Assetati di energia

L'energia, di qualunque tipo possa essere, fa parte dei nostri fabbisogni primari di sopravvivenza. Esistono numerose forme di energia, da quella elettrica a quella magnetica, da quella eolica a quella nucleare, che oggi è tornata in primo piano nella cronaca. In effetti esistono motivi più che validi per temere l'energia nucleare, motivi che risalgono agli albori delle scoperte sull'energia atomica e soprattutto sugli usi impropri di cui l'uomo si è reso responsabile. Tuttavia in questa sede si cercherà di sviscerare in modo semplice i pregi ed i difetti dell'uso e dell'attività industriale che riguarda lo sfruttamento dell'energia nucleare.
Il funzionamento di una centrale atomica si può riassumere schematicamente in questo modo: il suo cuore è il reattore, all'interno del quale avvengono le reazioni nucleari che producono una quantità enorme di energia che si manifesta sotto forma di calore. Quest'ultimo viene utilizzato per trasformare l'acqua in vapore con cui vengono movimentate le turbine che a loro volta producono energia elettrica. Naturalmente esistono numerosi tipi di centrali nucleari e di reattori, ma per semplicità non ci addentreremo in inutili dettagli tecnici. L'interno di un reattore è costituito sostanzialmente da lunghe barre metalliche aventi natura e scopi diversi: abbiamo principalmente le barre di combustibile, il più delle volte costituite da derivati dell'uranio. Poi vi sono le barre di controllo in grafite, il cui scopo è quello di tenere sotto controllo la reazione, e le barre di assorbimento dei neutroni in eccesso, il tutto immerso in acqua comune o più spesso acqua pesante. Quest'ultima viene chiamata così perché le sue molecole sono costituite da un atomo di ossigeno e da due atomi di deuterio, un isotopo dell'idrogeno formato da un protone e due neutroni anziché da un solo neutrone. La vera e propria reazione nucleare avviene quando le barre di combustibile altamente radioattive vengono avvicinate fra loro e, raggiungendo la massa critica, gli atomi che le costituiscono si frantumano (da cui la fissione, cioè rottura) colpendo a loro volta altri atomi che nuovamente si frammentano e così via durante la cosiddetta reazione a catena, tristemente nota anche perché è la stessa reazione che si sviluppa (con intensità migliaia di volte maggiore) durante un'esplosione nucleare. La conseguenza del processo di fissione è la produzione di un'enorme quantità di calore con emissione di neutroni. L'eccesso di queste particelle viene assorbito dalle barre di controllo ed il calore viene in parte utilizzato per produrre vapore come spiegato in precedenza, in parte viene assorbito dall'acqua e smaltito dopo che ne è stata abbassata la temperatura. Poiché il calore è troppo elevato l'acqua, prima di essere espulsa, viene fatta passare attraverso le torri di raffreddamento che rappresentano una tipica caratteristica strutturale delle centrali nucleari. Inoltre il movimento delle barre di controllo all'interno del reattore consente di regolarne la potenza a seconda dell'altezza a cui vengono posizionate.
Uno di principali vantaggi delle centrali nucleari è la loro enorme efficienza: con modeste quantità di combustibile si produce una grandissima quantità di energia. Invece il loro più grande svantaggio è quello delle scorie che vengono prodotte. Esse però non sono tutte uguali: le scorie di 1° grado o bassa attività comprendono i materiali provenienti dallo smantellamento dei siti come macerie, calcestruzzo, rottami, ecc. Quelle di 2° grado o media attività provengono da materiali tecnici (guanti, vestiario, ecc.) con una pericolosità di circa 300 anni. Quelle di 3° grado o alta attività sono i rifiuti provenienti dalle ceneri dell'uranio combusto e dal cuore del reattore. Esse hanno una pericolosità di migliaia di anni e debbono essere stoccate in modi la cui sicurezza è tuttora al vaglio della scienza e della tecnologia. Va ricordato che esiste un tipo alternativo di reazione nucleare, e cioè la fusione. In essa i nuclei, anziché frantumarsi producendo scorie, si fondono tra di loro producendo come unico rifiuto del vapore acqueo. Peccato che in natura la fusione avvenga all'interno del nucleo delle stelle, in cui si raggiunge una temperatura di molti milioni di gradi centigradi. Ciò necessiterebbe di una tecnologia così avanzata che ne dispongono solo le navi stellari della serie TV di fantascienza “Star Trek”.
Tornando alla realtà, l'utilizzo delle centrali nucleari rappresenta numerosi rischi che non si limitano alla pericolosità intrinseca della centrale stessa: tutti ricordano infatti l'incidente di Chernobyl, nell'ormai lontano 1986. In essa si è concretizzato il rischio più terrificante ed il peggiore incidente che possa avvenire in una centrale nucleare: si è verificata una perdita del liquido di raffreddamento, lasciando così scoperto il nocciolo che si è surriscaldato ed è esploso come una piccola bomba atomica, rilasciando una enorme quantità di radiazioni letali. Oltre a questo esistono anche pericoli legati al terrorismo, in quanto le centrali potrebbero essere considerate obiettivi sensibili; in più capitano anche incidenti più o meno gravi come quello avvenuto i primi di luglio presso la centrale di Tricastin, a pochi chilometri da Avignone, in Francia, dove una cisterna che avrebbe dovuto trattenere i liquidi di raffreddamento è traboccata e 30000 litri di acqua contenente una concentrazione di 12g/litro di uranio si sono riversati in due fiumi che scorrevano nelle vicinanze. Va tenuto ben presente che, sebbene in Italia sia stata bandita l'energia nucleare, siamo letteralmente circondati dalle centrali, dal momento che solo in Francia ci sono ben 59 centrali nucleari; sono attive anche in Gran Bretagna, Lituania, Belgio, Slovacchia, Spagna, Germania, Slovenia, Finlandia, Olanda, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Svezia e Bulgaria. Quindi se, Dio non voglia, avvenisse un incidente, sarebbe esattamente come avere le centrali nucleari sotto casa, perché le radiazioni non conoscono le frontiere.
Quindi, per quanto ci riguarda, l'unico effetto che abbiamo ottenuto abolendo le centrali in Italia è stato quello di essere costretti ad acquistare a caro prezzo la corrente elettrica prodotta all'estero dall'energia nucleare. In questo modo ne condividiamo i rischi ma non i benefici. Non solo, ma così facendo abbiamo perso i vantaggi economici ed energetici ma ci siamo tenuti gli aspetti negativi, ovvero le scorie. Forse non tutti sanno che presso la centrale Eurex di Saluggia, a circa 50 chilometri a Ovest di Novara (e a soli 30 km da Vercelli) si trova uno dei più grandi depositi d'Europa di rifiuti nucleari allo stato liquido, perdipiù maldestramente (e direi malamente) conservati in cisterne situate all'interno dell'alveo di piena della Dora Baltea e a monte dell'Acquedotto del Monferrato, che rifornisce di acque potabili mezzo Piemonte (e per fortuna nostra non serve anche le nostre zone). Queste scorie, ancor più pericolose proprio in quanto liquide e di conseguenza a rischio sversamento, sono in attesa di essere inertizzate con sabbia. Periodicamente vengono spedite a Sellafield, in Inghilterra, dove vengono trattate e poi ci vengono rimandate indietro, il tutto a costi altissimi. Nel frattempo dall'ARPA sono state rilevate tracce di isotopi radioattivi all'interno delle falde acquifere a valle del deposito proprio a causa delle perdite di una delle cisterne. Il problema al momento è stato risolto ma, con premesse di questo tipo e a queste condizioni, sembra semplicemente assurdo rinunciare al nucleare mantenendone però i rischi e i problemi legati alle scorie.
Marco Sozzani

 

 


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