Anche se il Consiglio Comunale
dei primi anni dell'800 lamentava in un suo atto ufficiale
che “…unica fra le città di provincia,
Novara gareggia con le Capitali nel possedere ogni
maniera di Stabilimenti d’educazione e d'istruzione.
Oltre a quelli di necessità indispensabile,
la città vanta orfanotrofii, asilo, istituto
d’Arti e Mestieri, scuole tecniche, scuole serali
d'agricoltura. La Biblioteca del Municipio è
piena d’avvenire… Sta per inaugurarsi,
nobile pensiero del Collegio Caccia, una Pinacoteca
Novarese per contribuire coi capolavori delle nostre
Chiese, un vantaggio per lo studio della pittura.
Lo stesso Collegio Caccia largamente provvede all'istruzione
superiore e promuove con gran frutto le arti della
scultura e della pittura”.
Tutto bello, tutto positivo, tutto da applausi. L’atto
comunale continuava: “Senonché, in tanta
copia di protezioni e di studi, sola derelitta è
la Musica…!”
Nonostante questo lamento, in Novara c’è
fermento culturale, nel quadro della straordinaria
trasformazione urbanistica che vede, fra l’altro,
l’abbattimento delle fortificazioni spagnole
e la realizzazione dei baluardi come passeggiate per
i cittadini.
La Barriera Albertina è datata 1837; negli
anni Trenta vengono costruiti i Portici dei Mercanti;
negli anni intorno al 1850 vengono realizzati i progetti
architettonici di Alessandro Antonelli: infatti in
quel periodo fecondo prendono l’avvio i lavori
per la Cupola di San Gaudenzio, l’Ospedale Maggiore,
il rifacimento dell’antico Duomo romanico e
infine viene realizzata anche Casa Bossi.
La cultura trova spazi enormi in questo secolo
di grandi stimoli. A partire dal 1807, Novara
diventa sede di uno dei quattro Licei nazionali con
Convitto. Nel 1837, per iniziativa e sponsorizzazione
della Contessa Tornielli Bellini, viene inaugurata
una delle prime scuole d’arti e mestieri del
territorio. L’anno precedente, cioè nel
1836, è stato ampliato e rinnovato il Teatro
cittadino (che poi diventerà Coccia). Ma non
basta, nel 1855 viene eretto il Teatro Sociale diretto
da Luigi Camoletti e destinato a rivaleggiare con
il futuro Coccia. Il 1° di maggio del 1837 nasce
il primo vero giornale settimanale, “L’Iride”;
nel 1847 viene fondata la Biblioteca Civica.
E la musica? Fino alla metà dell’800
era vissuta essenzialmente sulle attività delle
Cappelle di San Gaudenzio e della Cattedrale,
oltre ai monasteri e alle congregazioni religiose.
Non mancavano certamente le attività didattiche
dei monasteri privati e le esibizioni della banda
militare. Ma l’esigenza dei tempi richiedeva
di più e altro. Ed ecco arrivare da illustri
personaggi dell'epoca il progetto di erigere un Istituto
musicale autonomo. I due principali animatori furono
l'ingegnere Carlo Savio e il conte Giovanni Gibellini
Tornielli Boniperti (c’è sempre stato
un Tornielli nella storia di Novara!).
Precisamente l’11 giugno del 1858 nasceva l’Istituto
Musicale di Novara nella prima sede della cosiddetta
“Ca’ di rat” in via dell’Arbogna,
al numero civico 6, nel quartiere Molini (la vecchia
costruzione è stata poi demolita per far posto
all’asilo Negroni nell’attuale via Giulietti).
Istituto Musicale che nel 1866 veniva autorizzato
ad accettare l’eredità del maggiore Fedele
Brera, prendendone il nome. Questo Brera
era un maggiore di cavalleria, nato a Crema, esiliato
da Venezia e riparato a Novara dove trovava una seconda
patria, a lui più congeniale. Morì qui
da noi a 66 anni lasciando una copiosa e redità
a favore del civico istituto musicale, a condizione
che portasse il suo nome.
Nasceva così una delle più gloriose
istituzioni culturali novaresi, avente per
scopo di diffondere ed incoraggiare lo studio della
musica, di darne l’insegnamento gratuito ai
giovani meno agiati, di mantenere la Banda musicale
a servizio del Municipio. La scuola nacque e progredì,
superò ovvii momenti di difficoltà.
Faticò a trovare una sede adatta agli scopi
dei fondatori: prima si cercò di ottenere la
disponibilità di alcune sale del Palazzo del
Mercato; poi si attese l’ultimazione delle caserme
per spostare la sede dell'Istituto Brera nel quartiere
attiguo; infine nel giugno del 1904, il Consiglio
Comunale approvò il progetto dell’ufficio
tecnico municipale per la costruzione della nuova
sede nella zona ove si trova tuttora.

Brera: la biblioteca
Il “Brera”, com’è
familiarmente chiamato dai novaresi, è conosciuto
e noto a tutti. La sua struttura, pur antica,
contiene sale e saloni adatti per ascoltare e insegnare
la musica. Soprattutto, nel suo interno, sono degni
di nota l’Auditorium, che ha le caratteristiche
di un piccolo teatro con una capienza di un centinaio
di posti. È questo il polmone di tutte le attività
didattiche e artistiche che lì trovano avvio,
progettazione e realizzazione. Sul palco dell’Auditorium
trova posto l’organo, strumento a canne realizzato
nel 1909 da Alessandro Mentasti, poi elettrificato
nel 1974 dalla ditta Krengli. Ora il prezioso strumento,
logorato dagli anni, è stato smontato e sarà
ripristinato secondo il piano fonico e trasmissivo
originario.
Il “Brera” contiene una biblioteca
con circa diecimila volumi, molti dei quali
lasciti di Carlo Coccia e del conte Galeazzo Visconti,
che furono fra i primi amministratori. Volumi che
vanno dal secolo Diciottesimo al Ventesimo; sono presenti
edizioni rare e di notevole pregio. Ben 1100 sono
le musiche manoscritte e a stampa per la Banda Civica.
Inoltre la fonoteca è costituita da un fondo
di 4070 dischi in vinile, di 1500 CD e di alcune centinaia
di musicassette.
La storia culturale del “Brera”
è ricca di importanti stimoli e fra
i suoi allievi si ricordano Nicola Gervasio, primo
flauto al Gran teatro del Cairo in Egitto; Giovanni
Denicolini primo fagotto alla Grande Orchestra di
Monaco; Giuseppe Bardelli, primo fagotto al teatro
Colon di Buenos Aires.
Attualmente il Civico Istituto Musicale Brera è
retto da un consiglio d’amministrazione presieduto
dalla professoressa Teresita Giuliani. La direzione
artistica della scuola è affidata alla professoressa
Antonella Panighini e recentemente è stato
inaugurato il nuovo auditorium, dopo i lavori di adeguamento
che hanno riguardato anche il risanamento dei servizi
igienici al primo piano, la sistemazione della recinzione
esterna, la realizzazione di una rampa che consente
l’ingresso in istituto ai portatori di handicap.
Gianfranco Capra