ha ricevuto testimonianza Mario Sacchi, socio del Cai di Novara, iscritto alla Sezione dal 1954, che inviò al suo mito della montagna gli auguri per il centesimo compleanno. Riccardo Cassini gli rispose con un biglietto firmato da lui che il Sig. Sacchi ci ha dato il permesso di pubblicare.

a cura di Tiziana Delsale

Sulla via del Re del Sempione

La storia del Passo del Sempione

Il passo del Sempione collega Briga nel Canton Vallese a Domodossola. Già i Romani utilizzavano il valico come collegamento nord-sud e anche il piccolo borgo montano di Simplon Dorf (1.476 mt) conserva tracce di quest’epoca. Altra testimonianza è data dalla “Lapide di Vogogna“, che riporta lavori di sistemazione avvenuti nel 196 DC. Nel 1321 furono redatti i primi statuti che disciplinavano il transito delle merci.
Kaspar Jodok von Stockalper di Briga, mercante del XVII secolo, ampliò la mulattiera medioevale a beneficio dei suoi traffici commerciali che gli fruttarono la leggendaria ricchezza. Sul culmine del passo costruì lo Spittel (ospizio), che offriva vitto e alloggio ai pellegrini di passaggio. Fra il 1801 e il 1805, Napoleone I ampliò ulteriormente la strada di valico in modo tale che anche l’artiglieria potesse transitarvi. Questo consentì inoltre di organizzare un servizio di diligenze postali. Nel 1801 iniziarono i lavori di costruzione del nuovo ospizio. La struttura, tuttavia, fu completata solo nel 1835 dai canonici del Gran San Bernardo, che lo gestiscono ancora oggi (l’ospizio può ospitare fino a 130 persone).

Il famoso Sentiero Stockalper

La via Stockalper, che porta da Briga a Gondo attraverso il Passo del Sempione,  è intitolata Kaspar Jodock von Stockalper, passato alla storia con il soprannome di Re del Sempione, ovvero il prestigioso ed affascinante personaggio che visse nel 1600  (1609- 1691). 
Il barone Stockalper, ricco notaio e proprietario di alpeggi, pascoli e miniere, nonché  intelligente e abile commerciante, per facilitare il commercio del sale con il trasporto a bordo di animali da soma dal Mediterraneo alla Svizzera e incentivare i suoi traffici di trasporto merci sul Passo del Sempione, sistemò la vecchia mulattiera  di origine medievale, rendendola più sicura ed attrezzandola con ponti e rifugi per permettere il passaggio delle carovane anche d’inverno.
La Via Stockalper, è stata finora toccata solo marginalmente dalle nuove vie di comunicazione e negli anni ’90 è stata riattivata come percorso escursionistico culturale.

Il percorso comprende tre percorsi:

da Briga a Simplonpass

da Simplonpass a Simplon Dorf

da Simplon  Dorf a Gondo

Dopo la pausa del mese di agosto, il Cai di Novara ha ripreso l’attività  andando a percorrere questa via  da Gondo (855 mt)  a Simplon Pass (2.010 mt) con un’escursione classificata EE (escursionisti esperti) non tanto per le difficoltà tecniche, quanto per la lunghezza del suo percorso, che ben  distribuisce i 1200 mt di dislivello con una salita sempre dolce, senza strappi, di sei ore circa con il tempo di guardarsi attorno.

Il tratto da Gondo a Simplon Dorf, (dislivello  mt 683) è una via dove storia e natura s’incontrano. Si attraversa  la selvaggia gola Gondoschlucht si  seguono tre generazioni di sentieri con edifici risalenti a quattro diverse epoche, con ponti e passerelle sul  torrente Diveria, fra una natura eccezionale. Museo sulla storia del Sempione presso la Alte Kaserne 

Nel tratto da Simplon Dorf a Simplonpass (dislivello mt 538) il paesaggio cambia completamente. Usciti dalle strette gole di Gondo il panorama si allarga fino alla visione  dei ghiacciai

Dal Passo del Sempione si possono distinguere le vette delle Alpi bernesi  e  ammirare tutta l’imponenza del Fletschhorn. A concludere l’escursione, uno sguardo all’aquila in granito, alta 8 metri  che commemora “la guardia del Sempione”, della seconda guerra mondiale.

 

immagini di Laura Lenzi

Il Monte Meabè

 

Domenica 6 settembre 2009  il Gruppo Escursioni Bruno Vittori del CAI – Sezione di Novara propone la salita la Monte Meabè, un’ascesa adatta a tutti gli appassionati di montagna. Il Monte Meabè si trova tra la Valtournanche e la Valle di San Barthélemy, nella stessa catena della catena Cima Longhede- Becca D’Aver.

L’escursione  parte da Pian Proriod (Torgnon) a 1.746 mt di altezza. Seguendo la strada interpoderale che sale a Chantornè 1.881 mt, si  raggiunge una pista  trattorabile che si segue fino ad un grande alpeggio  posto al centro della  conca. Si prosegue  lungo un bel sentiero che si inoltra nel bosco.

Usciti dal bosco su di  un ampio terrazzo  erboso, si imbocca un comodo sentiero: si sale lungo un tratto piuttosto ripido. Si passa fra affioramenti rocciosi e si prosegue su di un terreno aperto fino ad un ripiano erboso sotto l’anticima per riprendere il sentiero che porta  in cresta e all’anticima del Monte Meabè  fino a raggiungere la croce posta  a quota 2556 mt.

Da qui la veduta è magnifica, l’intero Gruppo del Monte Rosa, il Cervino, tutte le cime della Valtournanche e della Valle di  St. Barthélemy 

Partenza:  Pian Proriond a 1746 metri di altitudine.

 Dati dell’escursione: dislivello 871 mt., difficoltà E (fare riferimento per i dettagli alla scala delle difficoltà), tempo di salita  2 h.30

 Partenza da Novara: Piazzale del Valentino ore 7.00

Le iscrizioni si ricevono in sede Novara Vicolo S. Spirito 4 nei giorni di martedì e giovedì pomeriggio  dalle 17.30 alle 18.30 e giovedì dopo le 21.00

Tel 0321 625775

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