Da sempre uno dei centri nevralgici
di qualsiasi città o paese è la sua
stazione ferroviaria, e Novara non fa eccezione. Punto
di arrivo o partenza dei viaggiatori, siano essi turisti
o lavoratori, lo scalo ferroviario deve provvedere
alle loro immediate prime necessità (ristoro
ed accoglienza) ma anche ad offrire un punto di vista
estetico della città che non solo possa fare
colpo ma soprattutto costituire un fondamentale e
positivo “imprinting” urbano per i visitatori.
Si sa, la prima impressione è quella che conta
e bisogna ammettere che la piazza antistante la stazione
ha tutte le caratteristiche per offrire un pregevole
“primo acchito” al capoluogo gaudenziano.
Ariosa, verdeggiante e comunque tranquilla, nonostante
l’ovvio traffico veicolare.
Ma com’era la stazione di un tempo? Le cartoline
d’epoca della stazione ce la mostrano ancora
riconoscibile nel suo aspetto tipico ma alquanto differente
da quella odierna per alcuni importanti dettagli.
Tra particolari “inediti” che balzano
all’occhio colpiscono due curiose strutture
a forma di tempietto, erette ai lati dell’area
in cui oggi si trova il parcheggio delle biciclette,
lungo il viale Manzoni, che ospitavano rispettivamente
una rivendita di giornali e una gelateria, entrambe
scomparse sin dagli anni Cinquanta. L’edicola
si è spostata nell’angolo di piazza ad
ovest, gestita da Filippo Favaretto, mentre locali
di ristoro sono stati aperti sotto i portici che occupano
due lati della piazza. Interessante è anche
riscontrare la presenza della linea del tramway per
Galliate, con fermata obbligatoria davanti alla stazione,
che nel suo lato nord rivela un vasto giardino non
più rintracciabile, allestito all’epoca
dell’inaugurazione.
Un evento che ebbe dello spettacolare, a giudicare
dalle testimonianze rimaste: infatti, in quel lontano
1854, l’architetto Paolo Gaudenzio Rivolta disegnò
ed allestì una grande arena posticcia, con
decorazioni dei pittori Pierto Brazzi e Giovanni Zanolo,
proprio davanti alla stazione, abbellita con statue
colossali realizzate da Gaudenzio Dago, Giuseppe Argenti
e Giuseppe Rossi, il tutto immerso in un grande e
falso giardino, contenente molte palme.
Oggi non ne resta traccia ma l’idea del giardino
antistante la stazione è rimasta e si è
concretizzata con l’area verde attuale, dotata
di alberi ed aiuole fiorite, impreziosita inoltre
nel 1886 dalla statua dedicata a Giuseppe Garibaldi
(opera dello scultore milanese Ambrogio Braga, che
si trova in linea con quella di Camillo Benso conte
di Cavour, verso il centro cittadino) e da quella
intitolata alla mondina (realizzata da Edmondo Poletti),
che si sporge su un piccolo fontanile.
All’inizio del Novecento la stazione ferroviaria
novarese era una delle più importanti d’Italia
e ospitava sei binari sotto una grande tettoia di
ferro, illuminata da lampioni. Oggi è invece
dotata di una quindicina di binari passanti, dei quali
dieci numerati per il servizio viaggiatori. Il primo
treno inaugurale, un locale formato da locomotiva
più un vagone proveniente da Mortara, partì
alla volta di Alessandria alle 5.50 del 21 luglio
1854. La prima linea ferroviaria operativa fu invece
la Novara-Genova, con scali a Mortara ed Alessandria,
poi si attivarono collegamenti con Borgomanero ed
Arona (1855), Torino (1857), Milano (1858) e Varallo
Sesia (1883-1886). Durante gli anni della seconda
guerra mondiale, la stazione ferroviaria divenne luogo
di partenza e transito dei soldati verso il fronte
e luogo d'arrivo dei reduci e dei feriti, ma anche
uno scalo merci di notevole importanza per il trasporto
di materiale bellico. Nodo di comunicazione vincolante
sulla tratta Torino- Milano, nel tempo ebbe presto
bisogno di ampliarsi con la costruzione del vasto
parco “del boschetto” per lo stoccaggio
di merci e il deposito vagoni. Oggi, nonostante i
cambiamenti, ha mantenuto le sue linee rigorose, scandite
in tre corpi rilegati dalla sequenza delle arcate
del piano terra, rimarcate anche dal recente restauro
dell’edificio, e forse entro l'autunno si vedrà
l'apertura di un centro commerciale all'interno dei
suoi locali, cosicché chiunque si trovasse
nei dintorni o abitasse in una zona limitrofa e avesse
necessità urgente di acquistare qualcosa, lo
potrà fare direttamente in stazione.
Michele Tetro