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Oggi l’ufologia, la più affascinante
delle non-scienze (che tale ancora è, per la
mancanza di cosiddette “irrefutabili prove”
sull’esistenza di creature extraterrestri) sembra
aver compiuto un passo avanti. Ancora irrisolta “ufficialmente”
la questione sulla veridicità degli avvistamenti,
dei contatti, degli atterraggi di navi aliene sulla
Terra, degli incontri ravvicinati di ogni tipo (sempre
per carenza di benedette “irrefutabili prove”)
si è pensato bene di andare oltre e di parlare
di “esopolitica”, cioè, come spiega
il suo promulgatore Michael Salla, lo studio dei personaggi
chiave, delle istituzioni e dei processi correlati
all'ipotesi extraterrestre che esamina le implicazioni
politiche della presumibile presenza aliena sul nostro
pianeta in termini di quanto questa sia gestita politicamente
da gruppi clandestini di enti militari e politici
in tutti i maggiori paesi.
L’esopolitica esamina diverse fonti d'informazione
in modo da comprendere meglio le motivazioni e le
attività delle razze extraterrestri in visita
sulla Terra, come la presenza aliena viene gestita
e come viene occultata al pubblico e ai rappresentanti
politici eletti. Una branca di studi fortemente criticata
da alcuni gruppi di ufologi perché non terrebbe
conto della necessità di un rigoroso studio
scientifico degli UFO, basato su dati concreti e testimonianze
convalidanti, affidandosi sulle parole di “rivelatori”
e “contattati”, le cui dichiarazioni non
sono sufficientemente corroborate da alcuna prova
scientifica.
Il mese scorso, a Romagnano Sesia, è stata
ospite dell’evento organizzato dall’associazione
culturale “Lim” di Cavallirio la giornalista
italo-americana Paola Harris, studiosa di fenomeni
UFO, assistente per sei anni del dottor J. Allen Hynek,
il più rinomato degli investigatori in questo
campo, scomparso nel 1986. Un incontro poco pubblicizzato
tra i media, che prometteva le novità dagli
ultimi convegni americani sull’ufologia, istanza
subito disattesa. Quel che si è visto alla
Sala Arcobaleno di Romagnano sono stati solo brevi
filmati già noti a chi abbia un minimo di interesse
nel settore, il più lungo dei quali un’intera
sequenza dal film “Incontri ravvicinati del
terzo tipo” di Steven Spielberg, regista definito
“uno che sapeva”, al pari del creatore
di “Star Trek”, Gene Roddenberry, un “contattato”
a detta della relatrice (entrambe asserzioni opinabili
e facilmente dimostrabili come false, basterebbe seguire
una delle ultime interviste rilasciate da Spielberg
sul suo celebre film).
Ancor più deludente, se possibile, proprio
l’intervento di Paola Harris, un confuso sunto
delle ultime direzioni prese dall’ufologia,
con salti senza soluzione di continuità dall’arcinoto
(e ancora presunto) UFO-crash di Roswell alla famosa
autopsia dell’alieno correlata (per i più
oggi destituita di ogni pretesa di realtà),
dalla presenza di un crogiolo di razze extraterrestri
sulla Terra (in accordo con segreti nuclei americani
di “intellighenzia” politica e militare,
che tutto saprebbero e nulla lascerebbero trapelare
al mondo) agli inevitabili messaggi al genere umano
forniti dai “cerchi nel grano”, passando
poi ad altri tipi di fenomeni come le “sfere
di luce” che apparirebbero anche nelle foto
digitali o sulle pareti di alcuni palazzi, i contatti
telepatici “di massa”, l’apocalittico
evento, previsto dai Maya, che ci attenderebbe nel
2012 e senza scordare una buona pubblicità
per i propri libri. Insomma, una versione attuale
di quell’indigesta mistura di svariati argomenti
fatti friggere tutti nel medesimo pentolone che ha
preso il posto della classica formula UFO-Triangolo
delle Bermude-Atlantide in voga ancora qualche decennio
fa tra i sedicenti ufologi. Le contraddizioni nel
discorso non hanno mancato di palesarsi subito, fatte
notare dall’unico giornalista presente in sala,
e citiamo solo quella per cui gli esseri extraterrestri,
definiti più volte dalla Harris come entità
al di là del bene e del male come li intendiamo
noi, passerebbero il loro tempo cercando di convincere,
tramite i “contattati”, il genere umano
a smettere di farsi la guerra (il disarmo mondiale
è una delle istanze che la stessa esopolitica
porta avanti in previsione di un futuro incontro con
gli alieni), come dire “fate i bravi che sarete
poi premiati”, cosa che stride alquanto con
la loro pretesa di indifferenza riguardo le umane
sorti. Insomma, in soldoni, anche chi fosse genuinamente
propenso a credere nell’esistenza di esseri
extraterrestri, dopo aver ascoltato i cosiddette esperti
nel settore in incontri simili, in cui tutto è
riferito “per sentito dire”, senza uno
straccio di prova, con l’unico assoluto che
è il più deleterio “io ci credo,
credeteci anche voi”, non potrà che uscire,
imbarazzato, rivedendo profondamente la propria posizione
al riguardo… e non a torto.
Eppure il fenomeno ufologico esiste davvero, ed è
una cosa importante, che dovrebbe essere davvero vagliata
con il più profondo scrupolo scientifico. Il
grande problema dell’ufologia di oggi è
che è fatta… da ufologi (meglio si definissero
semplicemente “ufofili”), una congerie
eterogenea di spiriti contraddittori, spesso non professionisti
sul campo, certo non scienziati, spinti da istanze
che a volte inducono proprio al rigetto totale, pronti
a frammentarsi in mille particelle e ad insultarsi
a vicenda su chi ha la rivista migliore in edicola,
propensi a dividersi più che ad unirsi, ormai
apparentemente privi di quei crismi di indagine degli
originali ricercatori di un tempo, spinti unicamente
da un omologante e totalmente non scientifico impulso
a fare di ogni erba, anche gramigna, un fascio, perfetti
nel porsi su posizioni assurde quando non ridicole
toutcourt di fronte al mondo scientifico da loro definito
“con il paraocchi”.
Che credibilità si può avere di fronte
a simili disarmanti panorami? Chi non scoppierebbe
a ridere di fronte al loro strombazzato desiderio
di “scoprire la verità” quando
tutt’altri interessi, molto più prosaici,
sembrerebbero spronarli? E ancora, chi potrebbe avere
il coraggio di consegnare a loro una verità
così importante come quella relativa all’esistenza
di altre forme di vita in questo universo?
Il dottor Joseph Allen Hynek, grande ufologo (per
lui sia concesso l’uso di questo termine e legittima
sia la nostra titubanza su quanto la stessa Paola
Harris abbia appreso da lui in sei anni di collaborazione),
che si pose con scetticismo nella sua ricerca della
verità (non quindi all’insegna del fuorviante
“io credo”, causa di abbagli e false interpretazioni
della realtà), arrivando ad un tangibile nucleo
di elementi inspiegabili dopo aver grandemente sfrondato
casi di errate identificazioni, scherzi o fraintendimenti
del vero, ha sottolineato che “L’argomento
UFO è meritevole di approfondite indagini scientifiche,
non solo da parte di fisici, ma anche di sociologi
e psicologi, poiché lo studio degli UFO presenta
una natura interdisciplinare. Perché risolvere
dilemmi del genere? La risposta è implicita
nella storia stessa della scienza: la ricerca scientifica
pura ha quasi sempre portato al progresso e al benessere
dell’umanità”.
Ed eccoci allora al grande paradosso: qualora mai
gli ufologi di oggi, così lontani ormai dalla
strada indicata da Hynek, dovessero avere ragione
sulle misteriose forze politico-militari che terre
bbero celato al mondo e a noi tutti la verità
sugli UFO, non potremmo a questo punto essere tutti
d’accordo, anche se con dispiacere, sulla “necessità”
che tale verità venga tenuta così gelosamente
nascosta?
Michele Tetro
Foto sopra: il cerchio nel grano di Chilbolton,
apparso nel 2002 a Crabwood, Hampshire, UK. Raffigura
il volto di un alieno e un messaggio in codice ASCII
che tradotto suonerebbe come ”diffidate dei
portatori di falsi doni e delle loro promesse non
mantenute. Molto dolore ma ancora tempo. Credete.
C’è del buono là fuori. Ci opponiamo
all’inganno. Canale chiuso (suono di campane)”.
Foto Sotto: Un alieno dal viso privo di emozioni
come appare nel serial TV "UFO", 1971
PAOLA HARRIS

Giornalista italoamericana, Paola Harris si
è dedicata fin dal 1979 all’indagine
sui fenomeni extraterrestri, pubblicando libri
e collaborando con esperti del settore (J.
A. Hynek, Philip Corso, Derrel Simms, Robert
Dean, John Mack, alcuni dei quali da lei portati
in Italia). Attualmente si dedica all’insegnamento
di storia, foto-giornalismo e cura i corsi
di “esopolitica” online dell’Istituto
fondato da Michael Salla.
JOSEPH ALLEN HYNEK

J. A. Hynek (1910-1986) è stato un
astronomo ed ufologo statunitense. Fu protagonista
del Progetto Blue Book (l’investigazione
dell’aviazione americana sulla vera
natura degli UFO col compito di stabilire
se le diverse testimonianze potessero essere
riconducibili o meno ad oggetti o fenomeni
astronomici noti) come consigliere scientifico
dal 1952 al 1969. Ha pubblicato numerosi studi
in campo ufologico. Nell'ultimo periodo della
sua vita Hynek divenne critico sull’Ipotesi
Extraterrestre popolare, esprimendo dubbi
sul fatto che gli UFO fossero oggetti fisici
provenienti da altri pianeti e riferendosi
invece ad altri tipi di manifestazioni psichiche.
Sviluppò la scala degli Incontri Ravvicinati
per poter meglio catalogare i vari resoconti
UFO, che da allora viene continuamente utilizzata
da tutti gli studiosi nel campo. Il regista
Steven Spielberg gli ha riservato un cameo
nel film “Incontri ravvicinati del terzo
tipo” (1978).
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