Abbiamo recentemente parlato della storia millenaria
di Briga Novarese e del suo notevole patrimonio artistico,
legato alla presenza di ben otto luoghi sacri. Ma
il centro nei pressi di Borgomanero merita una visita
anche per il Museo di Cultura Materiale, museo etnografico
dedicato alle civiltà degli ultimi duecento
anni.
Un nucleo originario esisteva già alla fine
degli anni Ottanta, ma dal 19 ottobre 1996 il museo
è stato ufficialmente inaugurato ed ospita
oggi circa 700 oggetti che, peraltro, in futuro troveranno
migliore collocazione, in uno spazio che sarà
appositamente allestito per rendere più agevole
la visita e sistemare in maniera più dettagliata
gli oggetti stessi.
Un giro al piccolo museo tuffa il visitatore in un
mondo purtroppo perduto, dove l’ingegno, l’abilità
manuale e la fatica umana, hanno originato strumenti
per il lavoro o per la casa di una precisione millimetrica,
dove tutto veniva usato e nulla gettato. Dai ferri
da stiro, ai tosta caffè, dalla macchina per
cucire, alla “cudera” per dar da mangiare
ai maiali, dai “zucluign”( gli zoccoloni,
soprannome dei Brighesi) agli “zaboi”
per lavorare nell’orto, dalle pentole di bronzo
e paioli per la polenta agli sci in legno degli Anni
Venti, alle bocce per il gioco tanto caro ai piemontesi
(i “fèer”).
Ma ciò che colpisce di più sono gli
innumerevoli attrezzi per il lavoro in campagna, tutti
rigorosamente costruiti a mano, dai falcetti alle
roncole con le apposite custodie da attaccare alla
cintura (i “ povrom”), i gioghi per i
buoi e i “ciochi pàr i cràvi”,
cioè i campanacci per le pecore in bronzo ottonato,
i “cavagn” per la raccolta dei prodotti,
erpici e aratri. E ancora decine di seghe per falegnami,
chiodi di legno, una grande morsa a pedale, “la
mòorsa”, gli attrezzi dei muratori e
la postazione del falegname, la cui foto dell’ultimo
storico del paese, campeggia su di un muro.
Soffermarsi ad osservare ogni singolo pezzo riporta
ad un passato che pare lontanissimo, ma che in realtà
è solo dietro l’angolo: la tecnologia
odierna, l’elettronica, la cibernetica qui non
esistono, solo l’acume e la necessità
di creare attrezzi per lavorare, e quindi per vivere,
hanno spinto l’uomo a provvedere a tutto ciò
di cui aveva bisogno per la vita in campagna. Il corredo
del 1882 con l’originale elenco in bella scrittura,
mostra l’importanza che esso aveva per una donna
ed ogni singolo pezzo era creato per un’occasione.
Così come l’antico scaffale della cucina,
ricco di piatti, pentole, schiacciapatate, mestoli
e cucchiai e il servizio per la festa. Non ci sono
elettrodomestici computerizzati, eppure c’è
tutto l’occorrente per i pasti, con porcellane
impreziosite da decori e disegni. Le botti, le ceste
dei brentatori ed i torni fan ricordare che il vino
della zona borgomanerese aveva la sua importanza e
che ogni singola fase, dalla vendemmia all’imbottigliamento,
era un lavoro di estrema precisione e di grande fatica.
Un piccolo museo che offre al visitatore un esauriente
quadro della grande importanza della civiltà
agricola, artigianale e domestica, alla base di tutte
le moderne civiltà.
Manuela Peroni Assandri
Museo della Cultura Materiale
Piazza Unità d’Italia
Briga Novarese.
Info: 0322 955731
Presidente:
Sig. Silvano Albertano
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