Teatro, cinema e... francobolli

E' inevitabilmente il teatro-cinematografo novarese che oggi si conosce di meno, dato che fu abbattuto nel 1930 per lasciare il posto all’attuale edificio che ospita le Poste Centrali, ma per ottant’anni, a partire dal 1850, il vecchio teatro cittadino, dapprima noto come Teatro Sociale e poi Politeama Municipale, ha conteso al Coccia e al Faraggiana le luci della ribalta.

L’edificio, una elegante costruzione ottocentesca che ben occupava lo slargo tra i parchi e la Barriera Albertina, fu progettato dall’architetto Paolo Rivolta, inaugurato nel 1855 con l’opera “Lucia di Lammermoor” di Donizetti e dal 1902 intitolato al compositore Giuseppe Verdi, scomparso l’anno prima a Milano. Il suo interno poteva ospitare circa 1700 persone, disposte in platea e in due gallerie. Sul suo palco si susseguirono opere, prosa, esibizioni sportive, balletti e spettacoli circensi, ammiccando quindi alle fasce più popolari novaresi, spinte qui a preferenza dei più raffinati teatri Coccia e Faraggiana.


Da notare che nel 1908 proprio al Politeama giunse la Compagnia del Gran Guignol dell’attore e capocomico Alfredo Sainati, che con sua moglie Betta Storace proponeva in Italia gli spettacoli macabri e violenti del celebre teatro parigino attivo dal 1897 al 1963. Nonostante le tematiche sordide ed orrorifiche, con abbondanza di assassini, crimini sanguinosi, deviazioni sessuali, occultismo e donnine dai facili costumi questo tipo di intrattenimento riscuoteva sempre molto successo.

L’avvento del cinematografo trovò spazio anche al Politeama Verdi con la proiezione di pellicole in prima visione, confermando il teatro come luogo di aggregazione molto frequentato, da dove ci si poteva poi spostare nella vicina via Cimabue per una sosta al Bar Verdi, gestito dagli anni Venti da Ernesta Negrini, che preparava ottimi buffet al termine degli spettacoli, per chiudere la serata con una partita al biliardo o una bevuta in un locale a metà strada tra ritrovo di tendenza e osteria popolare.

Con l’arrivo degli anni Trenta cambiano gli scenari, sia sociali che urbani, e il vecchio stabile teatrale viene demolito a favore della costruzione del Palazzo delle Poste, progettato dal celebre architetto “di stazioni ed uffici postali” Angiolo Mazzoni, impegnato in quest’impresa dal 1929 al 1935. Così Largo della Costituente perde quel suo fascino ottocentesco per una conversione architettonica “stile impero” da ventennio fascista, che gli preclude in parte la prerogativa di spazio privilegiato per gli incontri dei novaresi. Oggi l’area antistante del Palazzo delle Poste è occupata da un parcheggio sempre affollato, luogo ormai per lo più di passaggio veloce, su cui si affaccia l’edicola di Corrado Moretto. Ma il suo bel colpo d’occhio non manca di attrarre ancora oggi i novaresi a passeggio sotto i portici di Palazzo Orelli o lungo i viali dell’Allea… e chissà quanti di loro, soffermandosi magari lungo il colonnato che porta verso la Barriera Albertina, ricordano ancora il vecchio Teatro Sociale, scomparso ormai da più di settant’anni.

Michele Tetro

 

 

 


gli articoli de
"il periodico Novarese"

Mensile di informazione e cultura della Provincia di Novara. Esce ai primi di ogni mese. Lo trovate nelle edicole di Novara e provincia.


Paola Principe
e Michele Tetro, rispettivamente
Direttore Responsabile
e Caporedattore de
"Il periodico Novarese"


INDEX ARTICOLI
gli articoli pubblicati
su OkNovara


ORA IN EDICOLA
il nuovo numero

NUMERI ARRETRATI
archivio fotografico e modalità di richiesta

ABBONAMENTI
tariffe e modalità