Se di fronte all’inarrestabile rincaro dei
prezzi e alla difficoltà di far quadrare i
conti alla fine del mese la parola d’ordine
è “risparmio”, le abitudini dei
consumatori stanno cambiando non soltanto in funzione
del portafogli ma anche in virtù di un preciso
impegno etico e di una maggior consapevolezza. Perseguendo
i principi ispiratori del cosiddetto “consumo
critico”, un nuovo modo di fare acquisti rispettoso
dell'ambiente e dei diritti umani, che alla fine degli
anni Ottanta portò a boicottare una serie di
prodotti alimentari e artigianali fabbricati da alcuni
colossi multinazionali, sono nati i GAS, acronimo
di Gruppi di Acquisti Solidali, un insieme di persone
o di famiglie che ordinano la spesa insieme, scegliendo
il fornitore secondo precisi criteri etico-ambientali.
Un modo alternativo di comprare ma soprattutto un
rinnovato stile di vita che rifiuta il consumismo,
la sudditanza alle grandi marche imposte da bombardamento
pubblicitario, le lunghe code alla cassa dei supermercati
o i pomeriggi domenicali passati nei centri commerciali
a favore del contatto con la terra, di un rapporto
diretto tra produttori e consumatori, privilegiando
la relazione umana e allo stesso tempo la conoscenza
immediata delle caratteristiche degli alimenti, anche
attraverso visite guidate presso l'azienda agricola
fornitrice. Il sistema dei GAS è una realtà
giovane e dinamica che, nata in Emilia Romagna nel
1994, si è rapidamente diffusa in tutta la
penisola, in particolare al Nord. Solo in Piemonte
si contano una cinquantina di gruppi di cui diciassette
solo nel capoluogo subalpino e una decina nel Torinese.
A Novara sono attivi il GAS Novara e Il girasole mentre
in provincia si segnalano i gruppi di Oleggio e Grignasco.
Le modalità organizzative dei GAS sono differenti:
alcuni scelgono di costituirsi in associazione, altri
di appoggiarsi ad associazioni preesistenti, mentre
altri ancora scelgono di non avvalersi di nessuna
struttura organizzativa riconosciuta.
“Il nostro gruppo”, spiega Giuseppe Anselmino
del GAS di Grignasco, “nasce dall'intenzione
di dare al normale atto dell'acquisto dei prodotti
di cui necessitiamo comunemente anche un senso etico
e quindi di maggiore responsabilità verso le
molte conseguenze che sottendono al consumo e attenzione
a tutti i vari passaggi della filiera produttiva.
Il gruppo è fondamentale affinché questo
processo si realizzi attraverso la collaborazione
e l’apporto di tutti. Noi siamo una ventina
di famiglie, con età media tra i 40-45 anni.
Recentemente”, prosegue Anselmino, “ abbiamo
avuto un aumento d’interesse e un incremento
del numero di partecipanti e così abbiamo deciso
di ritrovarci ogni tre mesi per la raccolta degli
ordini dei vari prodotti e stiamo valutando la possibilità
di dare ai nostri incontri anche un taglio “culturale”,
nel senso di cogliere l’occasione per approfondire
temi di interesse comune collegati all’attività
del GAS e ai prodotti che acquistiamo”.
Sorto per aderire alla campagna “bilanci di
giustizia”, iniziativa nata nei primi anni Novanta
per chiedere alle famiglie di verificare sul bilancio
familiare l'incidenza delle loro modifiche allo stile
di vita, il GAS di Oleggio, come spiega Mirco Fagioli,
“tra le altre cose si pone come obiettivo il
consumo critico. Abbiamo quindi avviato i primi acquisti
collettivi e solidali da circa tre anni. Siamo circa
25 famiglie, con età media 40 anni ed estremi
dai 30 ai 60. I nostri incontri si svolgono a cadenza
mensile e sono momenti di riflessione e messa in comune
di tematiche sul consumo critico, autoproduzione,
sobrietà e aspetti org anizzativi inerenti
gli acquisti o la scelta di nuovi prodotti e produttori”.
Neonato invece il GAS di Vercelli, che come racconta
il presidente Luigi Carbonero, si è costituito
come associazione il 26 giugno scorso. “Per
ora”, spiega Carbonero, “le famiglie aderenti
sono circa una ventina ma contiamo, dopo le ferie
estive, di organizzare una conferenza stampa di presentazione,
in cui ci faremo conoscere alla cittadinanza vercellese
ed alle istituzioni le nostre motivazioni e con l’aiuto
di alcuni fornitori anche alcuni prodotti. Sarà
questa l’occasione per raccogliere nuovi soci
e per avvicinare il produttore al consumatore (che
io preferirei chiamare co-produttore, perché
chi consuma sfrutta mentre noi vorremmo essere partecipi
della filiera). L’età delle persone aderenti
al GAS di Vercelli è eterogenea, così
come la loro professione e devo dire con grande soddisfazione”,
aggiunge Carbonero, “che sono ampiamente rispettate
le quote rosa”. Gli incontri di questo gruppo,
prima quasi settimanali, ora hanno una cadenza mensile
salvo esigenze particolari. In genere le convocazioni
sono inviate tramite posta elettronica così
come le ordinazioni dei prodotti. A breve sarà
possibile, per gli aderenti al GAS, entrare nel sito
internet e tramite una password che verrà fornita
al momento dell’iscrizione accedere all’elenco
dei produttori ed inoltrare l’ordine d’acquisto.
Al momento per ogni prodotto esiste un referente che
si occupa di raccogliere e gestire tutti gli ordini
dei soci, nonché occuparsi della consegna e
distribuzione della merce ordinata. “Gli ordini
sono settimanali”, prosegue Carbonero, “per
quanto riguarda la verdura, si passa poi ad una cadenza
mensile per salami, carne, sott’oli per arrivare
ai 3-4 mesi per pasta, farine, miele, riso, formaggi,
olio, birra, vino, cosmetici e detersivi. Sono inoltre
previsti acquisti stagionali di arance e formaggi
di capra”.
Per quel che riguarda i criteri di scelta dei produttori
da cui rifornirsi Anselmino li riassume così:
“origine biologica del prodotto, provenienza
locale e se possibile da piccoli produttori in modo
anche da permettere la conoscenza diretta del fornitore,
il rispetto, durante i vari passaggi della filiera,
dell’ambiente e della dignità del lavoro,
l’attenzione e il sostegno alle entità
produttive che svolgono funzioni sociali, ivi compresi
i prodotti del commercio equo e solidale”.
Della stessa opinione Fagioli che parla “di
sostenibilità ambientale e sociale con un occhio
anche al costo, ma in second'ordine. Cerchiamo di
privilegiare quando possibile produttori locali, rispettosi
dell'ambiente (se produttori di alimenti chiediamo
certificazione e viste in loco), per altri prodotti
di vestiario, detersive altre certificazioni”.
Tutti sono concordi nell’affermare che il rapporto
di fiducia con i produttori è un elemento fondamentale.
Un elenco è pubblicato sul sito “Gasinrete”
dove non compaiono indirizzi nella nostra zona perché,
spiega Anselmino “i produttori sono auto segnalati.
In realtà nelle Provincie di Novara e del Verbano
Cusio Ossola (come anche nella provincia di VC) ve
ne sono alcuni dai quali ci riforniamo. Nel Novarese
esiste una associazione di produttori bio www. bionovara.
org. e inoltre l’associazione Abacashì
di Novara che, anche con il contributo delle Provincia,
sta preparando una guida che dovrebbe contenere anche
informazioni sui produttori della zona che rispettano
tutta una serie di requisiti”.
Gli acquisti solidali non si limitano al settore alimentare
ma puntano anche alla frontiera dell'acquisto collettivo
di energia pulita (si stanno attivando per promuovere
l'installazione di pannelli fotovoltaici e altri sistemi
di utilizzo delle fonti d’energia rinnovabili)
e, per quel che riguarda il tessile e l’abbigliamento,
alla possibilità di individuare filiere alternative
e interamente naturali quali la canapa e il lino.
In quest’ambito il nostro territorio è
tra i primi della classe con il produttore novarese
Gianluca Bruzzese, tra i promotori del progetto “Made
in No”. Accantonati il condizionamento indotto
dalla pubblicità e il valore evocativo degli
status symbol ecco avanzare un pacifico esercito,
sempre più numeroso, di “nuovi”
in grado di impensierire la grande distribuzione tanto
che alcune catene hanno introdotto linee di prodotti
equosolidali, perché se non puoi combatterli,
giustamente, meglio farteli amici…
Paola Principe