Gran finale per il progetto di aggregazione giovanile “Piazzati ma non spiaggiati”

NOVARA, È in programma nel pomeriggio di sabato 29 aprile, a partire dalle 15,30, nella piazzetta di via Monte San Gabriele 50, a Novara, l’evento conclusivo del progetto “Piazzàti ma non Spiaggiàti”, vincitore del bando “AggregAzione Giovanile” 2016 della Provincia di Novara e finalizzato a promuovere iniziative di partecipazione attiva dei giovani del Quartiere Sud (Rizzottaglia, Villaggio Dalmazia e Torrion Quartara) valorizzandone la creatività e il coinvolgimento sul territorio.
Durante il pomeriggio verranno presentati i risultati delle attività che, a partire dalla tarda primavera del 2016, hanno coinvolto decine di ragazzi e ragazze in vari laboratori artistico-espressivi quali le opere di “street art” coordinate dal giovane artista novarese Graziano Cascone, le musiche dialettali-novaresi mixate con ritmi dei Paesi africani, con il trio dei Barlafus e i giovani del Centro di accoglienza straordinaria di viale Giulio Cesare, accompagnate per l’occasione dall’animazione e giocoleria del Pianeta dei Clown, dal gruppo dei giovani Scout e dai tornei sportivi animati dai volontari del comitato novarese del Centro Sportivo Italiano, che allestiranno, tra l’altro, un campo gonfiabile per sperimentare il gioco delle “Bubble Soccer”.
Il progetto, che è riuscito ad aggregare tutte le principali realtà associative della zona (Parrocchie San Francesco, Sacra Famiglia e Torrion Quartara, Centro Solidarietà S. Francesco alla Rizzottaglia, Gruppo Scout Novara 13, Comunità educativa per minori “Samuel” – Opera don Guanella, AGORÀ Donatello Onlus, CSI – Comitato Provinciale di Novara, Istituto Comprensivo Statale “Bottacchi” e Associazione “Noi del IV Circolo”, AISM) aveva preso il via in seguito a un episodio di violenza che, proprio nella piazzetta luogo dell’evento, il 20 marzo 2016 aveva visto protagonisti sette giovani Scout di Corbetta, nel Milanese, che si stavano recando a piedi in stazione dopo una giornata trascorsa al seminario di Novara: i ragazzi, tra cui alcuni minorenni, erano stati aggrediti da un gruppetto di giovani del quartiere, che li avevano malmenati e insultati. Il fatto, la cui risonanza di cronaca era stata notevole, anche a livello nazionale, aveva enfatizzato la difficoltà di vivere in modo consapevole e responsabile gli spazi pubblici da parte dei giovani che li occupano, e spinto le realtà educative e aggregative del territorio ad avviare iniziative per rigenerare un sentimento di fiducia sulle possibilità di promuovere nuove forme di integrazione sociale. Proprio per valorizzare il senso del progetto e la sua origine, il 29 aprile verrà dedicato uno spazio alla testimonianza e al saluto preparato dai ragazzi Scout di Corbetta, che verrà comunicato tramite il Gruppo Scout di Novara.
«Tutte le iniziative – spiegano Chiara Ferrari e Francesca Carmine, che hanno coordinato il progetto – sono state attivate secondo le logiche della progettazione partecipata, partendo da un’analisi del modo di vivere i luoghi di aggregazione informale presenti nel quartiere: l’emersione e la socializzazione delle competenze dei giovani coinvolti, in tutto una cinquantina, di età compresa tra i 15 e i 25 anni, li ha resi sempre meno “spiaggiàti”, cioè in oziosa attesa che qualcosa accada, e sempre più “piazzàti”, cioè abitanti consapevoli e responsabili delle piazze e dei parchetti della loro zona».
Una ricerca-azione realizzata sul territorio a partire dal maggio 2015 all’interno del progetto “Exponiamoci”, realizzato dalla Parrocchia di San Francesco in collaborazione con la Caritas diocesana, aveva, tra l’altro, fatto emergere, attraverso interviste e “focus group” con testimoni-chiave e abitanti dei quartieri coinvolti, la carenza di luoghi di aggregazione giovanile in cui potersi incontrare e sentirsi parte della comunità locale; un dato a cui ha negli anni fatto da contraltare la nascita di piccole “bande” di giovani che informalmente si autoorganizzano, spesso mettendo in atto pratiche che hanno portato al danneggiamento delle strutture della zona e a episodi di rivalità tra pari. «Dopo avere coinvolto sempre più giovani del territorio attraverso la realizzazione di diversi eventi – proseguono Ferrari e Carmine – abbiamo cercato di potenziare il patrimonio di conoscenze, competenze e abilità che erano stati in grado di esprimere. L’evento del 29 aprile servirà a “restituire” alla cittadinanza quanto realizzato durante questo anno, e grazie all’intervento dei gruppi Scout presenti in tutta la provincia sarà possibile estendere i risultati raggiunti su una più ampia porzione di territorio novarese, promuovendo modelli positivi di comportamento che valorizzano le risorse dell’area, l’incremento del protagonismo sociale dei giovani e il potenziamento della collaborazione e comunicazione tra gruppi, associazioni e altre realtà socio-educative». «Vogliamo sottolineare – concludono le coordinatrici – il ruolo fondamentale della Parrocchia di San Francesco, che ci ha reso disponibili spazi e occasioni per la pianificazione e l’organizzazione, consentendoci di “metterci in gioco” nel quartiere lavorando con i giovani per gli altri giovani e vivendo il territorio in modo differente da quanto avevamo fatto prima. È stata un’esperienza molto positiva, che in cui l’incontro tra ragazzi di diverse culture, interessi e bisogni ha generato nuove possibilità di “narrazione”, che abbiamo cercato di testimoniare anche realizzando dei video che stiamo caricando sulla pagina Facebook del progetto. Solo per fare un esempio: i Barlafus hanno elaborato nuove ritmiche grazie al confronto con quelle che venivano suonate dai ragazzi africani. Il progetto è concluso, ma le relazioni instaurate potranno, in futuro, dare vita a nuove esperienze».
Mo.c.

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