Novara-Pergocrema 2-0:
Novara, poco gioco ma tre punti

Un Novara appena sopra la sufficienza torna alla vittoria senza brillare, capitalizzando con Bertani l’unica palla gol del primo tempo e chiudendo il discorso solo nel finale con una perla di Rigoni.

L’OPINIONE DI JEAN PAUL BONOMI
(partita Novara-Pergocrema 2-0 del 31/01/2010)

Un bicchiere di semplice ma deciso vino rosso, per fare sangue. Lo champagne da rimandarsi, invece, a tempi migliori. E’ la sintesi enologico-calcistica di una fredda domenica di calcio non certo esaltante, da vecchia C1 per intenderci: poche occasioni da rete, povertà tecnica quasi assoluta (la gemma del 2-0 di Rigoni nel recupero un raggio di sole squarciante il nero cielo dopo un lungo temporale), squilibrio di valori minimo e risultato determinato dalle occasioni o dalla voglia di crederci.
Anno magico: al Novara di questa stagione riesce anche di calarsi nella vecchia realtà del gioco frammentato, dei lunghi lanci inconcludenti, dell’addormentarsi su un vantaggio trovato in apertura di partita soffrendo sino ai minuti di recupero impantegato in una sorta di pericoloso non-gioco, peraltro paradossalmente proposto dalla squadra ospite in svantaggio.
Parole, parole, parole. Eppure i conti tornano lo stesso e con essi i tre punti, benedetti e necessari per tenere a distanza di sicurezza una Cremonese che farebbe bene –a questo punto - a chiedere asilo politico nel girone B, ove i suoi 45 punti la vedrebbero regina anziché valletta.
Parlare di crisi per il Novara era sicuramente esagerato e catastrofico.
Innegabile però che la banda di Tesser non viva sicuramente in questo periodo lo zenit della forma stagionale.
Caduto perciò come manna dal cielo al Piola il derelitto Pergocrema, contro il quale riuscire a non vincere era missione se non impossibile sicuramente impegnativa: inferiori, i lombardi, non solo alle attese (modeste!), ma soprattutto ad un livello minimamente accettabile per riuscire ad imporre al Novara il terzo stop consecutivo.
Monza e Como - per capirci - hanno dettato altri ritmi ed altra intensità (anche fisica) a due Novara forse persino meno sbiaditi di quello odierno, ricavandone due punti.
Minimo il Pergocrema, minima la reazione al gol rompighiaccio di Bertani: inesistenti negli ultimi sedici metri, gli ospiti si rivolgevano sempre e solo all’isolato e fisicamente non irresisitibile Le Noci, le cui iniziative si rivelavano più simili a rarefatte idee di marachella che non a vere scorrerie offensive.
Solletico, leggero solletico sulla dura scorza della retroguardia meno battuta del girone a fronte dei cazzotti novaresi dall’altra parte: sporadici ma efficaci. Due robusti colpi da KO equamente distribuiti per tempo per mettere al tappeto il Pergocrema e tornare al triplo balzo in classifica.
Sciolti i dubbi numerici (50 punti, record nella categoria per il Novara Calcio), restano le domande da Bar Sport. Bastavano due pareggi per definire in flessione il Novara? E, se sì, la convalescenza agonistica è davvero terminata? Appuntamento ad Alessandria fra 8 giorni sotto la luce di riflettori e telecamere Rai per saperne di più.

IL PODIO DI NOVARA-PERGOCREMA

ORO
Rigoni
Materia grigia, movimento, un gol da incorniciare e persino un recupero da terzinaccio a pochi minuti dalla fine. Sbriciola non solo il vecchio adagio ippico che sconsiglia sempre di puntare sul cavallo rientrante ma anche la fragilità difensiva del Pergocrema.

ARGENTO
Bertani
Insidia il trono di “Re Mida” a Motta con il secondo tocco d’opportunismo consecutivo in area e mette in discesa la partita. Parrebbe il “la” ad una cavalcata trionfale, invece da lì in poi fatica un po’ a creare gioco (come tutti i suoi compagni).

BRONZO
Ludi
Il Pergo non può certo vantare un attacco dirompente,ma nelle chiusure Charlie è preciso come gli orologiai cinesi pataccatori di Rolex. Ferrari non la vede davvero mai e quando Le Noci decide di inventare qualcosa, bada bene di provare a farlo lontano dall’area Novarese. Blindata.

CUCCHIAIO DI LEGNO
Il Pergocrema
Trenta punti di differenza col Novara? Uh! La maggior parte del gioco sembrano farla i ragazzi di Rastelli! O meglio, del non-gioco, nel senso del passicchiare palla ed arrivare fino alla trequarti oltre la quale buio pesto. Gli unici pericoli per Ujkani? Due siluri dalla distanza, ma di provar a fare male al Novara dentro l’area non se ne parla.
Rimpianti dalle parti di Crema: se prenderne due da un Novara a pieni giri ci sta tutto, oggi facendo qualcosina in più un pari si poteva portarlo a casa.

HANNO DETTO…

Tesser: “Prova di grande motivazione, di cuore. C’era la pressione di dovere fare tre punti. Il primo tempo, abbiamo fatto girare poco la palla, ma il secondo è stato migliore. Abbiamo vinto meritatamente”

Tesser-2: “Lo spirito e la voglia di fare li vedo tutta la settimana, non solo la domenica”

Bertani: “Prima della partita nello spogliatoio c’era una tensione positiva ma diversa: volevamo riprenderci i due punti lasciati a Monza”

Rigoni: “La caviglia ha smesso di darmi fastidio. Dopo venti giorni, sto bene fisicamente”

Rigoni-2: “Nel primo tempo avevamo difficoltà a fare girare palla, ma in questa categoria ci sta. Nel secondo tempo, ogni volta che ricevevo palla, avevo invece diverse soluzioni”

Sensibile: “I record fanno piacere e facilitano la ripresa del lavoro settimanale. Oggi siamo stati una squadra vera in una partita non facile. I valori sono emersi perché abbiamo voluto farli emergere”

Sensibile-2: “Il mercato con le ultime uscite può dirsi chiuso. Riteniamo di avere un numero equo di giocatori utili e tutti i ruoli coperti”

Sensibile-3 (sugli infortunati): “Shala dovrebbe averne per una settimana, Morandi si riaggregherà al gruppo fra due settimane mentre per Kurbegovic se ne riparla a fine febbraio”

Rastelli (all.Pergocrema): “Siamo partiti timorosi. Siamo già in una posizione di classifica difficile, se poi ci si mette la paura… Il Novara è stata più squadra di noi ma se giochiamo così con quelle del nostro livello abbiamo speranze. L’obbiettivo di salvarci è nelle nostre possibilità. Sono arrivati 5-6 giocatori in settimana, il presidente ha fatto uno sforzo: il nostro campionato inizia domenica”

Jean-Paul Bonomi

Monza-Novara 1-1:
Un passo falso in campo, uno avanti in classifica

Il Novara sopperisce alla mancanza di quattro titolari ma patisce l’assenza dell’elemento necessario ad avere ragione di un Monza altrettanto rimaneggiato, distante in classifica ma tosto e coriaceo: il cinismo. Le buone notizie arrivano però dagli altri campi: pareggia la Cremonese, perde l’Arezzo e non si paga dazio.

L’OPINIONE DI JEAN PAUL BONOMI
(partita Monza-Novara 1-1 del 24/01/2010)

Incamerare i tre punti domenica dopo domenica, con ossessiva regolarità.
La vita da fenomeni non è facile per nessuno ed ancor meno per chi nel ruolo si è calato da pochi mesi appena: il Novara lo scopre alla terza partita consecutiva senza vittorie. Abituati a dimenarci nel fango della classifica per anni, sembra una lamentela pretestuosa, da ricco viziato ma quest’anno non era mai successo.
Se nessuno chiedeva a Tombesi & Co. di vincere col Milan, i due pareggi con Como e Monza lasciano invece la sensazione d’un brusco rallentamento nella corsa di testa alla Coppi condotta sino ad un paio di settimane fa. Prima di San Siro, appunto, sibilerebbero i maligni.
Errando, perché quantità e qualità del gioco del Novara appaiono identiche a quando le partite si vincevano col morso del cobra, in un velenoso amen o grazie a situazioni sempre favorevoli. E’ cambiato il vento delle situazioni, sono cambiati gli avversari: a Monza non si è affrontato il Real Madrid ma pur sempre una compagine determinata a gettare il cuore oltre l’ostacolo, a metterla sul fisico e sulla corsa, a far pagare a carissimo prezzo i tre punti alla capolista. Sorretti dalla buona sorte che sotto forma di rimpallo ha permesso loro di pareggiare subito il gol di Bertani e deviare verso le sabbie mobili dell’incertezza un match che in caso di prolungato vantaggio il Novara avrebbe forse agevolmente controllato, i biancorossi confermano l’antico adagio che vuole sempre difficile essere corsari sul campo delle pericolanti nel girone di ritorno.
Pochi fronzoli se devi salvarti ed il countdown verso maggio ha preso parabola discendente: Cevoli ne fa da subito una sorta di vangelo della partita, mette in difficoltà il Novara sulla destra con le scorrerie di Samb e Oualembo, incarica Zebi di ringhiare a centrocampo ed affronta la capolista senza timori reverenziali. Il Novara non è solo inutile fioretto, lotta e mette la gamba quando necessario, è ordinato dietro e staziona per quasi tutto il secondo tempo nella metà campo avversaria ma non riesce mai a concretizzare la supremazia nel possesso palla ed a rendere fertile il predominio territoriale.
Finirà con un Monza decimato e carico di esordienti, stremato, arroccato dietro, eroicamente aggrappato ad un punticino d’oro ed un Novara votato all’assedio della porta biancorossa ma neanche poi tanto, se è vero che Westerveld non risulta mai severamente impegnato e che anche il solito agente speciale delle situazioni intricate (”Speedy” Gonzalez) appare inefficace.
In attesa della terza lombarda pericolante (domenica al Piola arriva il Pergocrema) e di un ritorno di fiamma coi tre punti, conforto dal Televideo nel dopopartita: bloccate Cremonese ed Arezzo, classifica sostanzialmente invariata ed una giornata in meno.
Di questi tempi (e ripensando a quelli passati), non c’è da lamentarsi.

IL PODIO DI MONZA-NOVARA

ORO
Samb
Autentico factotum offensivo dei brianzoli: con Russo statico, impalpabile e Iacopino regista arretrato, l’attacco del Monza che punta la porta con decisione è praticamente solo lui. Mette in apprensione il reparto arretrato Novarese nel primo tempo, cala nella ripresa ed esce stremato dopo avere corso tantissimo e trasformato un rimpallo benevolo nel gol che riporta provvidenzialmente in partita il Monza appena colpito.

ARGENTO
Juliano
Il direttore d’orchestra –come lo ha descritto Tesser nel dopopartita- è tornato ad impugnare la bacchetta. La sinfonia non è ancora celestiale come ad inizio campionato, ma i lanci ed il pacemaking del centrocampo visti al Brianteo riconsegnano al Novara una pedina importantissima per il finale di stagione.

BRONZO
Prato
Diciottenne buttato nella mischia da Cevoli ad inizio secondo tempo, rianima un centrocampo biancorosso alle corde con corsa, tackle e lucidità da veterano. Ricordate quando i battaglianti per la salvezza eravamo noi e per puntellare il pareggino contro la capolista lanciavamo allo sbaraglio nella ripresa giovani mastini sconosciuti?

CUCCHIAIO DI LEGNO
Cedric Seedorf
Vaga fra centrocampo e difesa senza arte né parte, sbaglia un paio di appoggi, difende in modo sommario e –per nostra buona sorte- dimostra di non avere ereditato la castagna secca da Clarence ciccando una sorta di rigore in movimento su grande assist di Samb. Cevoli lo sopporta chissà come per un’oretta, poi spedisce in campo un ragazzino al suo posto.

HANNO DETTO…

Tesser: “Abbiamo creato tanto in avanti malgrado loro difendessero a 5, ma concretizzato poco. Non siamo stati capaci di chiudere il match”

Tesser-2: “Abbiamo sviluppato gioco e occasioni,ma non siamo riusciti ad essere cinici come in altre partite”

Tesser-3: “Il rientro di Juliano è stato molto buono fino a quando ha retto fisicamente. Il brasiliano ha diretto l’orchestra per la prima parte del campionato, ottimo riaverlo”

Tesser-4: “Ventola è uscito per una brutta botta ad un polpaccio con versamento. Per ora fatica ancora a appoggiare il piede. Vediamo domani”

Bigeschi: “Era tanto che non giocavo, sono contento per la fiducia del mister avuta nel finale di gara”

Bertani: “Vediamo il bicchiere mezzo pieno, oggi abbiamo guadagnato un punto sull’Arezzo e mantenuto le distanze sulla Cremonese”

Juliano: “Sono stato molto contento di rientrare dopo tanto tempo e posso dirmi soddisfatto della mia prestazione”

Cevoli (all.Monza): “Oggi i miei ragazzi hanno dimostrato grande voglia e determinazione contro una grande squadra, forse la migliore di quelle incontrate in stagione. Un punto importante”

Cevoli-2: “La mossa di tenere Oualembo alto a sinistra nel primo tempo? Sapevo che potevamo metterli in difficoltà, con solo tre centrocampisti è più difficile scalare. Nel secondo tempo invece siamo calati fisicamente”

Jean-Paul Bonomi

Novara-Como 1-1:
Novara, un tempo regalato

La compagine di Tesser lascia al Como la prima frazione: lenti, prevedibili e messi in crisi dalla verve agonistica dei lariani, gli azzurri vanno al riposo sotto di un gol. Bertani e Gonzalez suonano la sveglia nella ripresa ma la rimonta non va oltre il pari. Finale caldo, con due esplusioni ed il Novara che finisce in 9

L’OPINIONE DI JEAN PAUL BONOMI
(partita Novara-Como 1-1 del 17/01/2010)

Il giorno dopo la festa è sempre il più duro. Rituffarsi nella realtà di tutti i giorni, dimenticare San Siro e le sue luci: il Novara ci prova davanti ai suoi tifosi, quelli “veri“.
I dieci, dodicimila del Meazza sembrano evaporati, ma l’effetto rimane ed i 3882  di oggi valgono la massa di mercoledì.
Il pomeriggio di gloria milanese da lasciarsi subito alle spalle, le immagini di San Siro gremito di tifosi azzurri in estasi che hanno girato il mondo come le foto della festa di laurea da accantonare fresche di stampa per evitare di perdersi nel ricordo anziché buttarsi quanto prima nel mondo del lavoro.
Il giorno dopo la festa, scendere dal letto col piede giusto non sempre è facile. Al Novara dà brusca sveglia un Como ultraorganizzato e decisamente fisico con grande e vigoroso pressing, raddoppi sistematici sul portatore di palla e quintali di pressione sul destinatario della stessa. Nessun passaggio facile per il Novara grandi firme sembra essere il mottto della Brevi-gang (Oscar in panchina, Ezio playmaker in campo) scesa al Piola meno ricca e famosa dei patinati rossoneri di metà settimana ma infinitamente più motivata.
Il blackout d’intensità novarese dura un’oretta scarsa, nella quale il Como ha il merito di giocare a viso aperto e di portarsi in vantaggio ma anche la colpa di non infierire su un Novara statico, lento, privo di idee: all’uscita dagli spogliatoi si presenta così un undici azzurro ancora vivo e con un piglio diverso. Tesser muove un paio di pedine e cambia la partita, il Como maratoneta del primo tempo rimane presto a corto di fiato ed abbassa i ritmi.
L’ingresso di Bertani procura il pareggio, quello di Gonzales maggiori spazi anche per un Ventola gasato dalla prima rete in azzurro e le occasioni per sfiorare il vantaggio sembrano profilarsi all’orizzonte. Il gol del 2-1 sembrerebbe nel DNA di questo Novara capace in stagione di vincere tante partite così, ma rimane solo un fuoco fatuo inseguito con tanta rabbia agonistica ma poca lucidità e fortuna.
Il finale nervoso e le espulsioni di Gheller e Porcari consegnano agli ospiti prezioso ossigeno e la doppia superiorita numerica, incuranti della quale i comaschi melinano a centrocampo i minuti di recupero. In undici contro nove tutti indietro ed in attesa del fischio finale, con la stanchezza come unica attenuante nel consegnare ai titoli di coda un incredibile mancanza di coraggio contro un Novara ridotto ai minimi termini. Il Como spavaldo del primo tempo? Un ricordo lontano, persino più di San Siro.

IL PODIO DI NOVARA-COMO

ORO
Ezio Brevi
Capitano ed anima del Como. A pochi giorni dagli anta, disputa un primo tempo da migliore in campo condito da rete, sostanza ed ubiquità, a centrocampo e non. Nella ripresa cala fisicamente come tutti i suoi compagni, ma sopperisce con esperienza e carisma.

ARGENTO
Ventola
Primo gol con la maglia  del Novara, una gran mezza rovesciata nel primo tempo e costante minaccia per la difesa lariana nella ripresa, quando la presenza di Bertani gli regala più spazi.

BRONZO
Bertani
Inspiegabilmente dimenticato in panchina per un’ora, cambia la partita aprendo il fronte offensivo con cambi di marcia, velocità, inserimenti. Ad uno così rinunci solo quando vi sei costretto.

HANNO DETTO

Tesser : ”Il primo tempo, mancando di brillantezza e giocando troppe palle lunghe, abbiamo sbagliato l’intrepretazione della gara. Nel secondo tempo abbiamo reagito e dopo il pareggio, sono arrivate anche delle occasioni per vincere”
Tesser-2 : ”Oggi il problema non sono stati gli attaccanti. Già mercoledì sera negli spogliatoi di San Siro avevo detto che a livello mentale sarebbe stata la partita più difficile della stagione”
Tesser-3: “A Monza avremo delle assenze, ma anche il vantaggio di avere una settimana standard, con la possibilità di allenarci con continuità. A differenza di questa”
Sensibile : ”A Nicola Ventola ho fatto i complimenti oggi come glieli facevo un mese e mezzo fa quando il gol non arrivava”
De Salvo : ”Non siamo riusciti ad esprimere il nostro gioco, oggi era una partita difficile per la concentrazione. Per fortuna grazie agli altri risultati, il vantaggio è immutato”
De Salvo (sulle espulsioni) : ”Quella di Gheller forse un regalino per loro, quella di Porcari niente da dire: se l’è cercata lui”
Strano (all.Como in tandem con O.Brevi): “Durante il primo tempo l’unica squadra a giocare a calcio siamo stati noi”
Ezio Brevi : ”Grande soddisfazione per il gol, anche perché questa settimana compio 40 anni”

Jean-Paul Bonomi

Milan-Novara 2-1: il tiro della domenica salva…il Milan!

Strepitoso secondo tempo degli Azzurri a San Siro: dopo un inizio titubante, i ragazzi di Tesser iniziano la ripresa infilando il Milan con un fantastico gol di Gonzalez ed imbrigliandolo per gran parte della seconda frazione. A dieci minuti dai supplementari, Flamini pesca il jolly che toglie le castagne dal fuoco a Leonardo ed elimina il Novara dalla Coppa Italia.

Avessero disputato tutti e ventidue il secondo tempo a torso nudo, individuare in campo gli undici calciatori del Milan (“Il club più titolato al mondo” secondo sito web e carta intestata) opposti ai colleghi del meno blasonato Novara, sarebbe stato impossibile o quantomeno assai complicato.
La celeberrima maglietta ed i volti noti visti tante (troppe?) volte su Sky unica differenza palpabile nei secondi 45’ quindi, giacchè il Novara usciva dagli spogliatoi scrollatesi di dosso le incertezze e le imprecisioni iniziali (che avevano fruttato al Milan metri di campo, un gol di vantaggio ed una serie di pallegol sventate da un Fontana superlativo) e deciso a vendere cara la pelle.
Progetto ambizioso, del quale gettava le immediate fondamenta lo strepitoso, repentino pareggio di Gonzalez: un sensazionale sinistro ad incrociare sul palo lontano quando la maggioranza degli spettatori di San Siro doveva ancora riguadagnare il posto a sedere.
Storari trafitto imparabilmente a pochi metri da una curva Novarese in colossale delirio ed un nuovo mini-match di 45’ del tutto diverso dal primo, iniziato in modo sciagurato per i colori azzurri per il gol del vantaggio rossonero in apertura da leggersi come concorso di colpa fra l’ingenuità dei vent’anni di Cossentino e la volponeria dei trentasette di Inzaghi.
Era stato, il letale sinistro a palombella di Superpippo, trampolino ideale in avvio per un Milan abulico (ad eccezione del suo numero nove e del giovane debuttante DeVito), non sicuramente in trance agonistica e decisamente rimaneggiato (nei nomi e nelle motivazioni) per l’impegno infrasettimanale in un Meazza a larghissima maggioranza azzurro.
Condizioni ideali perché il Novara giocasse alla morte sin da subito, deciso ad annullare il divario di categoria evidente solo nelle diagonali e nella precisione dei passaggi: dettagli che –uniti al freno a mano tirato della squadra azzurra- garantivano ai rossoneri la supremazia nel primo tempo ed una stabile permanenza nella metà campo azzurra, senza nemmeno troppo sforzo.
Altra musica nella ripresa, come già accennato: il pareggio del concittadino di Camoranesi caricava di fiducia i ragazzi di Tesser rendendoli capaci di giocare a viso aperto a San Siro, alla pari con un Diavolo abbacchiato dall’ignavia pomeridiana delle sue stelle e stelline: impresentabile Jankulovski, impalpabile Huntelaar, Favalli entusiasta del pomeriggio a San Siro quanto di una domenica con la suocera a pranzo e di conseguenza ben deciso al minimo sindacale.
Quando l’armata azzurra (in campo e sugli spalti) già ipotizzava di prolungare il soggorno alla Scala del calcio di un altra mezz’ora e forse più, Mathieu Flamini da Marsiglia (ce n’est rien, voyons!) pescava il jolly infilando nel sette di Jimmy Fontana proprio quel tiro della domenica che solitamente serve alle provinciali per fregare le grandi.
Troppo poco comunque per rovinare la festa e togliere il sorriso ai quasi novemila novaresi (fra i quali tantissimi bambini e giovani) che avevano varcato il Ticino poche ore prima ed in ordinata uscita da San Siro applaudendo, scattando fotografie, dimenando bandiere e sciarpe azzurre.
E quando ci ricapita? Se la strada è questa, presto. Molto presto…

IL PODIO DI MILAN-NOVARA

ORO: Inzaghi
Scudetti, Champions Leagues, Mondiali e trofei vari in bacheca non gli hanno riempito la pancia: davanti è lui a dare l’anima ed a fare la differenza per il Milan. Dà l’idea di divertirsi a giocare a pallone e di voler impegnarsi sempre e comunque, che l’avversario si chiami Liverpool o Novara. Un campione dal quale i giovani calciatori possono imparare molto ed infatti in avvio impartisce a Cossentino una severa lezione sul gol.

ARGENTO: Gonzales
Il bello del suo gol di San Siro è che fa sognare ed esultare migliaia di Novaresi, il brutto è che le immagini faranno il giro del mondo e lo vorranno tutti…

BRONZO: Fontana
Vallo a spiegare a chi –senza conoscere il Novara- vede la partita su Raitre che questo è il portiere di riserva! E vai a spiegare a Manchester United ed Arsenal che loro giocano la Champions League con mezzo portiere a testa mentre noi in serie C ne abbiamo due così…

CUCCHIAIO DI LEGNO: Huntelaar
Due olandesi in saldo dal Real arrivano a giocare a Milano: l’Inter prende Sneijder, il Milan…
Sembra una barzelletta, ma in Via Turati non ride nessuno.

HANNO DETTO…

Tesser: ”Ai miei giocatori chiedo sempre di dare il massimo, siamo venuti a giocarcela senza fare barricate”
Tesser-2: ”La posizione anomala di Tombesi (interno sinistro di centrocampo) serviva a fare ruotare tutti i giocatori, lo avevamo provato in amichevole in quel ruolo ed era andato bene, inoltre ricalca quanto già attuato domenica con l’altro mancino Gemiti in quella posizione”
Sensibile: ”La nostra speranza era renderla una partita vera. La gente è riuscita a farlo sugli spalti, noi in campo”
Sensibile-2: ”Questa squadra ha risvegliato una città che a causa di troppe delusioni dormiva”
Sensibile-3: ”Già negli spogliatoi molti giocatori parlavano del Como”
De Salvo: ”Bellissima giornata, rimarrà nella storia del Novara per anni”
Gonzalez: ”Sì, il gol un sogno ma rimane la rabbia perché nonostante una grande partita siamo fuori dalla Coppa Italia”
Ludi: ”Dopo il primo tempo ci siamo guardati in faccia ed abbiamo detto che potevamo fare meglio, giocare senza paura”
Rigoni: ”Ci abbiamo provato, non ci siamo fatti prendere dall’emozione, abbiamo giocato la nostra partita”
Bertani: ”E’ stata una festa, ora pensiamo al Como”
Fontana: ”Abbiamo giocato senza timori reverenziali, adesso il Como. Anzi, la massiccia presenza novarese oggi mi spinge a lanciare un appello: sarebbe bello rivedere chi era a San Siro anche la domenica al Piola”
Leonardo: ”Quale giocatore del Novara mi ha impressionato? L’entusiasmo della gente. Pur giocando a San Siro la maggioranza della tifoseria era azzurra. Complimenti”
Leonardo-2: ”Il collettivo del Novara è a livello di quelli di serie B”
Leonardo-3: ”In nessuna categoria è facile fare quello che il Novara sta realizzando in Lega Pro, ossia mantenere un alto livello di concentrazione ed una continuità di risultati così a lungo”

Jean-Paul Bonomi

Novara a passo di record: ancora tre punti

Ennesima grande prestazione azzurra: su un campo molto difficile per vento, pioggia e terreno sintetico una doppietta di “Re Mida” Motta piega il Sorrento per la settima vittoria esterna della stagione.

L’OPINIONE DI JEAN PAUL BONOMI
(partita Sorrento-Novara 0-2 del 10/01/2010)

Le grandi squadre non puoi fermarle, solo contenerle. Tentando di sfruttare il fattore campo, l’agonismo, le condizioni ambientali ed infine – last but not least- mettendoci il cuore.
Il Sorrento fa tutto questo e forse anche di più, si gioca fino in fondo il jolly del terreno sintetico con dimensioni ridotte che accelera il gioco, riduce il gap tecnico e trasforma il match in un grande calcetto ad undici ed affronta il Novara a viso aperto nel primo tempo, con sfrontata insolenza nel secondo. Incuranti -i rossoneri- sia dell’inferiorita’ numerica che dei ventiquattro punti di differenza.
Niente da fare: la capolista inizia il 2010 come aveva concluso il 2009 e passa anche qui. Spietata, cinica, risoluta, decisa ed impietosa. La doppietta di Motta, le parate di Ujkani, le puntuali chiusure difensive di Ludi e Lisuzzo mortificano la volonterosa domenica di un Sorrento a tratti oltre i propri (numerosi) limiti e gettano nell’oblio anche i venti minuti della ripresa in cui i rossoneri mettono alle corde il Novara nonostante l’uomo in meno.
Il nuovo acquisto rossonero Carlini brilla sulla trequarti ed è l’unico ad inventare qualcosa, mentre quello azzurro Gemiti patisce, se non il debutto anticipato dagli eventi (Rigoni rimasto a Novara causa distorsione alla caviglia), quantomeno una posizione che non gli appartiene e minor fosforo rispetto al fantasista padovano. Poco male, l’ex Modena ed Udinese supplisce con una gara generosa che nella minibufera vento-pioggia di Sorrento male certo non fa.
Il segreto del Novara è quello di Pulcinella anche in Campania: piedi buoni e talento sì, ma palla lunga e pedalare con tanta grinta quando serve, senza fronzoli. Una grande col cuore da provinciale e Simone Motta nel ruolo di Re Mida, che trasforma in gol (quasi) ogni pallone che dirige verso i pali. Gli Azzurri vincono –e convincono- ancora una volta così, alternando magistralmente il fioretto alla sciabola per imporre la legge del più forte anche allo stadio “Italia”, una sorta di campone da calcetto a undici incuneato fra le ripidita’ della scoscesa ed incantevole costiera Sorrentina.
Il Novara si conferma una macchina se non implacabile perlomeno difficile da fermare: un gruppo compatto, in cui tutti sanno sacrificarsi, ricco di individualita’ ma povero di primedonne. A Sorrento i ragazzi di Tesser fanno quadrato, soffrono e vincono un match non bello ma rude, a tratti epico per vento, pioggia, grandine e palloni in tribuna o denti da stringere.
I numeri della stagione azzurra iniziano ad essere mostruosi: 45 punti in 19 partite (una media che sfiora i due e mezzo a partita), +17 sulla sesta in classifica, otto soli gol subiti, unica squadra imbattuta del calcio professionistico italiano.
La domanda –se non spontanea- e‘ allora perlomeno solleticante: i limiti di questo Novara vanno oltre questo girone di Lega Pro? Mercoledì a San Siro la prima risposta.

IL PODIO DI SORRENTO-NOVARA

ORO
Motta
In conferenza stampa Tesser elogia il suo “trequartista atipico” e butta li’ una mezza idea di concorso di merito per “averlo liberato da marcature con questo ruolo particolare”. Chapeau per entrambi, in particolare per il Re Mida friulano.

ARGENTO
Rubino
Il primo gol non gli verra’ assegnato dai tabellini ufficiali ma è sua l’incredibile rovesciata con difensore francobollantegli la schiena che stampa la palla sulla traversa regalando a Motta il facile tap in. Sempre più convincente, anche gli scettici storici iniziano a ricredersi.

BRONZO
Carlini
Nuovo acquisto rossonero al mercato di gennaio e subito migliore dei suoi. Corre, lotta, smista, impegna Ujkani ad inizio ripresa e prova sino alla fine a rendersi pericoloso. Per credere nella salvezza a Novelli servirebbero altri elementi così.

HANNO DETTO…

Tesser: ”Oggi era più importante del Milan. La partita di Coppa Italia di mercoledi’ e’ una bella festa ed una grande opportunita’ ma inizieremo a pensarci da stasera. Eravamo concentrati sul Sorrento e siamo stati bravi a farci trovare pronti. Nel secondo tempo loro hanno giocato una partita molto intensa, ci hanno messo in difficoltà in dieci”

Tesser-2: ”Chi gioca mercoledi’?­ Giuro che non ci ho ancora pensato. Iniziero’ a farlo da stasera, magari gia’ sul pullman. Comunque non sara’ come a Siena, probabilmente la squadra sara’ un mix fra chi c’era oggi e chi sinora ha giocato meno. Logicamente tutti e 26 meriterebbero San Siro e vorrebbero giocare, ma si dovranno fare delle scelte. Vedremo.”

Tesser-3: “Ci eravamo allenati su terreno sintetico in preparazione al match di oggi. Per noi era una novità e volevamo prepararci. Logicamente loro erano piu abituati di noi, ci si allenano e ci giocano sempre ed hanno avuto di conseguenza qualche piccolo vantaggio ma noi siamo stati bravi e cinici”

Bertani: “La maggioranza di noi non ha mai giocato a San Siro, lo abbiamo visto solo in TV. E’ un bel sogno che si avvera ma la cosa più importante erano i tre punti di oggi e domenica col Como”

Ujkani: “Il sintetico? Si, è difficile per un portiere giocare su questo terreno, il pallone schizza e non e facile capire dove andrà. In settimana a Novarello ci eravamo però preparati sui terreni sintetici. Anche il vento creava difficoltà, ma alla fine e andato tutto bene”

Sensibile: “Questi ragazzi non finiscono più di sorprendere”

Sensibile-2: ”Complimenti ai nostri tifosi arrivati fino a qui”

Motta: ”Avevo già giocato a Sorrento anni fa e sapevo che era un campo difficile: due gol importantissimi”

Jean Paul Bonomi

Novara, tre punti on the rocks

Termometro a meno dieci, terreno ghiacciato, 2500 eroici spettatori ibernati dal clima ma scaldati dalla solita prestazione “oltre ogni ostacolo” degli Azzurri: frenati nelle trame dal gelo e da un avversario fisicamente sopra le righe, i ragazzi di Tesser si confermano campioni di spietata determinazione sfruttando con l’ormai consueto cinismo l’unica incertezza difensiva del Figline per incamerare i tre punti.

L’OPINIONE DI JEAN PAUL BONOMI
(partita Novara-Figline 1-0 del 20/12/2009) 

Nel gelo siberiano del prepartita, intirizziti dalla temperatura lappone e dalla bianchissima tundra circostante, un gruppo di aficionados novaresi con alle spalle anni di Piola partorisce il seguente quesito: “Ma persino oggi Sergio Borgo l’avremmo visto con le solite maniche di camicia?”.
Chi vi scrive –inguaribile appassionato di football americano- prova invece ad accostare al match odierno il celeberrimo Superbowl 1967 fra Dallas e Green Bay, entrato nella leggenda come “Ice Bowl” per le assurde condizioni climatiche nelle quali venne disputato.
Ci si riscalda a parole o a tè fumante, si gioca ad ingannare il tempo ed a cercare motivi di discussione (”giusto giocare oppure no?”) per un match minacciato nel suo prevedibile esito solo dal Generale Inverno calato senza pietà né preavviso sulle nostre lande: stanti normali condizioni climatiche, il Figline travestito da Chievo nell’uniforme ma non nella sostanza difficilmente costituirebbe avversario temibile per il Novara tritatutto di questa stagione.
Match viceversa insidioso: il Comunale di Viale Kennedy è un’enorme cella frigorifera nella quale i ventidue protagonisti provano a far del proprio meglio in condizioni che richiamano alla mente la ritirata degli Alpini in Russia ai più anziani, i bastoncini di Capitan Findus o il ghiaccio tritato della caipiroska alle nuove leve.
Il grande freddo –quindi- ad imbrigliare per un ora il Novara più del Figline, fisicamente solido, determinato, organizzato nel primo tempo ma assolutamente sciagurato nel regalare agli azzurri la partita nel giro di quattro minuti a metà ripresa: alla -di per sé perdonabile- poca risolutezza di Frediani nello sfruttare una momentanea amnesia della retroguardia novarese fa immediato seguito il suicidio tattico della difesa toscana,imperdonabile nel farsi uccellare da Rubino e Motta in situazione di quattro contro due.
Persino il gelo -fino a quel momento prezioso alleato dei toscani nel difendere il pareggio- abbandona i gialloblù di Torricelli in occasione del gol per sorridere al Novara capolista: in migliori condizioni climatiche il rinvio di Peruzzi difficilmente avrebbe infatti terminato la sua corsa in fondo al sacco.
Ma tant’è, coi se e coi ma non solo non si fa la storia ma nemmeno le stagioni che restano negli annali: lo sa bene questo inarrestabile Novara che alla straordinaria superiorità tecnica, fisica ed organizzativa sulle rivali unisce domenica dopo domenica una contabilità sempre più positiva nel bilancio dei “clutch times”, i momenti decisivi della gara.

IL PODIO DI NOVARA -FIGLINE

Oro
I 2512 PRESENTI OGGI ALLO STADIO (1691 ABBONATI E 549 PAGANTI).
“Vero tifoso non è come ombra che si vede solo quando c’è sole” diceva Vujadin Boskov.
Mercurio in discesa libera, arti a rischio di congelamento, Natale alle porte con fidanzate, mogli, prole arruolanti “obtorto collo” missione centro commerciale, i primi pranzi celebrativi da onorare, probabilissimi al Piola spettacolo minimo ed intirizzimento massimo.
Insomma, per dirla con Massimo De Salvo “venire oggi allo stadio era davvero impossibile”. Eppure…. Segnarsi nomi e cognomi di chi oggi c’era: gente che ama davvero il Novara.

Argento
Rubino
Lanciato in campo da una sostituzione suscitante in tribuna non poche perplessità (esce Bertani, il più guizzante degli azzurri e non un Ventola piuttosto a disagio sul terreno), si getta nella mischia col consueto impegno. Gioca solo due palloni degni di nota ma il primo è un probabile rigore, il secondo il gol-partita.

Bronzo
Ujkani
Sullo 0-0 e con la sensazione che chiunque indovini il gol possa poi sfruttare il clima antartico per portare a casa la partita, salva con la punta delle dita un bolide di Campolattano: una parata che vale quanto un gol. Come si dice grazie in albanese?

Cucchiaio di legno
LA DIFESA DEL FIGLINE
Contiene bene un Novara frenato dal freddo e dal ghiaccio per ottantotto minuti ma nei due restanti Rubino si presenta altrettante volte davanti a Pardini.Contro il Novara –si sa- chi sbaglia paga e per i ragazzi di Torricelli il conto delle due folate del barese è salato : probabile rigore e gol partita. 

HANNO DETTO

Tesser : “Conoscevo il Figline, solitamente guardiamo in cassetta le ultime due, ma loro li ho visti in 5 o 6 partite: squadra ostica, rischiano molto attaccando con molti effettivi e difendendo 2 contro 2. Oggi partita intensa,condizionata dal clima. Prestazione da parte nostra forse inferiore alle attese ma era molto importante chiudere l’anno coi tre punti”

Tesser-2 : “Questo gruppo ha grande solidità in spogliatoio. Si gioca per la maglia non per i singoli. Rubino ne è l’esempio, ma non è il solo. Anche chi va in tribuna: mi piange il cuore a mandarceli, ma questo è il calcio”

Tesser-3 : “Perché ho sostituito Bertani e non Ventola? Era difficile giocare palla a terra, volevo avere due torri davanti”

Tesser-4 : “Il gelo un vantaggio per il Figline? No, il clima valeva per tutti allo stesso modo: noi siamo più tecnici, è vero, ma la mettiamo anche sull’intensità. Qualcuno può pensare che l’ultima prima delle vacanze la affrontiamo già con le valigie in macchina. Invece no…..”

Massimo De Salvo : “Per prima cosa complimenti ai presenti di oggi: gente che ama davvero il Novara. Oggi venire allo stadio era impossibile”

Massimo De Salvo-2 : “Il primo anno che abbiamo preso la società abbiamo chiuso il campionato a 41 punti, oggi siamo a 42 a Natale. Certo, sono cambiati gli obiettivi ma come posso non essere soddisfatto?”

Massimo De Salvo-3 : “Il mercato di gennaio? Qualche accorgimento per completare una rosa già ottima.Possibile qualche movimento in uscita, alcuni ragazzi chiedono di andare a giocare”

Raffaele Rubino : “Rigore su di me prima del gol?  Sì, il portiere mi ha agganciato col piede sinistro”

Jean-Paul Bonomi

Novara, manca solo il gol

Per la prima volta in stagione l’attacco azzurro all’asciutto al Piola. Davanti alle telecamere di Raisport ed in clima polare, un’Arezzo ordinato ringrazia i miracoli del proprio portiere e strappa un ottimo punto sul campo della capolista. La solita Cremonese ed il sempre più soprendente Varese a tre punti, ma il Novara è già Campione d’Inverno.

L’OPINIONE DI JEAN PAUL BONOMI
(partita Novara-Arezzo 0-0 del 07/12/2009)

“Tante altre partite le abbiamo vinte creando molto meno”: la succinta, lucida disamina di Attilio Tesser ci risparmia la ricerca di parafrasi, metafore, frasi ad effetto o quant’altro necessario a riassumere in una frase il match fra Novara ed Arezzo.
Vestiti a festa per il posticipo da capolista in fuga ed in diretta Tv, Novara ed il Silvio Piola luccicanti di domopak azzurro lungo l’intera curva attendono invano sino allo spegnersi delle luci l’ospite d’onore più atteso: il gol.
Tesser schiera per la prima volta insieme Bertani e Ventola oltre ai soliti Motta e Rigoni in appoggio: squadra a trazione anteriore se ve n’è una, come d’abitudine. Rimarrà però confinato negli spogliatoi, per una sera, il più prezioso elemento del Novara di questa stagione, garante di vittorie e punti a gogò: il cinismo o -se preferite- l’attitudine della grandi squadre ad essere letali alla prima occasione.
Per una volta l’equazione novarese a volte quasi irreale quest’anno –tot occasioni uguale tot reti- torna ad appartenere alla matematica del calcio, a volte astrusa e forse proprio per questo affascinante: palle-gol in doppia cifra, gol zero. Risultato, un punto a testa in un match che pugilisticamente avrebbe visto l’Arezzo salvo dal KO ma certamente sotterrato ai punti.
Primo tempo equilibrato: governati a centrocampo da un ottimo Miglietta e forti di una difesa puntuale nelle chiusure e nella quale si segnala l’ottimo mancino Sereni (classe ’88, ne sentiremo parlare), i toscani patiscono un paio di bordate del solito dirompente Shala e la vena di un Ventola progredito fisicamente ed alla spasmodica ricerca del primo centro in maglia azzurra.

La ripresa? Un’altra storia. Come spesso visto quest’anno, l’undici novarese lascia gli spogliatoi rabbioso (”con diversa intensità” direbbe Tesser) e Galderisi vede l’area dei suoi somigliare pericolosamente a Fort Alamo: Coppola respinge sulla linea un’incornata di Ventola, Mazzoni nega a Lisuzzo il terzo gol fotocopia in tre partite nonché il tap-in a Ludi, infine Terra si immola su Motta ed ancora il numero uno aretino vola a togliere dal sette una punizione di Rigoni.
Il forcing del Novara si fa frenetico con l’ingresso di Speedy Gonzalez, ma Fort Arezzo resiste fino in fondo e Luca Mazzoni da Livorno - primo portiere ospite a non raccogliere palloni in fondo al sacco quest’anno al Piola - ne esce da Davy Crockett. Il mitico berretto di scoiattolo? Col gelo della serata sarebbe servito ma un punto scalda lo stesso.

IL PODIO DI NOVARA-AREZZO

ORO: Mazzoni
Decisivo in almeno quattro occasioni, addirittura miracoloso sulla punizione di Rigoni. Gran parte del punto portato a casa dall’Arezzo è merito suo. 

ARGENTO: Ventola
La sua migliore partita con la maglia del Novara. Fisicamente progredito, vince numerosi uno contro uno, regge duelli aerei e sportellate, cerca il gol ossessivamente. In ascesa.

BRONZO: Rigoni
Solita grande prestazione fra le linee, qualità e quantità più tanti chilometri ad inseguire il pallone per ripartire e servire assists. Mazzoni gli toglie dal sette il gol dei tre punti.

CUCCHIAIO DI LEGNO: I fischi del pubblico al rituale prepartita dell’Arezzo.
Poco prima del fischio d’inizio ed una volta assegnate le metà campo, i giocatori amaranto si radunano davanti alla panchina per un abbraccio collettivo di una ventina di secondi, una sorta di pacifica “haka” toscana. I giocatori del Novara attendono incuriositi che gli avversari si schierino, parte del pubblico invece fischia sonoramente. Fair play, chi era costui? 

HANNO DETTO…

Tesser: “A oggi siamo l’unica squadra ancora imbattuta in Italia a livello professionistico: non stiamo facendo bene, di più”.

Tesser-2: “Nel primo tempo non siamo riusciti a dare quell’intensità che invece è arrivata nella ripresa, abbiamo avuto parecchie occasioni per riuscire a segnare”

Galderisi (all.Arezzo): “Il Novara? Ho visto una squadra che pensa di potere vincere in ogni secondo della partita”.

Galderisi -2: “Con me i ragazzi hanno cambiato modo di stare in campo”

Galderisi-3: “In 10 anni che Galderisi allena, non ha mai sentito tanti uccellini. La verità è che in campo va chi dico io. Punto” (sui recenti presunti dissapori col vulcanico presidente aretino Mancini, ndr)

Galderisi-4: “Quello schema sul calcio d’angolo nel primo tempo (tutti i giocatori sul secondo palo e centro area deserto, ndr) l’ho inventato io. In precedenza alle mie squadre ha già fruttato diversi gol”.

Ventola: “Per me non segnare è strano: in B ho una media credo di un gol ogni tre partite”

Ventola-2: “Per la prima volta in 16 anni di carriera non ho fatto la preparazione estiva e con il Novara ho iniziato solo a metà settembre. Ora però mi sento a posto, migliorato fisicamente”

Ventola-3: “Impressioni sulla Lega Pro? Ritmo alto, molto alto. Difensori attenti, non hai mai nemmeno tempo di girarti! Persino in A a volte ti lasciano quell’attimo per girarti…”

Porcari: “Nervoso? No, ma sentivo la partita. Comunque ho giocato 13 partite in diffida. Prima o poi..” (sull’ammonizione che gli costa la squalifica per Pagani, ndr)

Jean-Paul Bonomi

Arrivederci e grazie: Novara in fuga

Oltre mille Novaresi a Cremona per lo “showdown” fra prima e seconda in classifica. Nè vinti né vincitori nel primo tempo, elettrico e vibrante agonisticamente ma con emozioni e palle gol solo nel finale. Nella ripresa l’equilibrio si spezza: vince la squadra più forte, alla maniera del più forte.

L’OPINIONE DI JEAN PAUL BONOMI
(partita Cremonese-Novara 0-2 del 29/11/2009)

E’ stato bello sinchè è durato. La flebile speranza delle rivali di mantenere il campionato incerto sino a tarda primavera, che s’era sin qui giovata d’un paio di inattesi pareggi esterni nelle quali gli azzurri avevano mancato di far pesare a rivali inferiori la propria superiorità, subisce a Cremona una terrificante mazzata ed entra in decisa crisi.
Il campionato è ora -se non moribondo- quantomeno un malato in prognosi sempre più riservata che promette di liberare il posto letto prima di Pasqua.
Chi vuole provare a salvarlo, si accomodi: contro questo Novara l’impresa appare disperata per ogni avversario.

Allo Zini è match-clou: traspare dall’atmosfera prepartita, si sente nell’aria, si legge in una curva ospite vicina alle mille presenze (oltre ad una nutrita rappresentanza Novarese in tribuna, mimetizzata e silenziosa sino alle inevitabili celebrazioni del raddoppio di Bertani), festante di palloncini e bandiere azzurre e persino tracimante i consueti confini geografici di provenienza (”Parma presente”,”Bologna”).
Una bella fetta di B passa da qui, oggi: per giocarsela almeno sino a primavera, la Cremonese deve in primis evitare di perdere. Una vittoria significherebbe sorpasso nei numeri ma soprattutto intaccare l’inossidabilità della corazzata Novara.
La curva locale lo sa ed agita un mare di bandierine grigiorosse per spingere a mille i suoi nel giorno in cui piomba in casa l’ospite più insidioso: tifo bello e colorito, ma non servirà.
Tesser conferma in avvio l’attacco “pesante” esibito contro il Benevento rinunciando a “Romario” Bertani e per rimpiazzare lo squalificato Ludi preferisce l’esperienza di Centurioni al promettente Cossentino.
L’ineluttabile verità è però lontana da nomi e cognomi: chiunque indossi una maglia alle 14,30 o lasci la panchina poco più tardi, conta poco. La rosa del Novara è troppo completa in ogni reparto e superiore alle rivali perché sostituzioni o assenze possano incidere sull’andamento della gara. O della stagione.
Dall’altra parte la Cremonese: una squadra buona, ma normale. La lieve differenza dei pronostici e dei due punti in classifica diventa col passare dei minuti un fossato scavato dalla qualità dei singoli e dall’organizzazione di gioco. Superiore per opzioni offensive, muscoli e fosforo a centrocampo ed automatismi difensivi, il Novara finisce infine per sbancare Cremona con la sicurezza e la tranquillità della grande squadra che sa quando e come colpire.
Manifesta inferiorità, pur nell’apparente e protratto equilibrio: i grigiorossi giocano alla pari larghi tratti di partita, ma delle due squadre in campo solo il Novara sa come fare male all’avversario.
Un paio d’elementi di questa Cremonese potrebbero competere per una maglia azzurra: gli altri onesti mestieranti di categoria a disposizione di Venturato ce la mettono tutta per sbarrare la strada agli uomini di Tesser ma l’evidenza che li vorrebbe a malapena comprimari nell’organico piemontese li schiaccia con crudeltà non appena il Novara esce dagli spogliatoi determinato a vincere ed a sotterrare la Cremonese a cinque, pesantissimi punti di distanza. A livello puramente matematico, un distacco colmabile in due partite; a livello psicologico e sportivo, una sorta di Grand Canyon.
La Lega Pro che vorrebbe somigliare alla A è già a buon punto: anche qui sembra passato di moda chiedersi chi vincerà il campionato.
La domanda è quando.

IL PODIO DI CREMONESE-NOVARA

ORO: Lisuzzo
Secondo gol consecutivo con le molle al posto dei tacchetti.Solita,a tratti quasi irreale,sicurezza difensiva ed il consueto,intimorente strapotere fisico.Clonatelo.

ARGENTO: Rigoni
Perenne movimento,visione di gioco e fosforo in mezzo,dribbling e scorribande in fascia che mandano fuori giri Bianchi : è la variabile imponderata che –inserita fra le linee- crea diversi grattacapi ad una difesa cremonese già di per sé confusionaria.Recupera anche vari palloni: il trequartista che sognavamo da anni.

BRONZO: Guidetti
L’onore delle armi per la Cremonese.Argento vivo in un attacco piuttosto statico,inventa la maggior parte delle azioni grigio rosse senza molta assistenza da parte dei compagni.Attaccante atipico e guizzante,con la sua imprevedibilità dà lavoro a Lisuzzo e Centurioni. 

CUCCHIAIO DI LEGNO: Gli equilibri difensivi della Cremonese
Primo tempo pessimo: sbagliare tanti disimpegni e rinvii contro questo Novara equivale ad appisolarsi dimenticando uno scorpione sul comodino.
Riescono ad andare al riposo senza pagare dazio, ma ad avvio ripresa Lisuzzo dimenticato in area su calcio da fermo è davvero la goccia che fa traboccare il vaso. 

HANNO DETTO…

Tesser: “Felice di questa vittoria. Stiamo continuando a lavorare ed a regalare soddisfazioni, la strada è ancora molto lunga”

Tesser 2: “Felice anche per i tifosi arrivati qui: fanno dei sacrifici per seguirci, lo meritano.”

Tesser 3: “Il migliore in campo? La squadra”

Lisuzzo: “Non ricordo di avere mai segnato due gol consecutivi, forse nemmeno a livello giovanile. Il mio record in una stagione è 2, l’ho eguagliato. Ora speriamo di batterlo”

Bertani: “Questa settimana (Benevento-Siena-Cremonese,ndr) presentava un ciclo di ferro: ebbene, in tre partite abbiamo segnato sei gol subendone zero”

Venturato (all.Cremonese): “Abbiamo qualche dubbio sul gol di Lisuzzo: i ragazzi negli spogliatoi mi hanno detto che era in fuorigioco”

Fietta (centrocampista Cremonese): “Abbiamo giocato alla pari col Novara. Cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno…”

Jean-Paul Bonomi

Gli Spietati

L’OPINIONE DI JEAN PAUL BONOMI
(partita Novara-Benevento 2-0 del 22/11/2009)

Erano i cowboys di Clint Eastwood (4 Oscar nel 1992) che ebbero discreto successo anche dalle nostre parti nonostante l’orrenda storpiatura del titolo originale (”unforgiven”).
Il titolo oggi calza invece a pennello alla “posse” azzurra di Attilio Tesser che inaugura il trittico dei big-matches stendendo il Benevento e mettendo a serio repentaglio l’incertezza del campionato. Domenica a Cremona altra sfida all’Ok Corral: l’auspicio corale di una vittoria grigiorossa salva-campionato parrebbe molto simile ai disperati appelli che l’intera serie A rivolgeva un tempo ai rivali del Milan degli invincibili, oggi a quelli dell’Inter di Mourinho.

Tutti contro il Novara dominatore, insomma. Piuttosto logico per una squadra di caratura superiore, piedi buoni e tanta grinta, che prima aspetta il cadavere del nemico eppoi -quando morde- lo fa per uccidere, senza guardarsi intorno.
Per informazioni rivolgersi al Benevento bello da vedersi ma colpito alla giugulare.
I sanniti - ultimi tempi discretamente movimentati: quattro vittorie di fila ed un presidente in galera- portano al Piola l’entusiasmo di una curva ospiti gremita, una ottima organizzazione di gioco ed una rosa di buoni elementi ma lasciano sciaguratamente a casa l’unico “game-plan” utile a stendere il Novara ancora imbattuto: sfruttare subito ogni occasione, concretizzare al massimo anche la minima superiorità territoriale e non concedere (quasi) nulla.

Globalizzatosi al punto d’esporre un esotico quanto improbabile striscione “Shanghai”, il tifo campano si fregia d’osservare nella prima mezz’ora i propri idoli orchestrare una deliziosa manovra corale che li porta a stazionare –minacciosi ma effimeri- per la maggior parte del tempo nella metà campo azzurra. Ma il “quid” dell’incontro avviene repentino dalle parti di Gori e per gli stregoni del Sannio è un sabba indigesto: un Novara sino a quel momento poco brillante davanti, reso statico e prevedibile da lanci lunghi per il duo offensivo “pesante” Rubino-Ventola e sofferente la ragnatela giallorossa tessuta a centrocampo in primis da un determinatissimo Pacciardi cala il jolly Lisuzzo.
Accesi da poco i riflettori, si illumina anche il Novara; con il vantaggio sul tabellone, gli azzurri paiono rendersi conto in un amen della propria forza ed esplodere. Dal campo sparisce il Benevento, dalla curva l’enorme vessillo giallorosso che -complici favorevoli refoli invernali- aveva garrito imperioso sulle teste dei tifosi campani per una buona mezz’ora: problemi di aerodinamica o prematura rassegnazione? Neanche il tempo di chiederselo e Motta fa 2-0. Addio streghe e stregoni: di fronte alla mostruosità di questo Novara, il Benevento finisce per fare paura quanto Hello Kitty. 

IL PODIO DI NOVARA-BENEVENTO

ORO: Lisuzzo
Un Bronzo di Riace in difesa, una polena imperiale in avanti per il gol che toglie le castagne dal magma ad un Novara sino a quel momento impacciato. Il fatto che da anni giochi solo in Lega Pro appare a questo punto un mistero cosmico.

ARGENTO: Shala
Sempre più “Hacker”, ormai ai livelli di Kevin Mitnick prima che l’FBI dicesse basta. Cross da destra, mille palloni arpionati, una presenza costante in ogni zona del centrocampo. Onnipresente ed intensissimo: se la Svizzera non lo porta ai Mondiali, per gli elvetici danno paragonabile alla perdita del segreto bancario.

BRONZO: Ludi
Presentissimo ed efficace al centro della difesa nella prima mezz’ora quando il Benevento costruisce e si affaccia in avanti, vigile nella ripresa quando i campani tentano –assiduamente ma flebilmente – di riaprire la gara. Lo sconosciuto che Borgo portò dalla C2 fra mille mugugni di sfiducia è ormai una sicurezza anche per la serie B.

CUCCHIAIO DI LEGNO: Il duo offensivo del Benevento
Evacuo: lui Felice di nome, gli avversari della sua evanescente inconsistenza.
Castaldo: alto, fisico da corazziere, ottimi piedi. Balletti col pallone, veroniche, tacchi di taekwondo in area, quasi l’Ibrahimovic della LegaPro. Lo slavo però -anche nelle giornate peggiori- almeno un paio di tiracci in porta li spara…

Jean-Paul Bonomi

Novara, meglio tardi che mai

Un Foligno determinato e pugnace vicinissimo all’infliggere agli azzurri la prima sconfitta stagionale. Rubino rovina la festa del “Blasone” inzuccando in rete a due minuti dalla fine un traversone di Tombesi.

L’OPINIONE DI JEAN PAUL BONOMI
(partita Foligno-Novara 1-1 del 15/11/2009)

“Vince colui che soffre e dura” recita il lunghissimo ed imponente striscione corrente la balaustra dell’intera tribuna centrale folignate.
E’ il benvenuto (stile Dante nel III Canto dell’Inferno?) rivolto dal rustico ma passionale stadio ’Enzo Blasone’ alle compagini avversarie, una sorta di concisa presentazione tecnico-romanzesca del volonteroso gruppo di Luca Fusi. Ecco cosa dovete aspettarvi venendo a caccia dei tre punti da queste parti, questi siamo noi. Niente di più corrispondente alla realtà e -volendo raccontarla tutta- per soffrire, contro il Novara i falchetti hanno sofferto davvero. Maratona di corsa, tanti palloni in tribuna quando serve ed un gol gioiello trovato per caso per infliggere ad una capolista in non eccellente giornata la prima sconfitta stagionale. Filata liscia la prima parte del “game plan”, slogan dantesco e tre punti crollavano però sul fattore durata: “2-minutes short” (corti di due minuti), direbbero gli americani. Due giri d’orologio, quanti ne mancavano al novantesimo quando Lele Rubino si incaricava di demolire i sogni folignati a mezzo incornata-palombella all’incrocio.
In assoluta contemporaneità al trasformarsi in rabbia dell’entusiasmo umbro sia in campo che sulle tribune si riverginava grazie alla zuccata del centravanti barese anche l’imbattibilità azzurra, che appariva ormai irrimediabilmente persa sul terreno di Foligno.
Pareggio sostanzialmente giusto: ad un undici locale fisicamente solido e fortemente determinato a non fungere da vittima sacrificale si opponeva un Novara disordinato davanti, incapace di fluide manovre atte a presentare attaccanti minacciosi dalle parti del diciannovenne Rossini. Perennemente contrastato ed interdetto nei fraseggi palla a terra da difensori e centrocampisti folignati in raddoppio, l’attacco azzurro riponeva nel buttare palla in mezzo dalla trequarti la speranza di un guizzo di Ventola o che un’incertezza dei non quotatissimi difensori umbri agevolasse il compito agli oggi non ispiratissimi Bertani e Rigoni.
Rimasta sempre vana la speranza suddetta, non si registravano per nostra fortuna tonanti bocche di fuoco nemmeno sull’altro lato del campo. Il pomeriggio di Jimmy Fontana? Lo stress di chinarsi a raccogliere un pallone imparabilmente spedito da Cavagna ad insaccarsi nell’angolo basso, di passarlo ai compagni affinchè da centrocampo ci si lanciasse all’inseguimento del Foligno in sorprendente fuga e poco altro.
Raggiunto in zona Cesarini, il Foligno appariva come un pugile stremato alla ricerca del gong liberatorio quanto e forse più di quando era in vantaggio e sentiva di poter vincere. Interminabili per i locali ma sin troppo brevi per gli azzurri i sei minuti di recupero, nei quali il Novara pigiava ancora sull’acceleratore dando l’impressione di grande voracità nell’inseguimento al secondo gol che ne avrebbe sancito -forse in modo definitivo ed inappellabile- lo status di grande squadra alla quale basta fare le cose giuste nel momento giusto per imporsi o raddrizzare partite apparentemente indirizzate altrove.

IL PODIO DI FOLIGNO-NOVARA

Oro: CAVAGNA
Lo ricordavamo acerba ma guizzante ala del Ravenna, oggi è il Cassano del Foligno. Esce a 15’ dalla fine a prendersi la standing-ovation locale. Meritata, perché è il terminale offensivo di un organico volonteroso ed organizzato ma non propriamente sudamericano per classe e tecnica. A colmare il gap ci pensa lui, con meraviglioso destro a girare che fa sognare la vittoria al Foligno.

Argento: RUBINO
Ed infine s’impadronì del palcoscenico l’attaccante pugliese meno atteso: grande aspettativa per il primo centro di Ventola in maglia azzurra ma a salvare la pelle (e l’imbattibilità) è invece il 65° di Rubio.

Bronzo: GIACOMELLI
Folignate diciannovenne e perciò “enfant du pays” se ve n’è uno! Tornato all’ovile dopo un anno nelle giovanili dell’Inter, che ne aveva notato le doti. Spinge sulla destra nel primo tempo, ma dopo il gol agisce da unica punta in mezzo a tre novaresi nonostante esperienza e stazza non siano proprio extralarge. Lisuzzo e Ludi con un paio di recuperi oltre a spezzarne i sogni di contropiede gli ricordano che la michetta da mangiare è ancora tanta, ma rimane un bel prospetto per il futuro.

HANNO DETTO…

Fusi (all.Foligno): “Oggi abbiamo tenuto testa ad una grande squadra. Questo Novara si giocherà il campionato con la Cremonese”

Fusi-2: “La mia esplusione? Un giocatore del Novara è entrato nella mia area tecnica. Se non posso uscire io, non deve nemmeno entrare lui”

Tesser: “Nell’intervallo ho chiesto di cambiare marcia sul piano dell’intensità e sono arrivate le palle-gol. Poi dopo il loro gol il Foligno si è chiuso tutto dietro, siamo stati bravi a non concedere mai contropiede ed infine a pareggiare. Pareggio non solo meritato, ma netto”

Tesser-2: “I tre cambi in otto minuti? Serviva una scossa”

Jean-Paul Bonomi

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