Sergio Floriani: attraversare
le porte dell'arte

Sergio Floriani è un artista complesso, capace di passare, con disinvoltura, dall’esperienza delle più classiche cellule pittoriche convenzionali, come il rettangolo, la coppia di quadrati, a espansioni forti, come l’utilizzo di oggetti trovati di evidente valore suggestivo, come le Porte, all’arte concettuale. “La porta delle Legge”, visibile sul lungolago di Arona, e le “Porte nere”, installate nel 1998 a Novara, al Broletto, sono tra le opere più affascinanti di Floriani. Se “La Porta della Legge” resta in Kafka un mistero indecifrabile, davanti alla quale al piccolo uomo non resta che un destino di attesa e solitudine, la “Porta della Legge” di Floriani è accessibile a tutti coloro che sentono l’urgenza di trovare, attivamente, spazio a delle risposte. Non resta, dunque, che varcare le due soglie delle porte, che, nella parte esterna, quella colpita dalla luce, riflessa e cangiante, recano visibili le impronte dell’uomo, segni tangibili di una condizione sia individuale che collettiva, contemporaneamente. Nelle opere di Floriani si coglie sempre l’artista attento interprete di uno spazio globale, nel quale l’uomo rivendica la sua identità, fatta di luce, e di ombra, di buio e di sole. L’attraversamento della porta è un passaggio inconscio, in quel magma oscuro e torbido degli istinti, delle passioni, dei sensi di colpa, e poi un riemergere, quasi purificati, con umiltà, alla luce totale, alla verità.
Siamo andati a trovare Sergio Floriani nel suo studio, dove, con grande generosità e disponibilità, ci ha parlato nel suo lavoro e ci ha mostrato le sue ultime opere.
“In questo momento”, ci racconta, “sto lavorando su due progetti, la personale “A quadretti” che verrà allestita alla Naviglio Art Gallery di Milano, e la mostra “Quadro Quadrato” per la Galleria ArteStudio, sempre di Milano. Si tratta di lavori realizzati su quadretti di legno rivestiti di metallo, sul quale faccio colare del bronzo fuso, ottenendo forme particolari e giocando sui riflessi creati dalla luce. “A quadretti” perché mi sono divertito a giocare con le reminescenze nostalgiche e un po’ malinconiche dei quaderni a quadretti. Chi di noi non si è mai divertito a giocare con i quadretti, riempiendone uno sì e uno no, a creare strani incastri? Dall’età infantile si sente il bisogno di scomporre la realtà ricorrendo ad un modulo. L’esposizione vedrà la suddivisione delle pareti della Galleria in quadrati modulari di cm.43x43. Le opere, collocate su di esse, andranno ad occupare caselle di forma rettangolare o quadrata. Il quadrato a 25 tessere avrà carattere di istallazione, con alcune tessere che slitteranno sulle pareti negando così la lettura della composizione. Solo una riproduzione fotografica dell’opera iniziale darà conto all’eventuale ricompattamento”.
Che cosa ti ha più interessato in quest’opera?
“Sicuramente rompere la figura geometrica. Tutti i miei lavori hanno una forte geometria, nascosta o palese, dalle porte, ai quadri quadrati, ai bassorilievi. Dopo l’autunno del 2001, però, non ho più usato il colore. Ma questa non è stata una scelta volontaria”.
Quali saranno gli sviluppi ulteriori della tua opera? Sei in grado di prevederli?
“Sto lavorando parecchio con la catramina su carta giapponese, e poi su lavori in ferro e stagno, l’incontro col piombo è abbastanza recente. Io ho tempi abbastanza lunghi, è dall’autunno del 2203 che sto lavorando sulle due personali che presenterò tra pochi mesi, alla quali si aggiungerà una terza mostra, dove il modulo, il quadretto, diventerà mattone”.
Eliana Frontini

 

CHI E' SERGIO FLORIANI

Sergio Floriani è nato nella provincia di Padova, ma da sempre risiede a Gattico. Pittore e scultore, inizia la sua attività espositiva nel 1979. Nel 1982 promuove, insieme ad altri artisti, il Gruppo Narciso Arte. Nel 1984 viene scelto dal critico Giorgio Di Genova a rappresentare l’Italia alla Biennale di Venezia. Numerosissime sono ora le sue opere, esposte in piazze e vie italiane o in mostre personali e collettive; nel 1996 Floriani ha vinto il Concorso Internazionale di Scultura di Arona con l’opera “La porta della Legge”, nel 1999 ha realizzato la XIV Stazione della Via della Croce di Curino. A Novara, sue sono le Croci poste al primo piano sulla parete della balconata dell’Arcivescovado, “Synapis” e “Lux Mundi”, realizzate nel 1990.

 

 

 


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Paola Principe
e Michele Tetro, rispettivamente
Direttore Responsabile
e Caporedattore de
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