Paesaggi fantastici e Terre Ballerine

 

La zona dei Cinque Laghi, nel Canavese, lungo suggestivi sentieri intorno a specchi d’acqua e castelli quasi fiabeschi, ospita una peculiare torbiera… elastica!

 

 

La bellissima e suggestiva regione collinosa tra Ivrea e Montalto Dora è nota come terra dei Cinque Laghi, poiché cinque affascinanti specchi d’acqua di origine glaciale punteggiano questo territorio sovrastato dalla peculiare Serra Morenica, un rilievo risalente al Pleistocene lungo 25 chilometri, che divide il Canavese dal Biellese. Per chi ama la quiete della natura, le belle passeggiate, il fascino di antiche leggende, gli scenari mozzafiato, sia in inverno che in estate, una visita da queste parti, vera e propria culla di ecosistemi che ospitano, tra le altre, specie di piante e animali rari, non potrà che essere una scelta azzeccata e pienamente soddisfacente per spirito e fisico.

Dei cinque bacini lacustri in questione, cioè il lago Sirio, il lago Nero, il lago San Michele, il lago Cascinette e il lago Pistono abbiamo scelto quest’ultimo per la nostra gita, attirati dalla curiosa segnalazione delle Terre Ballerine, già intrigante di per sé, ma non mancheremo in futuro di visitare anche gli altri anelli lacustri, che senza dubbio riservano altrettante piacevoli sorprese ambientalistiche e percorsi naturali di indubbia presa sul visitatore.

Appena fuori da Ivrea, dunque, sulla strada per la Valle d’Aosta e già in località Montalto Dora, ci accingiamo a percorrere l’Anello del lago Pistono, che si snoda per la conca di origine glaciale dominata dallo splendido castello di Montalto, vera e proprio scenario fantastico che non mancherà di stupire con la sua bellezza il turista più esigente di emozioni. Il tracciato nella sua completezza è di facile approccio e lo si può completare in circa due ore. Arriviamo allo specchio d’acqua dopo aver percorso un placido sentiero boscoso tra prati e campi leggermente ondulati, vedendo già fare capolino tra i rami degli alberi la sagoma del castello di Montalto. Il lago Pistono è lungo 650 metri e largo 250, alimentato dal rio Montesino, dalle acque che scendono dai fontanili di Bienca e da quelle di scolo provenienti dalla regione dove un tempo c'era il lago Coniglio, fatto poi prosciugare per favorire l'estrazione della torba.

Alcuni cartelli lungo il tragitto spingono i visitatori ad avventurarsi alla ricerca di questo misterioso lago Coniglio che non esiste più e solo più avanti scopriamo che un lembo dell’antico bacino è proprio all’origine del fenomeno che caratterizza le Terre Ballerine. In sostanza, dopo aver deviato dal sentiero principale verso una zona declinante di torbiera circondata di alberi, ci si trova in una radura in cui si avverte da subito la strana consistenza del terreno sotto i propri piedi, elastica e “rimbalzante”. Provando a saltellare su questa depressione si vedono gli alberi, anche quelli di alto fusto, muoversi “a ritmo” di balzello, in una sorta di curiosa danza dovuta al fatto che lo strato di superficie poggia su un tappeto di radici sovrastante ciò che rimane del lembo di lago Coniglio, una falda d’acqua che contribuisce a creare l’effetto “gommoso” tipico di quest’area paludosa. Durante le operazioni di prosciugamento del bacino, iniziate nel 1895 e portate a termine dall’industriale locale Francois Balthazaes Mongenet che necessitava di torba come combustibile, vennero alla luce dal fango antichi reperti fossili: una piroga, un’ascia e una spada in bronzo risalenti ad un periodo compreso tra il 1400 e l’800 a.C. quando un villaggio palafitticolo evidentemente sorgeva sulle sponde del lago.

Dopo esserci “sfogati” in balzi, saltelli e danze assieme agli alberi circostanti risaliamo la china e continuiamo il nostro giro nel bosco, giungendo presto ad una radura che offre una visione mozzafiato del castello di Montalto, abbarbicato sul monte Crovero e risalente al XII secolo, una fortezza a guardia della piana lacustre di Ivrea e della strada che conduce in Valle d’Aosta, oggetto nel corso dei secoli di vari assalti che ne compromisero la struttura, oggi invece completamente recuperato. Ai piedi del Crovero si dirama il sentiero “Variante del Maggio”, che conduce ad uno dei più interessanti punti panoramici dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, snodandosi lungo il perimetro del lago e costeggiando pareti rocciose a strapiombo, forre e radure che davvero poco hanno da invidiare agli scenari più fantastici visti in “Il Signore degli Anelli”, illuminati dalla particolare luce del pomeriggio riflessa dalle acque del lago. Un fotogramma indubbiamente “cinematografico”, tant’è che qui furono girati alcuni esterni della fiction del 2006 “La freccia nera”. C’è da chiedersi che aspetto abbiano questi posti in piena estate o ad autunno inoltrato, quando flora e fauna raggiungono il loro massimo fulgore, probabilmente vere e proprie sinfonie di colori, profumi, rumori di una natura ancora libera, selvaggia e rigogliosa, in cui poco si avverte la mano dell’uomo. Riservandoci future visite ai restanti quattro anelli di percorso attorno agli altri bacini lacustri rimarchiamo come l’intera area dei cinque laghi, con i suoi dolci declivi erbosi e i boschi ricchi di varie tipologie di piante sia un habitat davvero incontaminato, che merita di essere visitato sia sotto il profilo naturalistico che quello più intimo e personale, alla ricerca di immagini e visioni naturali che sono davvero degne di essere conservate..

Michele Tetro
(Il periodico Novarese)

 

 

 


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