Il look di Barbie nelle nostre mani!

 

Due designer novaresi hanno realizzato per Mattel un modello unico della celebre bambola con le fattezze della showgirl Michelle Hunziker.

 

 

Il 9 marzo scorso Barbie, la bambola più venduta al mondo, un mito per generazioni di bambine e oggetto di culto per milioni di collezionisti, ha spento le sue prime cinquanta candeline. Alla Rinascente, nel cuore di Milano, tempio della moda e del glamour, tra le molte iniziative per i festeggiamenti anche un party privato alla presenza di vip e celebrities, amici ed ammiratori dell’inossidabile bionda, viso angelico e fisico da urlo. Madrina della serata è stata la vulcanica Michelle Hunziker, versione in carne ed ossa dell’intramontabile bambola (creata dalla signora Mattel, Frau Handler, che la dedicò a sua figlia Barbara prendendo spunto dal teutonico modello di Lilly, commercializzato in Germania nel 1955, e presentata per la prima volta nel 1959 alla Fiera dei Giocattoli di New York).

Ispirandosi alla bella showgirl, che ha confidato che la sua prima Barbie si chiamava Aurora, proprio come la figlia, l’azienda novarese Magia 2000 ha realizzato per Mattel un modello esclusivo. “Si tratta di un pezzo unico”, rivela il designer Mario Paglino, nato nel 1973 a Torino ma trapiantato a Novara, “presentato con un abito di Giorgio Armani, che ci ha concesso l’autorizzazione ad utilizzare il modello, indossato dalla Hunziker due anni fa, sul palco del Festival di Sanremo. All’originale abbiamo tolto tutto, spogliandola e struccandola per poi ricominciare da zero, realizzando l’abito, il nuovo trucco, ridipingendo il viso”.

La solare showgirl svizzera non è l’unica celebrità che nelle mani di Mario Paglino e del suo socio Gianni Grossi, ha assunto le fattezze di una bambola: infatti anche Simona Ventura si è rivolta ai due artisti novaresi. “Anni fa abbiamo lavorato, per un progetto poi non andato in porto, con un’azienda piemontese e in quell’occasione abbiamo incontrato Simona. Siamo rimasti in contatto col suo staff, regalandole una bambola. A Natale la conduttrice, sempre spiritosa, ne ha richiesti 35 pezzi da donare ai suoi amici più cari, tra cui Giorgio Armani e Valentino. Abbiamo rivestito questa serie di bambole, approntando una dozzina di set ripetuti, con abiti che lei ha portato negli ultimi due anni, cercando una caratterizzazione del viso più vicino possibile al vero. Nelle molte tipologie di forma della Barbie cerchiamo di andare a trovare quella che più si avvicinano ai personaggi reali, con tratti caratteristici che possano almeno ricordarli. In questo caso non parliamo di Barbie con marchio Mattel bensì della nostra produzione “Fashion-Dolls Magia 2000”, pezzi unici non in commercio”.

Avete avuto altre commissioni da personaggi famosi?
“Beh, spesso regaliamo loro le nostre creazioni, è un modo simpatico per avvicinare i vip che autocelebrativamente si rivedono in una bambola, è un aggancio carino. In diretta radio abbiamo dato una bambola alla dj Pina, una a Veronica Pivetti, con gli abiti di scena da noi realizzati per la fiction “Mia cara Befana”. Non è che siamo alla ricerca delle celebrità ma senz’altro Simona Ventura ha dato il via a questa cosa”.

Come è nata l’idea di creare le fashion dolls?
“Tredici anni fa abbiamo riscoperto quasi per gioco la passione per la collezione di Barbie, che senza dubbio è un’icona di stile di cui si avverte il fascino. Dopo qualche anno, leggendo riviste americane, abbiamo appreso il termine “castomizzazione”, dall’inglese “customizer”, cioè la personalizzazione di un oggetto, nel caso specifico una bambola, tale da renderlo un pezzo unico. Noi prendiamo le Barbie e dalla base preesistente, a parte togliere tutti i vestiti, cancelliamo completamente il viso per poi ricrearlo, dipingendo fin il bianco dell’occhio, dandole un aspetto più reale, rendendola molto più umana. Le rivestiamo completamente e le ripettiniamo, creando così il pezzo unico che il collezionista acquista. Noi, spesso, le doniamo all’asta per beneficenza. Dopo ormai quasi otto anni di semplice scambio tra collezionisti, da un paio d’anni, cioè da quando abbiamo ufficialmente disegnato per la Mattel, è diventato una sorta di semilavoro”.

Quale è stato il vostro primo successo?
“Nel 2005, a Los Angeles, ci è stato chiesto, da parte dell’organizzazione della convention nazionale americana che si svolge annualmente, di realizzare un prototipo: dopo essere stati messi in lista con altri sei o sette designer, tutti americani, abbiamo vinto il concorso. Sponsorizzata da Mattel America, la creazione della bambola chiamata “Barbie Film Noir” è avvenuta in tiratura ultra limitata, circa 1500 pezzi, oggi molto pregiati tra i collezionisti. Si tratta di un tributo alla Hollywood dell’Età d’Oro, quindi anche a Marylin Monroe, Rita Hayworth, Grace Kelly, un po’ simbolo di tutte queste icone cinematografiche. La bambola ha avuto grande successo nell’ambiente, è stata donata alla convention ma esisteva poi un mercato sotterraneo, a partire da E-Bay, dove ha acquisito valore. Questo ci ha aperto le porte nel nostro paese: finalmente Mattel Italia si è accorta di qualcuno che era sempre stato dietro l’angolo e che era riuscito a farsi conoscere dall’altra parte del mondo. Così da un anno e mezzo collaboriamo con Mattel Italia come supervisori di determinati eventi, gestendo le parti artistiche di esposizione della bambola, il suo puro “visual”.

Cosa intendi esattamente?
“Per esempio l’anno scorso a Firenze, in occasione dell’evento “Barbie a Corte”, patrocinato dall’Assessorato alla Moda fiorentino per rilanciare l’immagine della città nel mondo attraverso Barbie, abbiamo supervisionato non la realizzazione della bambola, eseguita da sarti fiorentini, bensì l’allestimento generale della serata di gala. In quell’occasione è stato presentato un pezzo unico ispirato a Caterina De Medici: la cura dell’immagine era di nostra competenza. Siamo stati chiamati da Mattel America come uniche persone in Europa che potevano avere una sensibilità e una professionalità vicina ai loro standard. Il tutto si è poi sviluppato in una costante collaborazione in eventi che richiedevano la creazione di veri e propri “set” per le vetrine con gli allestimenti per le loro bambole”.

Per quanto riguarda la cura dell’immagine voi rappresentate proprio lo stile di Barbie…
“Alla festa della Rinascente l’amministratore delegato di Mattel Italia ci ha presentato come designer italiani per Barbie, quindi la cosa ci fa piacere. Siamo stati a Colette per Mattel Francia, chiamati per fare delle esibizioni per loro sempre sul “visual” di Barbie. Diciamo che in Europa e in Italia siamo riconosciuti come punto d’eccellenza di creatività per questo settore. Certo per quel che concerne il discorso del collezionismo l’ispirazione è diversa, di pura fantasia, ci rifacciamo alla cultura e alla moda spesso italiana o europea. Ciò che per noi ha fatto la differenza è stato proprio trarre dalla cultura e dall’artigianalità italiana i segni caratteristici delle nostre bambole, fornite di rifiniture da sartoria. Non siamo certo gli unici al mondo a fare questo tipo di creazioni ma ci siamo sempre posti di voler conseguire una certa qualità, un livello alto, perché il collezionista cerca il dettaglio, non massificato né grossolano”.

Il territorio novarese percepisce questa vostra attività?
“Conosciamo qualche collezionista novarese di Barbie ma non delle nostre Fashion Dolls, che essendo pezzi unici sono anche abbastanza costosi e quindi il mercato è abbastanza ristretto. Si tratta di un hobby ancora secondario alla nostra reale attività, pur se in continua evoluzione. I nostri acquirenti sono prettamente stranieri, soprattutto americani, là ove esiste non solo una cultura della bambola in sé ma si è già superato il livello della conoscenza generale di Barbie arrivando a volere il pezzo unico”

Secondo te c’è stata nel tempo un’evoluzione del personaggio Barbie?
“Credo che il motivo per cui Barbie ancora oggi, a cinquant’anni dalla sua nascita, sia un’icona è perché ha saputo cavalcare non solo i momenti storici ma anche la moda, che è il fil-rouge della sua esistenza, ne è stata interprete ed interpretata, ha avuto la possibilità di essere musa ispiratrice per diversi designer, come si vede nelle sfilate di New York. Si è saputa adeguare ai tempi, grazie alla Mattel, anche in modo astuto, così da conseguire lo status di vera grande icona. Barbie ha accompagnato un po’ l’evoluzione della donna, al di là della dimensione ludica, seguendone l’emancipazione da casalinga a presidente ad astronauta a velina. Fa parte dell’immaginario collettivo, è un personaggio”.

Qual è il tuo modello preferito tra tutte le Barbie?
“Sicuramente quello degli Anni Ottanta, le Barbie Superstar (diventata icona della Pop-Art nel 1986, non si è sottratta neppure alla genialità di Andy Warhol, ndr). Poi direi l’ultimo, perché ci si innamora sempre delle ultime cose. Al giorno d’oggi, essendo molto legato al discorso moda, gli ultimi modelli di bambola hanno corpi molto slanciati e filiformi, più adatti al gusto attuale, e per noi designer questo è un punto di forza”.

E qual è la Barbie che vorresti realizzare?
“Abbiamo avuto contatti con Swarowski, potrebbe essere un’idea. Non escludo comunque, avendo realizzato una Barbie per Vittoria Beckham, già consegnata e che ha fatto davvero colpo su di lei, di poter realizzare una Barbie per Madonna. Abbiamo già realizzato per la mostra londinese “Simply Madonna”, che mette in scena abiti ed accessori originali della rockstar, un set di tredici bambole, non con la sua immagine autorizzata ma solo ispirate a lei. Di queste alcune saranno donate all’asta in beneficenza ad aprile. Ci ha fatto piacere essere interpellati per questo evento, sono un grande fan di Madonna, e mi piacerebbe ovviamente ufficializzare la cosa, magari con la Mattel”.

Progetti futuri?
“Eventi da realizzare sempre con Mattel, poi andremo in America per le nostre fiere. Mi occupo inoltre di una mia linea di abbigliamento di abiti da serra a cocktail distribuiti principalmente nei paesi arabi, anche se il momento non è dei migliori, stiamo facendo molta fatica e aiuti in merito non ce ne sono, tanto meno che in Piemonte dove comunque ci sono tantissime aziende del comparto moda. Più facile venir fuori con le bambole che con le nostre creazioni di moda”.

Paola Principe
(Il periodico Novarese)


BARBIE /1. Tutti i festeggiamenti per i suoi primi 50 anni
Se in Arabia Saudita non si festeggerà il compleanno di Barbie, messa fuorilegge nel 2003 perché non conforme ai dettami dell’Islam, nel resto del mondo il primo mezzo secolo della bambola per antonomasia è stato celebrato con numerose iniziative. La megafesta a Los Angeles si è svolta nella Casa da Sogno sulla spiaggia di Malibu, con superba vista sull’Oceano Pacifico. La Dream House realizzata in dimensioni reali dal decoratore Jonathan Adler e arredata con i tipici accessori della bambola (che dopo la festa saranno spediti al Palms Casino Resort di Las Vegas per dare vita ad una Barbie Suite) è caratterizzata dal color rosa che domina la moquette e le pareti mentre anche il guardaroba della camera da letto contiene 50 paia di scarpe in tono, un leggendario armadio che in questi cinquant’anni ha visto il contributo di oltre 70 guru della moda.
In occasione della Fashion Week di New York, 50 stilisti di fama hanno mandato in passerella abiti ispirati a lei.
A Roma, già a gennaio sulle passerelle di alta moda, Marella Ferrera ha fatto sfilare il suo omaggio a Barbie.
Anche il grande gioielliere Bulgari ha firmato per Barbie un collier e un paio di orecchini con gli zaffiri rosa.
Il 12 marzo a Parigi, nella boutique Colette, c’è stata l'inaugurazione della mostra fotografica di Karl Lagerfeld, che le ha disegnato alcuni abiti esclusivi.
E non poteva non essere del colore preferito della bionda superstar di plastica la scintillante e glamour Fiat 500 realizzata solo per lei dalla casa automobilistica torinese, ovviamente non in vendita, che ha fatto bella mostra di sé nelle vetrine della Rinascente di Milano.

BARBIE /2. Carta d'identità.
All’anagrafe Barbie è Barbara Millicent Roberts.
Ha fratelli e sorelle: Skipper, i gemelli Todd e Stacie, Shelley e la piccola Krissy.
Il suo fidanzato storico è Ken, col quale non si è mai sposata e si è separata sette anni fa. Ha avuto un breve flirt con un surfista, Blaine, poi la coppia originale è tornata di nuovo insieme.
In mezzo secolo Barbie ha vestito i panni di Ballerina, Atleta olimpica (1987), Paleontologa (1997), Ufficiale dell'aviazione (1990, 1993), Ufficiale militare e Ufficiale di marina (1991), Medico (1988), Astronauta (1985, 1994), Candidato presidenziale (1992, 2004), Presidente degli Stati Uniti (2000), Ambasciatrice Unicef (1990).

 

 

 


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Paola Principe
e Michele Tetro, rispettivamente
Direttore Responsabile
e Caporedattore de
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