Expo
2015: ritorno a Milano
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La prima votazione non era stata valida a causa
di un problema nelle pulsantiere elettroniche, ma
la seconda è stata definitiva: la designazione
ad ospitare l'edizione 2015 dell'Esposizione Universale
(Expo) è andata a Milano, con 86 voti contro
i 65 andati a Smirne. Hanno risposto all’appello
151 delegati sui 154 paesi votanti, 33 europei, 31
americani e caraibici, 40 africani, 4 dell'Oceania
e 46 asiatici. E così, dopo 102 anni, l’Expo
torna nel capoluogo lombardo, che la ospitò
una prima volta nel lontano 1906.
Ovviamente, un tale evento non potrà che essere
una grande opportunità anche per il territorio
novarese, sia dal punto di vista turistico che da
quello delle eccellenze produttive e culturali. Ricadute
positive che già due anni fa erano state prospettate
dalla Provincia di Novara in previsione di una stretta
collaborazione col Comune di Milano in caso di successo
nell’assegnazione dell’Expo. A soli pochi
minuti d’auto da Milano, il ruolo di Novara
come interlocutore privilegiato per contribuire alla
realizzazione di un evento di tale rilevanza, ottenendo
di conseguenza benefici a livello di sviluppo ed occupazione,
sarà rimarcato in un prossimo incontro con
il Comitato Organizzatore dell’Expo, in modo
da gettare le basi di un percorso che vedrà
la città gaudenziana tra i protagonisti di
questa avventura. Le vicende inerenti Malpensa e le
ripercussioni di Alitalia sullo scalo aeroportuale
avrebbero potuto vanificare un tale risultato ma evidentemente
l’Expo ha rappresentato un incoraggiamento anche
per quanti si stanno prodigando a ridefinire il piano
industriale dell’aeroporto lombardo.
Secondo Gianfredo Comazzi, presidente della Camera
di Commercio di Novara e del Comitato Malpensa, “L’Expo
deve essere vista come un’iniezione di fiducia
per gli imprenditori, che oggi vivono una situazione
di incertezza e difficoltà, i quali devono
iniziare a lavorare affinché l’Esposizione
possa rappresentare una concreta occasione per il
rilancio dell’economia del territorio, sia per
le ripercussioni dirette sulle attività edili
e terziarie, sia, più in generale, come riflettore
acceso non solo su Milano, ma anche sui territorio
limitrofi, non limitandosi a lambire il Novarese ma
esplicando appieno le proprie ricadute sul territorio”.
Anche Mariella Enoc, a capo degli Industriali Novaresi,
sottolinea la grande opportunità offerta dall’Expo
per Novara: “questo evento può rappresentare
una grande occasione di sviluppo, soprattutto nei
settori della logistica, dell’edilizia e dei
servizi, ma anche da punto di vista delle opportunità
che offre in termini di valorizzazione delle risorse
turistiche. Spero che la contiguità del nostro
territorio possa, finalmente, venire considerata una
reale risorsa e che tutte le forze politiche ed economiche
trovino gli strumenti per definire un percorso comune
nell’interesse della collettività. Per
Novara è un’occasione per progettare”.
Non sono mancate le esternazioni del sindaco di Novara,
Massimo Giordano, che ha sottolineato come questa
assegnazione, avvenuta proprio nel giorno della “dismissione”
di Alitalia da Malpensa, “sia un segnale straordinario
della vivacità del Nord, che ancora una volta,
come è già accaduto e come è
sempre, non è rimasto a piangersi addosso,
ma si è rimboccato le maniche ed ha saputo
ottenere un successo impensabile fino a qualche tempo
fa. Sono certo che anche per la questione Malpensa
Expo 2015 sarà l’elemento di riscatto
nei confronti di una politica che non ha saputo guardare
oltre, e che ha cercato di imbrigliare lo sviluppo
di queste regioni attraverso una lettura della realtà
di questi territori al di fuori da ogni strategia
che fosse a sostegno dell’interesse locale”.
Un incontro dell’amministrazione comunale novarese
con il sindaco di Milano Letizia Moratti ha visto
il concretizzarsi di un accordo sul coinvolgimento
in termini di collaborazione alla buona riuscita dell’evento.
Eliana Frontini
Michele Tetro
UN COMITATO NOVARESE
“Il mondo novarese deve poter sedere
ai tavoli che contano e prendere parte alle
decisioni relative all’Expo”:
così ha esordito il sindaco di Novara
Massimo Giordano nel presentare la nascita
del Comitato per l’Expo 2015, una iniziativa
promossa dall’Assessorato al Commercio,
Industria, Artigianato e Agricoltura del Comune
di Novara cui hanno aderito anche la Camera
di Commercio, Confcommercio, Confartigianato,
Confesercenti, CNA, AIN, Confagricoltura,
API, CIA e ATL. L’intento è quello
di unire tutte le forze produttive cittadine
per diventare interlocutore privilegiato con
la Camera di Commercio di Milano e l’organizzazione
dell’Expo in modo da favorire ricadute
positive sul Novarese. Tra i punti cardine
d’azione del Comitato la difesa del
prodotto e della qualità Made in Italy
di fronte allo strapotere cinese. La cabina
di regia del Comitato per l’Expo sarà
il Comune di Novara e la Camera di Commercio,
enti rappresentativi delle associazioni aderenti.
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I NUMERI DELL'EXPO
L'Esposizione Universale durerà dal
1 maggio al 31 ottobre 2015, e sarà
dedicata all'alimentazione. Il titolo scelto
è “Nutrire il pianeta, energia
per la vita”. I numeri di Expo Milano
2015: 29 milioni di visitatori previsti, 120
Paesi espositori, 1,1 milioni di metri quadrati
l'ampiezza dell'area fieristica a Rho-Pero
destinata a ospitare l'evento, 8 padiglioni
espositivi, 200 metri l'altezza della Expo
Tower che sarà costruita nell'area
espositiva, 4,1 miliardi di euro gli investimenti
diretti previsti così ripartiti: 3,228
miliardi per le infrastrutture (1,253 miliardi
per costruire l'area espositiva, 1,780 miliardi
per migliorare trasporti e connessioni con
l'area, 135 milioni per aumentare alberghi
e ricettività, 60 milioni per impianti
tecnologici), 892 milioni per organizzare
e gestire l'evento, 1,486 miliardi di finanziamenti
saranno garantiti dallo Stato, 851 milioni
dagli enti locali, 891 milioni dal settore
privato, 892 milioni da sponsor e biglietti.
E ancora: 3,7 miliardi di euro la produzione
attivata per il sistema economico, 70 mila
i posti di lavoro creati in cinque anni, 36
mila i volontari coinvolti per l'accoglienza.
Numeri da capogiro, che concretizzano il successo
sognato dalla delegazione italiana, un accordo
siglato con la vittoria parigina del 31 marzo.
Riunito al Palais de Congrès di Parigi,
il Bureau des Expositions ha proclamato la
vittoria del capoluogo lombardo. Dopo la presentazione
della candidatura, la conferma per un progetto
che vedrà l’Italia destinataria
di 4 miliardi di euro di investimento.
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1906: LA PRIMA VOLTA DI MILANO
L'Esposizione Internazionale di Milano del
1906 si tenne dal 28 aprile all'11 novembre
di quell'anno, proposta dalla Lega Navale
e dall’Associazione Lombarda dei Giornalisti,
in padiglioni ed edifici appositamente costruiti
alle spalle del Castello Sforzersco (l'attuale
Parco Sempione) e nell'area dell’ex
Piazza d’Armi dove dal 1923 sorse la
Fiera di Milano. Il tema scelto fu quello
dei trasporti. Per l'occasione furono investiti
più di 12 milioni di lire dell'epoca,
le nuove costruzioni furono 225, poi smantellate,
tra cui l’Acquario Civico che invece
esiste ancora oggi in via Gladio. Le nazioni
partecipanti furono oltre 40, gli espositori
35.000, i visitatori furono stimati in più
di 5 milioni, una cifra record per l'epoca.
L'immagine simbolo dell'esposizione, realizzata
da Leopoldo Metlicovitz, celebrava l'apertura
del traforo transalpino del Sempione, completato
proprio in quell’anno (e da cui il parco
omonimo prende il nome) rendendo possibile
la prima linea ferroviaria diretta tra Milano
e Parigi. La Provincia di Milano organizzerà
itinerari sulle tracce dell’Expo del
1906.
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1851: LA PRIMA EDIZIONE A LONDRA
L'Expo, o Esposizione mondiale, è il
nome generico che indica diverse grandi esposizioni
tenutesi fin dalla metà del XIX secolo.
L'organismo internazionale che regola la frequenza,
la qualità e lo svolgimento delle esposizioni
è il Bureau International des Expositions,
abbreviato in BIE, nato da una convenzione
internazionale siglata a Parigi nel 1928.
Attualmente aderiscono al BIE 98 Stati.
Le esposizioni gestite dal BIE sono esposizioni
internazionali di natura non commerciale,
con durata superiore alle tre settimane, organizzate
ufficialmente da una nazione e che prevedono
la partecipazione delle altre nazioni invitate
tramite canali diplomatici dalla nazione ospitante.
La prima Esposizione Universale è generalmente
considerata quella tenutasi a Londra nel 1851.
Il successo di questo evento ha spinto altre
nazioni ad organizzare iniziative similari,
come l'Exposition Universelle di Parigi del
1889, ricordata per la creazione della Torre
Eiffel. L'Esposizione Universale si svolge
generalmente ogni cinque anni. La prima si
svolse a Londra nel 1851, Milano la ospitò
nel 1906. Le ultime nella storia sono state
a Siviglia nel 1992, ad Hannover nel 2000,
ad Aichi (Giappone) nel 2005. La prossima
sarà a Shanghai, nel 2010. Tra un'Esposizione
Universale e l'altra si volge anche un'Expo
tematica più piccola, come quella di
Genova del 1992. Le prossime saranno a Saragozza
nel 2008 e a Yeosu, nella Corea del Sud, nel
2012.
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CITTA' D'ACQUA ALL'OMBRA DELLA MADONNINA
Con l’Expo 2015 Milano tornerà
una città d’acqua, come prima
che i Navigli venissero coperti. Infatti una
via navigabile dovrebbe collegare il nuovo
quartiere espositivo, accanto alla Fiera di
Rho-Pero, con la Darsena nella zona Ticinese.
Sicuramente felici del progetto Marco e Matteo
Cabassi, figli di Giuseppe, costruttore e
immobiliarista chiamato “Sabiunat”
perché suo padre aveva fatto fortuna
scavando e vendendo sabbia. Un destino sull’acqua:
la loro famiglia diventò ricca anche
grazie ai barconi che solcavano i Navigli,
fino alla Darsena, con la sabbia e gli altri
materiali per costruire Milano. Ora i Cabassi
possiedono parte delle aree dove, intorno
a un lago artificiale, sorgerà l’Expo.
Due itinerari di 20 chilometri immersi nel
verde che metteranno in connessione tutta
la cintura dei parchi cittadini. Dal centro
della città, accanto alle due vie,
partiranno dei “raggi verdi”,
piste pedonali e ciclabili, che si ricongiungeranno
alla corona dei parchi sulla cintura. Tra
i nuovi padiglioni dell’Expo sorgerà
una torre alta circa 200 metri, più
delle guglie del Duomo. Tutto il quartiere
espositivo sarà una “low emission
zone”, ossia avrà il minor impatto
possibile sull’ambiente e sulla domanda
di energia. La zona sarà proibita alle
auto. I visitatori che vogliono raggiungere
l’Expo si dovranno fermare nei parcheggi
di corrispondenza e poi verranno trasportati
con navette ecologiche. All’interno
saranno permessi solo veicoli elettrici, navette
a idrogeno o biciclette. Anche il futuro della
cittadella Expo sarà ambientale. Un
enorme quartiere ecologico senza auto, petrolio
o gasolio, con raff reddamento e riscaldamento
garantiti sfruttando il fotovoltaico, l’energia
solare e altri strumenti puliti.
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