Gli Spietati

L’OPINIONE DI JEAN PAUL BONOMI
(partita Novara-Benevento 2-0 del 22/11/2009)

Erano i cowboys di Clint Eastwood (4 Oscar nel 1992) che ebbero discreto successo anche dalle nostre parti nonostante l’orrenda storpiatura del titolo originale (”unforgiven”).
Il titolo oggi calza invece a pennello alla “posse” azzurra di Attilio Tesser che inaugura il trittico dei big-matches stendendo il Benevento e mettendo a serio repentaglio l’incertezza del campionato. Domenica a Cremona altra sfida all’Ok Corral: l’auspicio corale di una vittoria grigiorossa salva-campionato parrebbe molto simile ai disperati appelli che l’intera serie A rivolgeva un tempo ai rivali del Milan degli invincibili, oggi a quelli dell’Inter di Mourinho.

Tutti contro il Novara dominatore, insomma. Piuttosto logico per una squadra di caratura superiore, piedi buoni e tanta grinta, che prima aspetta il cadavere del nemico eppoi -quando morde- lo fa per uccidere, senza guardarsi intorno.
Per informazioni rivolgersi al Benevento bello da vedersi ma colpito alla giugulare.
I sanniti - ultimi tempi discretamente movimentati: quattro vittorie di fila ed un presidente in galera- portano al Piola l’entusiasmo di una curva ospiti gremita, una ottima organizzazione di gioco ed una rosa di buoni elementi ma lasciano sciaguratamente a casa l’unico “game-plan” utile a stendere il Novara ancora imbattuto: sfruttare subito ogni occasione, concretizzare al massimo anche la minima superiorità territoriale e non concedere (quasi) nulla.

Globalizzatosi al punto d’esporre un esotico quanto improbabile striscione “Shanghai”, il tifo campano si fregia d’osservare nella prima mezz’ora i propri idoli orchestrare una deliziosa manovra corale che li porta a stazionare –minacciosi ma effimeri- per la maggior parte del tempo nella metà campo azzurra. Ma il “quid” dell’incontro avviene repentino dalle parti di Gori e per gli stregoni del Sannio è un sabba indigesto: un Novara sino a quel momento poco brillante davanti, reso statico e prevedibile da lanci lunghi per il duo offensivo “pesante” Rubino-Ventola e sofferente la ragnatela giallorossa tessuta a centrocampo in primis da un determinatissimo Pacciardi cala il jolly Lisuzzo.
Accesi da poco i riflettori, si illumina anche il Novara; con il vantaggio sul tabellone, gli azzurri paiono rendersi conto in un amen della propria forza ed esplodere. Dal campo sparisce il Benevento, dalla curva l’enorme vessillo giallorosso che -complici favorevoli refoli invernali- aveva garrito imperioso sulle teste dei tifosi campani per una buona mezz’ora: problemi di aerodinamica o prematura rassegnazione? Neanche il tempo di chiederselo e Motta fa 2-0. Addio streghe e stregoni: di fronte alla mostruosità di questo Novara, il Benevento finisce per fare paura quanto Hello Kitty. 

IL PODIO DI NOVARA-BENEVENTO

ORO: Lisuzzo
Un Bronzo di Riace in difesa, una polena imperiale in avanti per il gol che toglie le castagne dal magma ad un Novara sino a quel momento impacciato. Il fatto che da anni giochi solo in Lega Pro appare a questo punto un mistero cosmico.

ARGENTO: Shala
Sempre più “Hacker”, ormai ai livelli di Kevin Mitnick prima che l’FBI dicesse basta. Cross da destra, mille palloni arpionati, una presenza costante in ogni zona del centrocampo. Onnipresente ed intensissimo: se la Svizzera non lo porta ai Mondiali, per gli elvetici danno paragonabile alla perdita del segreto bancario.

BRONZO: Ludi
Presentissimo ed efficace al centro della difesa nella prima mezz’ora quando il Benevento costruisce e si affaccia in avanti, vigile nella ripresa quando i campani tentano –assiduamente ma flebilmente – di riaprire la gara. Lo sconosciuto che Borgo portò dalla C2 fra mille mugugni di sfiducia è ormai una sicurezza anche per la serie B.

CUCCHIAIO DI LEGNO: Il duo offensivo del Benevento
Evacuo: lui Felice di nome, gli avversari della sua evanescente inconsistenza.
Castaldo: alto, fisico da corazziere, ottimi piedi. Balletti col pallone, veroniche, tacchi di taekwondo in area, quasi l’Ibrahimovic della LegaPro. Lo slavo però -anche nelle giornate peggiori- almeno un paio di tiracci in porta li spara…

Jean-Paul Bonomi

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