Varese-Novara 1-1:
Uno a uno non fa male a nessuno
Botta e risposta nella ripresa dopo un primo tempo intenso fisicamente ma povero di emozioni sottoporta: all’acuto di Carrozza in avvio di ripresa risponde Gonzalez… in contropiede!!!
L’OPINIONE DI JEAN PAUL BONOMI
(partita Varese-Novara 1-1 del 28/02/2010)
Pioggia, fango ed assalto alla capolista di outsiders dal ruolino di marcia casalingo non proprio da buttare via (11 vinte su 12), senza remore nel mettere la gamba quando serve ed una più che discreta dote di stamina nei polmoni. Aggiungeteci un arbitro intenzionato a lasciar correre anzichenò, due portieri pressoché inoperosi per novanta minuti, tanti contrasti, pochi preziosismi tecnici ed avrete l’intensa ma non indimenticabile Varese-Novara.
Chi vi scrive si aspettava un Varese carico a mille, deciso a giocarsi tutto con un avvio in quinta, un ritmo indiavolato e tanta foga agonistica. Nel mio –ammetto pittoresco- immaginario calcistico, vedevo un Sannino “Herrero-Mourinhesco” pompare i suoi già da martedì mattina per convincerli che il Novara non solo si poteva, ma si doveva battere.
In realtà, per quanto agonisticamente determinati e compatti in campo, i biancorossi mi fanno capir subito d’essermi sbagliato: non iniziano dettando ritmi infernali ed il centrocampo a due azzurro visto in grande difficoltà sette giorni orsono contro la Pro Patria appare solido in copertura ed efficace in fase di costruzione, ove Juliano gode di libertà d’azione e tempi di ragionamento adeguati.
Ebagua è l’argento vivo dei padroni di casa ed ingaggia duelli rusticani con Lisuzzo o Centurioni. E’ però il solo a provar a far paura al Novara: inesistente Neto Pereira, lampeggiante ad intermittenza con un paio di mediocri cross Zecchin e poco incisivo Tripoli dalle parti di Tombesi, i centrocampisti biancorossi non si inseriscono e tiri da fuori nemmeno a parlarne. Morale, la rivelazione del campionato pedala un sacco e trascorre buona parte della prima frazione accampata sulla trequarti azzurra ma senza che Fontana venga mai impegnato seriamente.
In avvio di ripresa Sannino prova Carrozza per Tripoli ed il cambio paga dividendi immediati: l’ex Pisa si infila in slalom fra Centurioni e Tombesi, arriva dalle parti di Fontana e lo spiazza con un sinistro sporco.
E’ il momento più difficile per il Novara, o meglio dovrebbe esserlo perché gli dei benevoli verso la causa azzurra assumono la forma della dissennatezza varesina sospinta ai limiti dell’autolesionismo.
In casa contro la capolista in ambasce sul terreno pesante, avanti nello score e con mezz’ora da giocare, cosa più autodistruttivo del gettarsi tutti avanti per lasciar al trio Rubino - Bertani – Gonzalez un bel contropiede 3 contro 2 ?
Tap in di Speedy a porta vuota e Sannino furente in panchina prima, in sala stampa poi.
Si rimette palla al centro per la seconda volta in pochi minuti ed il match pare aprirsi: le squadre tendono ad allungarsi, ad osare qualcosa ma il leitmotiv della grande intensità fisica unita alla discreta assenza di gesti tecnici non cambia, il risultato nemmeno.
Triplice fischio quasi fisiologico, secondo 1-1 consecutivo in rimonta per i ragazzi di Tesser e nozze d’argento (25 domeniche) con l’imbattibilità.
Tempus fugit, il Novara anche. Fuga a piccoli passi, ma con la sacra benedizione del dio Kronos: siam a marzo ed il countdown verso la fine delle ostilità dice meno nove.
In settimana, per chi se lo fosse perso, il verbo d’un mister sulla cresta dell’onda recitava “A questo punto della stagione è quasi normale iniziar a pensare di gestire il vantaggio”. Mourinho o Tesser?
IL PODIO DI VARESE-NOVARA
ORO:
GONZALEZ
Ogni volta che entra a fare parte della partita, qualcosa di positivo per il Novara accade: un gol, un assist, una scossa davanti. Fate voi. Prima o poi da Gerry Scotti qualche concorrente si sentirà chiedere “ma cosa succederebbe con Speedy in campo dall’inizio?”
ARGENTO:
CARROZZA
Cambia la fascia destra del Varese, subentrando al volonteroso ma inefficace Tripoli per garantire una rapida iniezione d’imprevedibilità che frutta il gol del vantaggio.
BRONZO:
EBAGUA
Con Neto Pereira inesistente e Zecchin tiepido ricordo del motorino offensivo che tanto spesso ci castigò, le gambe ed i muscoli dell’attacco varesino sono d’ebano. Ovvero le sue.
Fisicamente inesauribile, si permette persino di fare a sportellate con Lisuzzo. Alla pari.
CUCCHIAIO DI LEGNO:
NETO PEREIRA
Staticissimo, quasi ligneo centravanti brasiliano del Varese. Nelle rare occasioni in cui riesce a fare parte della manovra tratta il pallone in modo da consigliare alle autorità di Brasilia indagini sull’autenticità del passaporto: con quei piedi, non può essere dei loro.
Jean-Paul Bonomi
