I dilemmi della scienza

Ormai tener dietro alle notizie legate alle applicazioni della tecnologia scientifica e ai crescenti dilemmi etici a cui ci pone di fronte diventa attività di retroguardia: un po’ come impegnarsi a svuotare l’oceano con una forchetta senza denti. Il disorientamento, quando non la paura, l’avversione da parte del proverbiale “uomo della strada”, sono esperienza di molti di noi. Le ultime cronache ci stanno facendo intravedere anche inquietanti direzioni assolutiste, fondamentaliste, criminalizzanti. Nel tentativo di trovare qualche bussola, ci siamo rivolti ad illustri pensatori, che hanno spesso incontrato in occasioni pubbliche i cittadini desiderosi di capirne di più.
Ecco cosa pensa la dottoressa Silvie Coyaud, cronista scientifica per “Il Sole 24 Ore” e “D-La Repubblica delle donne”, al riguardo: “Cernobyl, mais OGM, pecora Dolly, neuroscienze, animali modificati, embrioni e staminali, riscaldamento globale, deforestazione e siccità. Tutte queste cose fanno paura. Sono percepite come mostruose. Ma la questione è assai più articolata”.
Gli esempi, visti uno per uno, danno molti fatti su cui riflettere.
Dolly: “A parte gli scienziati, e i reumatismi, che cosa aveva in sé la pecora di sbagliato? La manipolazione genetica è praticata dall’uomo fin dagli inizi preistorici, con l’allevamento e l’agricoltura. Basta vedere alcune razze canine, con zampe troppo corte, musi troppo schiacciati, ossa troppo fragili e tantissimi altri problemi, trascurati per operare una selezione puramente estetica e utile all’uomo. Dov’è la differenza tra incroci selettivi e ingegneria genetica? C’è qualcosa nella cellula umana di per sé che rende più mostruoso manipolarla piuttosto che procurare sofferenza a creature adulte per incrociarle tra loro? Nei cani si pratica selezione e sterilizzazione e uccisione degli inadatti. Meglio la manipolazione della cellula o la manipolazione dell’animale?”
Il nucleare: “Le centrali francesi costruite negli anni Settanta erano edifici spaventosi, circondati da filo spinato e torrette di guardia. Solo negli anni Ottanta la segretezza è stata abolita, ma l’immagine di centrali sicure è del tutto propagandistica”.
Il clima: “Le previsioni dei climatologi sono forse ottimiste, i parametri sono complessi. Per rimediare all’uso di combustibile fossile, oltre tutto sempre più scarso, l’idrogeno è pericoloso, il biofuel è costoso ed è forse una cura peggiore del male. O noi occidentali diminuiamo i nostri consumi energetici, o è inevitabile che aumenterà l’energia del clima e che questo cambierà. Allo stesso tempo, non possiamo imporre ai paesi arretrati di rinunciare al loro progresso, solo perché inquinante”.
Gli OGM: “Stanno devastando l’ambiente, procurano inquinamenti chimici imprevisti e ingenti. Certi OGM, infatti, stanno avvelenando il suolo con batteri prodotti ad hoc per uccidere animali che li mangerebbero. Solo che li producono anche nelle parti che la biocoltura industriale scarta e sotterra come rifiuto, così vanno a disperdersi nei suoli, uccidendo microfauna vitale. Ci sono dei mais transgenici che fanno male alla salute. Si dice che occorre più cibo. Ma intanto in Europa si pagano i contadini per distruggere il cibo in esubero! In zone del pianeta come quelle colpite dallo “tsunami”, se avessero avuto un riso resistente all’acqua salata, avrebbero potuto tornare sulle loro terre, che possono occupare solo se coltivate. Invece i contadini hanno perso la terra, che è diventata preda dei costruttori occidentali. Non dimentichiamo anche il disastro del cotone transgenico cinese, distrutto dalle piogge acide”.
Clonazione e embrioni umani: “Nell’ingegneria genetica si usano dei virus per trasportare i geni. Gli embrioni di pochi giorni, sono tutti uguali, e non si distingue da quale specie animale provengono. Le cellule e gli embrioni sono tutti uguali. Ciò vale anche per le staminali adulte del cervello. La manipolazione mi sembra meno grave della sofferenza inflitta agli animali per farli come vogliamo. In alcuni paesi dai controlli nulli o scarsi, per avere gli ovuli femminili, si somministrano farmaci alle donne, che poi vengono operate per “mietere” questo raccolto e per chiuderne l’utero. Ai donatori di midollo spinale nessuno dice che viene usato per la ricerca scientifica. Le terapie geniche negli anni Novanta non ebbero successo. Le terapie staminali stanno provocando la formazione di tumori e cancri stranissimi con cellule di capelli e unghie mescolate ad altri tessuti. Le staminali dalla pelle adulta coinvolgono dei virus per essere manipolate e rieducate (negli anni Settanta si parlava di virus del cancro)”.
Cervello e nanotecnologie: “Gli scienziati sono più prudenti degli industriali. Un buon giornalista scientifico dovrebbe sempre chiedere e chiedersi chi finanzia e dovrebbe diffidare di chi lavora per il libero mercato, con l’obiettivo dei brevetti. La ricerca pubblica la paghiamo noi, con le tasse, pertanto devono renderci conto. Sappiate che è relativamente facile entrare in un laboratorio pubblico, mentre i privati sono blindati, fanno quel che vogliono ed è difficile controllarli. La truffa è dietro l’angolo: è truffa se si afferma di vedere le immagini del cervello. Le neuroscienze sono a rischio di grandi menzogne. Ci sono aziende che vendono consulenze a politici e pubblicitari, basandosi su risultati delle neuroscienze. Ecco i veri mostri: sono quelli che truffano e mentono e assicurano cose impossibili”.



Abbiamo incontrato anche il professor Carlo Sini, ordinario di Filosofia Teoretica all’Università di Milano. “L’automa imita il movimento naturale, con l’artificio di meccanismi. L’automa è, letteralmente, ciò che ‘si muove da sé’. Poi c’è il simbionte, la creatura originata dalla simbiosi tra tecnologia e biologia. La simbiosi uomo-macchina”, riflette Sini, “è certamente problematica. Esistono già ibridi biotecnologici, dove il contenuto tecnologico, già elevato, è in crescendo rispetto alla parte biologica. L’uomo-computer, come unione, va a scapito delle facoltà emotive, etiche ed estetiche, oltre che fisiche, dell’uomo. L’invasività della tecnologia è il fulcro della relazione uomomacchina. L’uomo, il vivente biologico, è capace di movimenti spontanei, frutto di decisioni volontarie. Sono movimenti presenti fin dai primi mesi di vita, in tutti i cuccioli, umani e animali”. Ecco che “la domanda filosofica è: sono libero di volerlo? Sono libero di desiderarlo? Posso scegliere cosa desiderare, volere, decidere? È la dicotomia tra decisioni automatiche e decisioni libere. Per Spinoza siamo consapevoli di aver deciso, ma la causa della decisione non è in noi, occorre risalire fino alla causa prima. La causa prima è l’argomento della ricerca metafisica e religiosa”. Come fa l’uomo a muoversi da sé? “Lasciamo da parte la metafisica, per altre spiegazioni. L’uomo è libero nei movimenti che gli sono consentiti dall’evoluzione naturale, che gli ha formato il corpo che ha. Ogni animale ha questo tipo di libertà. È la libertà che esemplifica la storia evoluzionistica del pianeta. Agiamo “come se” fossimo liberi. Abbiamo l’illusione dell’autonomia. Siamo automi della natura, della società. La causa è quindi fuori da noi. Non siamo mai davvero liberi”.
In tutto questo, la tecnologia imprime direzione sempre più estreme: “Solo in quanto macchine siamo umani. Costruiamo macchine, anche dentro il nostro corpo. Siamo di fatto immersi in un mondo di macchine, laddove per macchina si intende ogni oggetto artificiale. La prima macchina è la voce, il linguaggio, che formula le intenzioni dell’anima. Linguaggio e pensiero sono macchine, e sono molto logoranti, di fatto non smettono mai di funzionare. Dalla voce, la scrittura, automa visibile della voce. E dalla scrittura, la tomba, che è un automa perfetto, in quanto macchina della memoria, che muove la memoria altrui, che muove il ricordo pietoso e mi eternizza. Ogni civiltà è un modo di rispondere alla morte. Oggi, tuttavia, questo meccanismo si è inceppato, poiché i morti si liquidano sempre più in fretta e la morte viene negata e dimenticata”. Quindi siamo una civiltà di automi? “L’automa assoluto, è il denaro. Vera macchina universale, dal movimento frenetico. Si dice che il capitale si muove in tempo reale. Il denaro muove tutti e tutto e anche se credo il contrario, la mia anima è già stata comprata. È difficile rifiutarsi e sfuggire al mio doppiodenaro. La macchina è più forte di noi. Il denaro, cosa morta, origina la vita, e spinge instancabile movimenti artificiali per perpetuarla e usarla per raddoppiare se stesso”. Infine, “la macchina potenzia l’uomo, ma gli toglie la memoria. L’ uomo dimentica i suoi morti e i suoi ricordi, senza sapere di dimenticarli. È una mostruosa memoria meccanica. La questione della macchina è etica, poiché la macchina ci somiglia e noi diventiamo somiglianti alla macchina. La macchina è la nostra natura, è il nostro idolo. Occorre coraggio per sopportare questa ineluttabilità”.
Giovanni Savoini

 

 


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