Tutorial di Uncinetto:
La maglia doppia, tripla, ecc…

Si procede come per la maglia alta, ma invece di gettare una sola volta il filo sull’uncinetto, lo si fa due, tre, quattro, ecc volte…

Punto alto doppio:

Punto alto triplo:

Tutorial di Uncinetto:
La maglia alta

la maglia alta è la protagonista del tutorial di questa settimana, a questo punto potete realizzare praticamente qualunque cosa. 

Alternando infatti un punto alto e una catenella potrete realizzare il filet o rete, e alternando i “pieni” (tre maglie alte consecutive) e i “vuoti” (maglia alta, catenella, maglia alta) potrete creare dei disegni.

Tutorial di Uncinetto:
la mezza maglia alta

Il punto di questa settimana comincia ad essere lievemente più complicato (non tantissimo!), ma finalmente comincia ad alzarsi un po’…

Tutorial di uncinetto:
il punto basso

SECONDA LEZIONE -  Immagino che ora, dopo aver seguito il primo tutorial sul punto catenella, abbiate metri e metri di catenelle e non sappiate che farne… bene…

Questa settimana vediamo un punto semplice che vi permetterà di realizzare i primi lavori, io con questo punto ho fatto le mie prime presine quadrate… se volete fare un maglione, potete usare questo punto per farne i bordi; è, infatti, un punto piuttosto compatto e ben si presta a tutte le lavorazioni in cui è richiesta della “struttura”.

Eccovi il punto basso….

 

La prossima settimana vedremo il punto bassissimo….

 

Ah! Buon lavoro!

Tutorial di uncinetto:
il punto catenella

Iniziamo questa settimana un mini-corso di uncinetto… 

Ho trovato dei tutorial video che sono chiarissimi, quindi ho pensato di proporveli… io ho finito l’anno scorso un copriletto lunghissssssimo (non ne potevo più!) ed ora mi sono lanciata in maglioncini estivi e invernali…

Il primo tutorial riguarda il punto base, la catenella, è il punto che serve per incominciare ogni lavoro.

Per incominciare vi consiglio di usare il cotone, soprattutto ben ritorto (così non si “apre” mentre lavorate); se non avete in casa nè cotone nè uncinetto, recatevi nella più vicina merceria e acquistate il cotone cablè (è quello ben ritorto) n°3 e fatevi consigliare per l’uncinetto, (io lo uso sempre più fine di quello che serve, quindi evito di darvi il numero), ma acquistatelo di metallo (è migliore).

I tutorial provengono da un sito che vi invito ad andare a visitare per l’alta qualità dei lavori proposti.

Buon lavoro…  e alla prossima settimana con il punto basso!

 

Spray al pompelmo e rosmarino


6 gocce di olio essenziale di rosmarino

- 6 gocce di olio essenziale di pompelmo

- 4 gocce di olio essenziale di limone

- 50 ml di acqua distillata
 

Mescolate gli ingradienti in uno spruzzino da 50 ml. Agitatelo bene prima di ogni utilizzo e spruzzatela liberamente nell’aria. Questo spray combatte i cattivi odori e grazie all’azione del rosmarino e del pompelmo ha un effetto antibatterico.

Elisa Baricchi

Albicocche e Fragole


Il sito OkNovara.it  contiene al suo interno un gigantesco database di ricette che spesso mi capita di “interpellare” per mettere in tavola qualcosa di sfizioso. Questa ricetta proviene direttamente dal nostro database ed è stata una bella sorpresa di alcune sere fa.

Andate in utilità insieme al meteo di Novara e all’elenco delle farmacie di turno, trovate un database di ricette…  quella che vi presente viene direttamente dalla categoria dessert:

Ingredienti per 4 persone 

Calorie per Persona : 220

Albicocche Mature 500 g 

Fragole 300 g

Zucchero 100 g

Vino Spumante Secco  1 Bicchiere

Arance 2 

Preparazione : Lavare le albicocche, tagliarle a metà e snocciolarle. Metterle in un tegame con lo zucchero, lo spumante, il succo delle arance e la scorza grattugiata di 1/2 arancia. Far cuocere 10 minuti. Sgocciolarle e farle raffreddare in un piatto di portata. Lavare le fragole e frullarle. Unire il frullato di fragole allo sciroppo di cottura delle albicocche e far ridurre a fuoco bassissimo. Versare sulle albicocche e far raffreddare in frigo prima di servire.

Anna Frank

Gli anniversari servono a ricordare, a rammentare ciò che le persone sono state, ciò che hanno fatto o detto, le lezioni che hanno impartito. Ad ottant’anni dalla nascita di Anna Frank ho pensato di celebrarla, di celebrarne il ricordo e di riproporlo, di riproporne il pensiero, seguendo i passi della sua breve ma intensa vita; i passi di una ragazza che sta diventando una donna, tragicamente terminati in un terribile campo di concentramento.

Il suo vero nome era Annelies Marie Frank ma tutti la chiamavano semplicemente “Anne”. Nacque in Germania a Francoforte sul Meno il 12 giugno 1929; nel 1933 con l’ascesa dei nazisti al potere emigra con la famiglia in Olanda stabilendosi ad Amsterdam.

Il volto di Anna Frank

La sua famiglia era composta dal padre,  Otto Heinrich Frank, la madre Edith Hollander, e la sorella maggiore, Margot Betti Frank; il padre in Olanda diede vita ad un’azienda che permise alla sua famiglia di vivere anche durante la guerra. Erano, infatti, i locali sopra agli uffici della loro Azienda a costituire l’alloggio segreto in cui la famiglia Frank visse, “rubando” due anni ai nazisti. 

Nonostante le leggi razziali, introdotte in Olanda con l’occupazione tedesca, Anne visse felicemente i suoi primi tredici anni, persa fra lezioni a scuola e i primi amori… 

La cartolina che precettava la sorella Margot arrivò il 5 luglio, di domenica pomeriggio, e in capo alla mattina successiva la famiglia si era già trasferita nell’alloggio segreto, l’Achterhuis

Poco dopo anche la famiglia Van Pels (vero nome dei van Daan) e poi anche Fritz Pfeffer (vero nome del Signor Dussel, un dentista ebreo) andarono ad abitare nell’alloggio segreto, portando il numero degli occupanti a otto.

Cosa accadde ad Anne e agli altri occupanti dell’alloggio segreto nei due anni successivi, lo apprendiamo di racconti che Anne fa  nel suo diario, una cronaca minuziosa e spietatamente sincera dell’universo che la circondava. 

Le pagine originali del diario

Le pagine originali del diario

La polizia, cercando ori e denari nascosti, mise a soqquadro l’alloggio spargendo, fra l’altro, le pagine del diario per la camera che Anne occupava. Dopo l’arresto Miep Gies ed Elly Vossen, due persone che durante la clandestinità dei Frank avevano aiutato la famiglia con viveri, abiti e libri per le ragazze, raccolsero il diario e lo conservarono, in attesa di poterlo restituire ad Anne.

Gli occupanti dell’alloggio segreto vennero trasferiti al campo di smistamento di Westerbork, dove rimasero per circa un mese. Il 3 settembre 1944 Anna Frank e gli altri clandestini vennero caricati sull’ultimo treno merci in partenza per Auschwitz, dove giunsero tre giorni dopo. Presumibilmente il 28 ottobre Anne e Margot furono trasferite da Auschwitz-Birkenau a Bergen-Belsen. Fra la fine di febbraio e il mese di marzo (la data precisa non è certa) Anne, e il giorno prima Margot, morì di tifo esantematico, non più di un mese prima della liberazione del campo da parte degli inglesi.

La tomba di Anne e Margot a Bergen-Belsen

La tomba di Anne e Margot a Bergen-Belsen

Il solo del nucleo familiare che sopravvisse ai campi di concentramento fu il padre di Anne, che si trovava ad Auschwitz quando il campo fu liberato dai russi. Otto Frank tornò ad Amsterdam nel giugno del 1945 dopo tre mesi di viaggio. Miep gli diede il diario ed egli lo aggiustò per la pubblicazione. Da allora è stato pubblicato in 55 lingue. 

Otto Frank morì a Basilea nel 1980.

Recentemente una versione “integrale” del diario ha visto la pubblicazione, in essa le parole di Anne risuonano di sonorità nuove, sono venuti meno quei tagli che il diario aveva subito in occasione della prima pubblicazione.  

La casa dove Anna e la famiglia si nascondevano è ora un museo. Si trova al 263 di Prinsengracht, nel centro della città. 

Dalla finestra della soffitta Anne poteva ammirare un castagno (un ippocastano per la verità) che recentemente è stato abbattuto perché malato. Ma on line è diventato un simbolo di dell’affetto che i lettori del diario hanno per Anne. 

Il diario di Anna Frank 

Inizia come una espressione privata dei propri pensieri intimi, manifestando l’intenzione di mai permettere che altri ne prendessero visione. Descrive candidamente la sua vita, la propria famiglia ed i propri amici, nonché appunto la sua vocazione a diventare un giorno scrittrice affermata di racconti. Durante l’Inverno del  1944, le capitò di ascoltare una trasmissione radio di Gerrit Bolkestein - membro del governo Olandese in esilio - il quale diceva che, una volta terminato il conflitto, avrebbe creato un registro pubblico delle oppressioni sofferte dalla popolazione del Paese sotto l’occupazione nazista. Menzionò la pubblicazione di lettere e diari, cosa che spinse Anna a riscrivere sotto altra forma, e con diversa prospettiva, il proprio.

Esistono quindi tre versioni del diario: la versione A, l’originale di Anna, la versione B, la seconda redazione di Anna, su fogli volanti, in vista della pubblicazione, la versione C, scritta da Otto Frank basandosi sulla versione B, apportando modifiche e cancellazioni.

Una recente edizione critica del diario compara queste tre versioniraggiungibile a piedi dalla stazione centrale, dal palazzo reale e dal Dam.

Bibliografia  

I diari di Anna Frank: Edizione Critica, Anne Frank, curato da David Barnouw e Gerrold Van der Stroom, Einaudi - Collana: Grandi Opere - 2002 - ISBN 8806147307. A cura dell’Istituto per la documentazione bellica dei Paesi Bassi. Compara diverse edizioni del diario con l’originale, e include uno studio approfondito della sua autenticità, riporta la storia delle persone coinvolte prima e dopo la guerra. 

Racconti dell’Alloggio Segreto, di Anne Frank, Einaudi 2008 

Miep Gies. Si chiamava Anna Frank a cura di Alison Leslie Gold. Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1987. ISBN 88-04-30506-1 

Melissa Müller. Anne Frank –una biografia, Einaudi 2000. ISBN 88-0616834-7

Willy Lindwer. Gli ultimi 7 mesi di Anna Frank, Newton Compton 1995 ISBN 88-8183-078-7

Marmellata di petali di rosa


Ingredienti: 

400 g di petali di rosa 
1 Kg di zucchero 
1,2  l di acqua 
1 limone. 

Lavate i petali e triturateli con la mezzaluna (non dovete triturarli troppo fini perché altrimenti il succo se ne va via tutto), mescolateli con metà dello zucchero e il limone (impastandoli con le mani e mescolandoli a lungo). Fate scaldare l’acqua con il resto dello zucchero e con l’impasto, fate bollire il tutto fino ad avere uno sciroppo denso. Quando diventa vischiosa la marmellata è pronta. 

Un vasetto di marmellata di rosa

    

Volevo provare questa ricetta personalmente, ma purtroppo le mie rose quest’anno hanno già subito un bel trauma restando in vaso per una settimana in attesa della messa a dimora nella terra e ne hanno risentito un po’… proverò l’anno prossimo quando si saranno ben ambientate… Per ora mi sono dovuta accontentare (si fa per dire perchè era buonissima!) dell’esperimento fatto da un’amica.

Nel mese di novembre vi proporrò la marmellata con le bacche di rosa… beh, quella spero proprio di poterla cucinare personalmente e sottoporre mio marito alla “prova della fetta”…

I fiori di casa nostra:
Le Rose

Da sempre la rosa è il fiore la cui immagine si accomuna e si avvicina di più a quella della donna. Perfetta, profumata, affascinante, la rosa è simbolo di bellezza e di purezza, un nome suggestivo e, soprattutto, una sfida davvero facile da vincere per una donna “armata” di pollice verde… anche di uno piccolo piccolo!

La rosa cresce con estrema facilità; nei giardini novaresi trova un terreno ideale. Non troppo ricco, sufficientemente umido. Si può proprio dire che se il mese di aprile è il mese del Glicine (perchè i muri si tingono di quel bellissimo viola), quello di maggio è senza dubbio il mese delle rose. 
La fioritura è repentina ed improvvisa; la schiusa avviene nottetempo ed al mattino, uscendo di casa, spesso si rimane a bocca aperta a guardare la bellezza, il colore ed i riflessi di una rosa aperta con ancora le gocce di rugiada sui petali.


Per chiudere il discorso sulle rose vorrei fare alcune puntualizzazioni: di rose potete leggere un po’ dovunque; sappiate però che le tipologie disponibili sono svariate: ad alberello, rampicanti, a cespuglio, tappezzanti…. Sappiate anche che la scelta di una rosa, essendone presenti sul mercato alcune centinaia di specie differenti, va operata con estrema attenzione e SOLO durante il periodo di fioritura, a rischio, infatti, vi è la possibilità di acquistare una rosa di un colore che, poi, al momento opportuno, si rivela essere di una sfumatura (o addirittura di una tinta!) differente da quella ricercata.

Attenzione, quindi, perchè il mese di maggio è il mese delle rose per eccellenza e, se è vero che risulta piuttosto facile crescerle sui nostri terreni, è anche vero che non è affatto semplice sceglierle e proteggerle dai parassiti infestanti che potrebbero anche uccidere una giovane rosa ai primi boccioli. 

Di recente ho finalmente potuto realizzare un piccolo sogno che tenevo nel cassetto da anni: avere un giardino da poter gestire ed amministrare. Inutile dire, quindi, che da oggi si aggiunge una nuova categoria di messaggi a questa rubrica, cioè quella dei fiori: cercherò, per quanto mi è possibile di illustrare modi di coltivazione, tipologie e quant’altro, nella speranza che anche voi lettrici condividiate con me la passione per il giardinaggio.

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